Tre persone di Baden avevano acquistato online i dispositivi, che sono stati intercettati in dogana: la legge ne vieta, infatti, anche l'importazione

In Svizzera, come è noto, è vietato dalla legge segnalare pubblicamente la presenza di radar ad altre persone, ad esempio tramite chat o con il classico segnale dei "bilux". Ma, come riporta l'Aargauer Zeitung, anche cercare di eluderli tramite dispositivi che ne segnalano la presenza può costare caro. Ne sanno qualcosa tre persone della regione di Baden, una donna e due uomini, che avevano acquistato su Amazon tre rilevatori di radar “Ooono Co-Driver No2” facendoseli spedire al proprio domicilio. Gli apparecchi sono però stati intercettati in dogana, permettendo di risalire agli acquirenti, ai quali sono state inflitte sanzioni pecuniarie per un totale di 1'600 franchi, oltre alla confisca dei dispositivi. I tre si sono giustificati sostenendo di ignorare la legge al riguardo: ignoranza, ovviamente, che non evita la sanzione.
L'art. 98a della legge sulla circolazione, infatti, prevede che sia punito con una multa "chiunque importa, pubblicizza, cede, vende nonché consegna o mette a disposizione in qualsiasi altro modo, monta o trasporta a bordo di veicoli, fissa su questi ultimi o usa in qualsiasi altro modo apparecchi o dispositivi volti a ostacolare, perturbare o vanificare i controlli ufficiali della circolazione stradale" così come chi aiuta a compiere i suddetti atti. Lo stesso articolo vieta di segnalare pubblicamente controlli ufficiali della circolazione stradale, offrire a pagamento un servizio a questo scopo.
Ma altre insidie si celano per chi, ad esempio, utilizza delle app sul proprio smartphone per eludere i controlli. Come nel caso di un uomo colto in flagrante alla dogana di Coblenza con lo smartphone sul cruscotto sul quale era aperta un'app (non è stato reso noto quale) che segnala i radar e i controlli ufficiali. L'uomo è stato condannato al pagamento di un totale di 1'000 franchi in base a un altro comma del suddetto articolo della legge, che punisce chi "utilizza per segnalare controlli ufficiali della circolazione stradale apparecchi e dispositivi che per principio non sono destinati a tale scopo". Come ad esempio le comuni app di navigazione, come Google Maps, che però includono anche segnalazioni sul traffico e sui controlli della velocità, anche se la loro funzione è un'altra.