export di armi

Undici blindati svizzeri in Ucraina contro gli accordi

L'avvistamento di un Eagle Mowag in guerra ha dato il via a un'indagine: il passaggio a opera di un privato tedesco che non dichiarò la riesportazione

Un Eagle Mowag svizzero durante un’esercitazione
(Keystone)

Un mezzo blindato costruito dall'azienda svizzera Mowag GmbH è stato esportato dalla Germania verso l'Ucraina, in contravvenzione alla dichiarazione di non riesportazione.

Come si legge in un comunicato odierno del Consiglio federale, nel 2013 la Danimarca aveva esportato, in seguito all'approvazione della Confederazione, 27 veicoli Eagle I di fattura svizzera in Germania. Il problema è sorto quando l'ex direttore di una ditta privata tedesca ha permesso la riesportazione di 11 di questi veicoli in Ucraina, contravvenendo alla dichiarazione di non riesportazione stipulata tra l'azienda in questione e la Svizzera.

Il governo ha anche aggiunto che le esportazioni di materiale bellico destinate a siffatta persona non sono più autorizzate, "a causa dell'elevato rischio di riesportazione a un destinatario finale indesiderato".

Il caso è emerso alla fine di marzo, quando alcuni media avevano comunicato l'avvistamento di un blindato Eagle del produttore svizzero Mowag in Ucraina. La Segreteria di Stato dell'economia (Seco) ha quindi prontamente avviato un'indagine che si è conclusa il 12 giugno.

In seguito agli accertamenti con la Germania e il sopracitato ex responsabile tedesco, è emerso che quest'ultimo ha proceduto alla riesportazione dei veicoli blindati in Ucraina, "ritenendo che la dichiarazione non fosse più pertinente a causa dell'avvenuta demilitarizzazione dei veicoli", si legge nella nota.

Dato che è stato un cittadino privato a commettere la violazione dell'accordo, le conseguenze riguarderanno solamente lui e non le autorità tedesche.

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