A causa dei sistemi elettronici non sempre affidabili e dei costi, i camion in circolazione non devono venir dotati di dispositivi elettronici per il monitoraggio angolo cieco, specialmente per evitare incidenti con ciclisti. È il parere del Consiglio federale a una mozione del consigliere nazionale Bruno Storni (PS/TI) sostenuta da altri 26 colleghi di tutti i partiti.
A detta del deputato ticinese, gli Incidenti da angolo cieco tra mezzi pesanti e pedoni o ciclisti sono frequenti e hanno sovente conseguenze molto gravi. Secondo dati dell'ufficio federale contro gli infortuni (UPI), dal 2011 al 2024 i morti sono stati 26, 35 i feriti gravi e 70 quelli leggeri. Solo l'anno scorso, tre 3 casi di svolta a destra hanno avuto esito letale (TI, LU, TG). In totale si sono registrati 16 incidenti gravi di mezzi pesanti con pedoni o ciclisti dei quali 7 letali.
Incidenti da angolo cieco accadono quando per esempio un conducente di un veicolo pesante svoltando a destra non vede nello specchietto retrovisore un ciclista o un pedone che si trova nello spazio accanto al proprio veicolo, spiega Storni. Ma telecamere e display è possibile offrire al conducente una completa visione dell'angolo cieco.
Benché dal 2024 sia obbligatorio per i veicoli nuovi montare dispositivi per l'angolo cieco, per molti anni ancora avremo in circolazione molti mezzi pesanti non dotati dei nuovi sistemi di sicurezza: per Storni si tratta di un rischio inaccettabile. Per questo, tutti i mezzi pesanti in circolazione dovrebbero disporre di un dispositivo per il monitoraggio dell'angolo cieco.
Nella sua risposta, il Governo ricorda che dal luglio 2024 sia in Svizzera sia nell'Ue tutti gli autocarri e gli autobus nuovi devono essere muniti di sistema di rilevamento angolo cieco; questi sistemi UE vengono omologati e controllati in quanto parti integranti del veicolo. Non sono però previsti, precisa l'esecutivo, per l'adattamento dei mezzi più vecchi.
In vista della consultazione sul recepimento di suddette norme UE, l'Ufficio federale delle strade aveva valutato un obbligo di dotazione diverso da quello stabilito dal diritto europeo studiando soluzioni per veicoli già in circolazione in Svizzera. Tuttavia, molti di questi sistemi si erano rivelati difettosi producendo, per esempio, numerosi falsi allarmi. Inoltre non erano sufficientemente affidabili per il rilevamento di ciclisti.
Per questo, un eventuale obbligo di retrofitting richiederebbe di definire requisiti tecnici per gli appositi sistemi, avviare una procedura legislativa e prevedere un adeguato periodo transitorio per la messa a norma.
Calcolando che il ciclo di vita di un mezzo pesante è in media di sette/otto anni, una parte cospicua del parco circolante sarebbe già sostituita al momento dell'entrata in vigore della regolamentazione. Stimando il costo dell'aggiornamento di un veicolo in Svizzera a circa 5000 franchi, per un parco circolante intorno alle 60 mila unità la spesa complessiva si collocherebbe sui 300 milioni di franchi.
Ponderando tutti i fattori, in particolare l'obbligo di rinnovo flotta al più tardi ogni otto anni, la scarsa affidabilità dei sistemi retrofit e i costi complessivi della messa a norma, il Governo raccomanda al plenum di respingere la proposta di un aggiornamento obbligatorio dei mezzi già in circolazione.