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06.12.2022 - 11:56
Aggiornamento: 17:54

Verso il condono edilizio dopo 30 anni per i rustici fuori zona

La mozione approvata da entrambe le Camere riguarda, per il Ticino, circa 2’000 costruzioni illegali secondo i numeri forniti dal ‘senatore’ Marco Chiesa

Ats, a cura di Red.Web
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Ti-Press

I circa 2’000 rustici del Ticino costruiti illecitamente fuori zona edificabile, insieme ai circa 600’000 in tutta la Svizzera, dovrebbero beneficiare di un condono edilizio trascorsi 30 anni dalla loro realizzazione. Lo chiede una mozione, già approvata dal Consiglio nazionale nel marzo scorso, accolta oggi anche dal Consiglio degli Stati per 25 voti a 16. L’atto parlamentare concerne, oltre ai rustici della Svizzera italiana, i mazot vallesani e i maiensässe grigionesi. A fornire in aula le cifre relative al Ticino, basandosi su cifre provenienti dal Cantone, è stato il consigliere Udc agli Stati Marco Chiesa, mentre le cifre a livello nazionale sono state calcolate dalla televisione svizzero tedesca SRF.

L’atto parlamentare è stato depositato dopo una sentenza del Tribunale federale che fa giurisprudenza. Esprimendosi sul caso di un deposito lucernese situato in zona agricola, il TF ha deciso che queste costruzioni illegali devono essere demolite, anche se costruite prima del 1983. Stando alla maggioranza della commissione che raccomandava l’adozione della mozione, prevedendo che l’obbligo di ripristinare la situazione conforme alla legge si estingua dopo 30 anni, come previsto per gli edifici costruiti all’interno delle zone edificabili, non si fa altro che garantire la parità di trattamento.

In assenza di una disposizione chiara in materia, finora si partiva del resto dal principio che anche fuori zona edificabile si applicava la prescrizione dopo un trentennio. Anche perché dopo 30 anni è difficile risalire alle circostanze che hanno portato alla costruzione di un edificio contestato. Insomma, la mozione aumenterebbe la sicurezza giuridica per i proprietari e gli utilizzatori di queste strutture.

Stando a Chiesa, è fuor di dubbio che il rispetto della legalità è sacrosanto, come il divieto di edificare in zone non edificabili, ma la mozione non rappresenta un incoraggiamento a violare la legge. Tuttavia, la demolizione dopo 30 anni è sproporzionata, tanto più che per i Comuni sarà difficile fare un censimento degli edifici interessati dopo così tanto tempo. Va anche detto, ha aggiunto il "senatore" democentrista, che se per trent’anni non si è fatto nulla, significa che i Comuni non hanno fatto il loro dovere.

Di diverso parere Lisa Mazzone (Verdi) e la consigliera federale Simonetta Sommaruga, secondo cui la mozione non fa altro che premiare i furbi, chi insomma ha violato la legge, speculando sul trascorrere del tempo. Una cosa difficile da spiegare a quei Comuni che si danno da fare per far rispettare la legge, ha affermato Sommaruga. Tali abusi edilizi hanno un impatto sensibile sul paesaggio, la natura e l’ambiente e possono anche influenzare la gestione agricola. "Stiamo parlando di costruzioni illegali", ha sottolineato più volte la ministra del territorio. "Non capisco questo bisogno di proteggere un atto illegale", ha puntualizzato.

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