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26.08.2022 - 10:21
Aggiornamento: 21:54

‘Necessaria per garantire la previdenza futura’

Il comitato interpartitico a favore della riforma dell’Avs 21, in votazione il 25 settembre, mette sul tavolo le sue ragioni

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Simone de Montmollin

La riforma dell’Avs, su cui il popolo si esprimerà il 25 settembre, è necessaria per garantire alle generazioni future un sistema di previdenza per gli anziani moderno e funzionante. Lo ha ribadito oggi a Berna un comitato interpartitico che riunisce rappresentanti del Centro, del Plr, dell’Udc, dei Verdi liberali e del Pev.

Secondo i sostenitori, per garantire il futuro del sistema pensionistico elvetico è necessario porre un freno agli attuali squilibri che caratterizzano il cosiddetto primo pilastro. La questione delle pensioni – hanno sottolineato – occupa regolarmente i primi posti del Barometro svizzero delle preoccupazioni: "Chi ha lavorato e versato i contributi per una vita ha diritto ad avere una pensione sicura".

Da un quarto di secolo non si è più provveduto a modernizzare il sistema. Il progetto riforma Avs 21 prevede principalmente l’introduzione della stessa età di pensionamento per uomini e donne, ovvero a 65 anni. Le persone che cominceranno a ricevere la loro rendita Avs a 65 anni la percepiranno senza riduzioni né supplementi, salvo per la cosiddetta generazione di transizione.

Basi per un equilibrio

La consigliera nazionale del Plr Simone de Montmollin (Ge) ha affermato che "questa riforma è favorevole a tutte le generazioni senza gravare sul costo del lavoro e tenendo conto delle conseguenze per le donne della generazione in transizione. Pone le basi sia per ripristinare un equilibrio finanziario che rifletta la realtà demografica, sia per rendere più flessibile il pensionamento".

Con il pensionamento della generazione del baby boom – ha ricordato la liberale radicale ginevrina – il numero di beneficiari dell’Avs è in aumento rispetto alla popolazione attiva; inoltre, anche l’aspettativa di vita sta aumentando. La riforma è necessaria in modo che anche i futuri pensionati ricevano la loro parte per poter finanziare i loro bisogni primari con le loro rendite.

Nessun taglio alle rendite

Gli oratori hanno ribadito che grazie ad Avs 21, la previdenza per la vecchiaia può essere assicurata per i prossimi anni senza tagli alle pensioni: "La riforma è un passo solido verso il futuro per tutti". Essa non solo garantirà rendite alle generazioni future, ma renderà il sistema più moderno e flessibile, in modo da adeguarsi alle necessità della nostra società.

Per la consigliera nazionale dell’Udc Diana Gutjahr (Tg), "anche le aziende ne traggono vantaggio, in quanto trattengono i dipendenti esperti e danno loro la possibilità di lasciare il lavoro lentamente. Una situazione vantaggiosa per i lavoratori e le aziende". La flessibilizzazione – ha ribadito – è anche un buon segnale per i dipendenti e i datori di lavoro affinché optino per una vita lavorativa più lunga in futuro.

Abbandonare il ruolo obsoleto del capofamiglia

Dal canto suo, Lilian Studer, consigliera nazionale del Pev (Ag), ha sottolineato che "coloro che possono e vogliono farlo dovrebbero poter continuare a partecipare in modo flessibile al mercato del lavoro": ciò si trasforma in una rendita pensionistica più elevata. Questo consente di conservare più a lungo il know-how dei lavoratori qualificati e i dipendenti possono ritirarsi gradualmente dall’ambiente di lavoro.

Non è solo nell’ambito della flessibilizzazione che il rigido sistema pensionistico di vecchiaia, così come lo conosciamo oggi, deve essere urgentemente modernizzato. L’Avs di oggi si basa ancora su un modello di ruolo obsoleto, quello del capofamiglia: la parità è stata ampiamente raggiunta nella società e anche nell’Avs. Le pensioni di donne e uomini sono uguali. Gli uomini contribuiscono di più e le donne ricevono di più, ha aggiunto la consigliera nazionale del Centro Ruth Humbel (Ag).

Due sì nelle urne

Gli oratori hanno messo in guardia: l’Avs non sarà stabilizzata con un’altra iniezione puramente finanziaria, come previsto dalla Riforma fiscale e il finanziamento dell’Avs (Rffa) nel 2019. Per garantire il sistema a lungo termine è necessaria una combinazione di misure strutturali e finanziarie. Come misura finanziaria, l’Iva sarà aumentata dello 0,4% per l’aliquota normale e dello 0,1% per l’aliquota ridotta e speciale.

Il consigliere nazionale Michel Matter (Verdi liberali/Ge) ha sottolineato che con il nuovo sistema "ognuno contribuirà al mantenimento dell’Avs, pilastro del nostro stato sociale, nei limiti delle proprie possibilità". La riforma Avs 21, quindi, non solo garantisce la necessaria salvaguardia della previdenza per la vecchiaia senza tagli alle pensioni, ma apporta anche numerosi ammodernamenti.

I presenti hanno concluso ricordando che i due oggetti in votazione – finanziamento supplementare dell’Avs mediante l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto e modifica della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti – sono collegati: la riforma potrà entrare in vigore solo se entrambe le proposte di legge saranno approvate. "È importante che il 25 settembre si raggiunga un chiaro doppio sì e che quindi ci si assicuri insieme l’Avs!".

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