16.07.2022 - 13:08
Aggiornamento: 13:57

Case e appartamenti costano un po’ di più

Malgrado l’aumento dei tassi di interesse, i prezzi sono saliti dello 0,6% per le proprietà unifamiliari e dello 0,8% per le proprietà per piani

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Rallentamenti previsti solo nel medio termine

Malgrado l’aumento dei tassi di interesse, nel secondo trimestre dell’anno i prezzi delle case e degli appartamenti sono cresciuti. E si prevede un rallentamento solo nel medio termine.

I prezzi pagati sul mercato per l’acquisto di un alloggio sono aumentati dello 0,7% da aprile a giugno, secondo l’indice Swx Iazi Private Real Estate pubblicato ieri sera da Cifi.

L’evoluzione riguarda le case unifamiliari (+0,6%) e gli appartamenti in proprietà per piani (+0,8%). La domanda di alloggi in proprietà "rimane forte nonostante i tassi di interesse" più alti, riassume il documento. Negli ultimi dodici mesi, l’aumento dei prezzi delle transazioni (5,2%) rimane superiore alla media di lungo periodo.

"I principali fattori di prezzo come l’immigrazione e l’attività economica sono stabili", spiega Donato Scognamiglio, direttore generale del Cifi. Mentre il costo delle ipoteche fisse a lungo termine è aumentato, quelle a breve termine del mercato monetario (tasso di riferimento Saron, Swiss Average Rate Overnight) "sono ancora offerte a condizioni molto interessanti".

Per gli immobili residenziali in affitto, i prezzi sono aumentati del 6,4% su base annua. "Per il momento il mercato resta impassibile, ma individuiamo un aumento dei rischi" in questo ambito, dice Scognamiglio. L’aumento dei tassi di interesse ha un effetto al ribasso sul prezzo di valutazione di questi immobili. "Dopo la decisione della Banca Nazionale Svizzera sui tassi d’interesse, l’immobiliare non è più la sola alternativa d’investimento", ha aggiunto.

Anticipando un rallentamento nel medio termine, il Cifi osserva che "gli sviluppi futuri dipenderanno in larga misura dall’inflazione e quindi da eventuali ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte delle banche centrali".

A metà giugno, la Banca nazionale svizzera ha destato sorpresa dando un deciso giro di vite alla sua politica monetaria per evitare un’accelerazione dell’inflazione. E la banca centrale non ha escluso ulteriori aumenti del tasso di riferimento.

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