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Keystone
L’entrata (blindata) a palazzo di giustizia
30.06.2022 - 09:37
Aggiornamento: 19:43
Ats, a cura de laRegione

Processo ai biker: pene detentive (anche lunghe) per tre persone

Otto anni di carcere al principale imputato, per altri due 8 e 42 mesi. E fuori dall’aula la tensione resta alta

Nel processo sullo scontro fra due bande rivali di motociclisti avvenuto a Belp (Be) nel maggio 2019, l’imputato principale è stato condannato dalla giustizia bernese a una pena detentiva di otto anni per tentato omicidio intenzionale. Altre due persone dovranno scontare 8 e 42 mesi.

Diciannove ulteriori imputati sono stati giudicati a vario titolo al Tribunale distrettuale di Berna-Mittelland, alcuni condannati e altri assolti. Nella maggior parte dei casi sono state emesse pene detentive con la condizionale di qualche mese.

Secondo il giudice l’imputato principale – un 37enne svizzero, membro dei Bandidos e già in detenzione preventiva – ha agito sapendo che avrebbero potuto ferire o uccidere persone.

Anche gli altri due imputati di spicco sono membri dello stesso gruppo motociclistico: il condannato a 8 mesi – per rissa – è un cittadino spagnolo di 42 anni, colui che dovrà scontare 42 mesi – per tentate lesioni gravi – è invece un 34enne austriaco, che dovrà anche lasciare la Svizzera.

Nonostante il silenzio degli imputati, il tribunale ha deciso per le condanne grazie a numerose tracce, fra le quali di Dna. Oltre a questo, sono state visionate numerose chat e sono stati ascoltati testimoni.

I fatti

Il caso si riferisce a una vera e propria battaglia fra bande scoppiata nel canton Berna. Durante lo scontro avvenuto tra membri dei Bandidos e degli Hells Angels e i loro alleati Broncos vi furono diversi feriti, tre dei quali gravi. La polizia aveva sequestrato diverse armi, in particolare pistole.

Secondo quanto appurato nel corso del processo, la violenta rissa tra i motociclisti era scoppiata perché il gruppo dei Bandidos, fino ad allora non rappresentato ufficialmente in Svizzera, voleva aprire un club a Belp, il primo in Svizzera. Il progetto non era piaciuto agli altri due club di motociclisti – gli Hells Angels e i Broncos – per i quali la prevista apertura del locale rappresentava una provocazione.

La Polizia cantonale bernese, durante l’intervento per ristabilire l’ordine, aveva sequestrato un vero e proprio arsenale: un fucile d’assalto, un fucile ad aria compressa, una mezza dozzina di pistole, più di una ventina di coltelli, machete e pugnali, taser, spray al peperoncino, tirapugni e mazze da baseball.

Per il verdetto odierno centinaia di motociclisti si sono radunati a Berna e le forze dell’ordine hanno organizzato un importante dispositivo di sicurezza. Non si sono tuttavia segnalati incidenti di rilievo.

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