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15.06.2022 - 15:16

Premi malattia, verso una riduzione per le famiglie

Iniziato il dibattuto al Nazionale sull’iniziativa del partito socialista che ne chiede uno sgravio e sul controprogetto indiretto dell’esecutivo

Ats, a cura de laRegione
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Keystone
Dibattito in corso

È appena incominciato il dibattito (che durerà fino alle 19.00) al Consiglio nazionale sull’iniziativa del partito socialista per premi malattia più bassi e sul controprogetto indiretto dell’esecutivo.

L’esame di questo dossier dovrebbe proseguire fino a domani tenuto conto anche dei 41 deputati che si sono annunciati per un intervento alla tribuna.

Se l’iniziativa non ha scampo, il controprogetto governativo dovrebbe invece coagulare attorno a sé una maggioranza di consensi, nonostante una proposta di non entrata in materia dell’Udc.

L’iniziativa del Ps chiede che i premi dell’assicurazione malattie obbligatoria non superino il 10% del reddito disponibile. A tale scopo, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero contribuire in misura maggiore alla riduzione dei premi. La riduzione individuale dei premi (Rip) dovrebbe essere finanziata per almeno due terzi dalla Confederazione e il resto dai Cantoni.

Se l’iniziativa venisse accettata, il costo aggiuntivo per la Confederazione ammonterebbe a 3,6 miliardi di franchi nel 2024, una somma che Berna giudica eccessiva. Nel 2020, per esempio, il contributo della Confederazione alla riduzione dei premi è stato di 2,9 miliardi, quello dei Cantoni di 2,6 miliardi. Tuttavia, i contributi dei Cantoni sono estremamente variabili, poiché rappresentano tra il 12 e il 67% del totale.

Il controprogetto governativo, emendato in alcuni punti dalla commissione preparatoria del Nazionale, prevede invece una riduzione dei costi a carico delle famiglie per ulteriori 2,2 miliardi. Il controprogetto chiede a tutti i Cantoni di destinare alla riduzione dei premi un importo corrispondente a una percentuale minima dei costi lordi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie generati dagli assicurati domiciliati sul proprio territorio. La percentuale dipenderà da quanto graveranno i premi sul 40% degli assicurati con il reddito minore. Il contributo federale, già vincolato ai costi, resterà invece invariato. Insomma, i Cantoni dovrebbero versare più di adesso.

Circa i correttivi apportati al progetto dell’esecutivo, in primo luogo la commissione prevede che se i Cantoni sono tenuti a impegnare un importo complessivo minimo per la riduzione dei premi, devono però anche poter computare gli atti di carenza di beni che assumono per premi non pagati e partecipazioni ai costi. In secondo luogo, la Confederazione e i Cantoni devono finanziare separatamente le riduzioni dei premi per i beneficiari di prestazioni complementari (Pc).

Il modello del governo costerebbe ai Cantoni 490 milioni in più (base di dati 2020) dei quali, secondo la proposta della commissione, potrebbero utilizzare 380 milioni per l’assunzione degli atti di carenza di beni. Il finanziamento separato dei premi dei beneficiari di Pc costerebbe alla Confederazione altri 1,3 miliardi e ai Cantoni altri 800 milioni. Complessivamente, la Confederazione e i Cantoni dovrebbero quindi spendere circa 2,2 miliardi in più.

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