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14.06.2022 - 14:37
Aggiornamento: 17:36

Iniziativa per i ghiacciai: verso un ‘sì’ al controprogetto

Neutralità climatica entro il 2050, il Nazionale ha deciso l’entrata in materia. Le discussioni riprenderanno domani

Ats, a cura de laRegione
iniziativa-per-i-ghiacciai-verso-un-si-al-controprogetto
Keystone
Susanne Vincenz-Stauffacher

All’iniziativa ‘Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)’ sarà con ogni probabilità opposto un controprogetto indiretto; a livello legislativo dunque. Il Consiglio nazionale ha infatti approvato oggi – con 135 voti contro 52 – l’entrata in materia sulla relativa legge federale sugli obiettivi di protezione del clima, che mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Le discussioni, interrotte poco prima delle 13, riprenderanno domani.

Contrariamente all’iniziativa, la controproposta non cita esplicitamente alcun divieto di vettori energetici fossili e prende in considerazione la situazione particolare delle regioni periferiche e di montagna, ha spiegato la relatrice commissionale Susanne Vincenz-Stauffacher (Plr/Sg).

Il controprogetto prevede vari strumenti tesi ad assicurare l’orientamento a lungo termine dell’economia e della società verso l’obiettivo delle emissioni nette pari a zero. Ciò significa che entro il 2050 le emissioni di gas serra dovranno essere ridotte il più possibile, mentre le emissioni residue dovranno essere sottratte dall’atmosfera attraverso le cosiddette "emissioni negative".

Per il periodo successivo al 2050, il controprogetto mira a un saldo netto negativo: da quel momento la Svizzera dovrà emettere quantità di CO2 inferiori a quelle che cattura dall’atmosfera.

Trasporti ed edifici

Più nel dettaglio, il settore degli edifici e quello dei trasporti dovranno raggiungere l’obiettivo di emissioni di CO2 pari a zero entro il 2050, mentre entro la stessa data l’industria dovrà ridurre le sue emissioni del 90%. Una serie di obiettivi intermedi dovrebbe permettere di definire un percorso di riduzione dei gas serra fino al 2050: per esempio, entro il 2040 in Svizzera le emissioni dovranno essere ridotte del 75% rispetto a quelle del 1990. La proposta Udc di dimezzarli è stata bocciata con 140 voti a 50.

Per sostenere questi obiettivi è previsto un programma straordinario che promuova la sostituzione degli impianti di riscaldamento a combustibile fossile e degli impianti elettrici, scarsamente efficienti, e fideiussioni per il risanamento energetico degli edifici. Il relativo impegno finanziario si svilupperà su un periodo di dieci anni per un importo di 200 milioni di franchi l’anno. La votazione su questo punto è prevista domani.

"In sintesi – ha affermato Vincenz-Stauffacher – il disegno di legge prevede che il consumo di combustibili fossili venga ridotto nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile, economicamente sostenibile e compatibile con la sicurezza del Paese e la protezione della popolazione".

"È il momento di affrontare i problemi", ha affermato Priska Wismer-Felder (Centro/Lu). "Non abbiamo un minuto da perdere: l’Ipcc (il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, ndr) pubblica rapporti dopo rapporti e i risultati sono agghiaccianti", ha aggiunto Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/Ge). "Il controprogetto è necessario, se non vogliamo che i nostri nipoti possano vedere i ghiacciai solo sulle nostre foto ricordo", ha detto Céline Weber (Pvl/Vd).

Proposta ingannevole

L’Udc ha ritenuto invece l’iniziativa e il controprogetto ingannevoli: non è in questo modo che si potranno salvare i ghiacciai, ha sostenuto Christian Imark (Udc/So). Il solettese ha poi ricordato come la Svizzera abbia già notevolmente ridotto le sue emissioni di gas serra, e ciò malgrado la popolazione aumenti.

Tutte le misure che vogliamo prendere in Svizzera non permetteranno in alcun modo di combattere l’aumento delle emissioni a livello mondiale, ha sostenuto Pierre-André Page (Udc/Fr). "Come produrremo abbastanza elettricità quando i riscaldamenti e le automobili saranno tutti elettrici?", ha aggiunto il friborghese definendo il progetto "privo di logica e buon senso". "Dovremo comperare elettricità in Germania prodotta con centrali a carbone?", si è chiesto da parte sua Albert Rösti (Udc/Be).

Per la consigliera federale Simonetta Sommaruga, tuttavia, la crisi energetica, accentuata dalla guerra in Ucraina, ha proprio dimostrato che "la cosa migliore che si possa fare per la popolazione è sostenerla nell’abbandonare al più presto questa dipendenza totale dalle importazioni di petrolio e gas". Per Sommaruga "ha senso farlo anche perché le alternative già ci sono".

Promozione delle tecnologie

Il Consiglio federale, ha proseguito la ministra dell’ambiente e dell’energia, non sostiene però la promozione delle tecnologie nel settore industriale prevista nel controprogetto indiretto. Il programma di promozione comporta costi aggiuntivi pari a 1,2 miliardi di franchi spalmati su sei anni. "Nel bilancio della Confederazione non c’è margine di manovra", ha sostenuto Sommaruga.

"Quello dell’industria, è un settore difficile da decarbonizzare: spesso mancano i margini finanziari per consentire l’innovazione climatica", ha replicato Roger Nordmann (Ps/Vd) a nome della commissione. Orbene, per ottenere emissioni nette pari a zero "è necessario compiere rapidi progressi anche qui", ha aggiunto. La votazione è prevista domani.

Infine, il progetto di legge prevede che i flussi finanziari possano, tramite convenzioni, venir indirizzati verso investimenti rispettosi del clima. La sinistra propone di rendere più severa questa disposizione. L’Udc vorrebbe invece stralciare questo emendamento.

L’iniziativa

L’iniziativa ‘per i ghiacciai’ – già respinta dal Nazionale in marzo con 99 voti a 89 e 4 astenuti – chiede da parte sua che a partire dal 2050 la Svizzera non emetta più gas serra di quanto i serbatoi naturali e tecnici di CO2 ne possano assorbire. Il testo prevede anche che entro tale data andrebbero vietati i combustibili fossili. Eccezioni sarebbero ammesse solo per applicazioni tecnicamente non sostituibili.

L’iniziativa popolare è stata depositata nel novembre 2019 con 113’824 firme valide. La proposta di modifica costituzionale, lanciata dall’Associazione svizzera per la protezione del clima, è sostenuta da organizzazioni ambientaliste, chiese e ricercatori.

Controprogetto diretto

Da notare che in marzo il Nazionale aveva approvato il controprogetto diretto proposto dal Consiglio federale. Si era trattato principalmente di uno stratagemma per guadagnare tempo, per non porre subito l’iniziativa in votazione.

Tre mesi fa, infatti, era già chiaro che la soluzione sarebbe arrivata dal controprogetto indiretto, che allora era però ancora in fare di gestazione. Nel frattempo anche il governo ha rinunciato alla sua controproposta a favore di quella elaborata dal Parlamento.

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