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21.04.2022 - 16:01
Aggiornamento: 19:41

Profughi ucraini: ripartizione più equa tra cantoni

Una prassi necessaria ‘per sgravare alcune regioni alle prese con un numero importante di rifugiati’. Al giorno si contano circa 800 domande

Ats, a cura de laRegione
profughi-ucraini-ripartizione-piu-equa-tra-cantoni
Keystone

Da lunedì prossimo, la ridistribuzione dei profughi ucraini tra i cantoni dovrà tenere maggiormente conto della normale chiave di ripartizione, basata sulla popolazione residente, onde evitare che su taluni di essi ricada il grosso dell’onere dell’accoglienza.

I cambiamenti di cantone saranno concessi ma solo in via eccezionale. Anche chi arriverà sapendo già dove potrà venir accolto, sia presso un cittadino che si è messo a disposizione sia presso un parente, dovrà ottenere il benestare delle autorità. La nuova prassi non ha effetto retroattivo. Chi è già stato registrato dalla Segreteria di Stato della migrazione (Sem) ed è alloggiato privatamente può rimane nel cantone di attribuzione.

Eccezioni saranno previste, ha detto oggi davanti ai media David Keller, capo dello Stato maggiore di crisi in seno alla Sem, in particolare per le famiglie nucleari e gli individui. Una madre potrebbe essere ospitata da suo figlio, un nipote dalla nonna o un minore non accompagnato da uno zio, anche se il cantone in questione ha già ricevuto più rifugiati del previsto. I desideri di altri gruppi, come i fratelli o le zie, non potranno essere sempre rispettati, ha spiegato Keller. Si potrebbe proporre una soluzione in un cantone vicino. Ma non si possono fare promesse.

Keller ha chiesto comprensione per questa nuova prassi che scontenterà senz’altro qualcuno, ma che tuttavia si è resa necessaria per sgravare alcuni cantoni alle prese con un numero importante di profughi con tutti i problemi che ne conseguono: ricerca dell’alloggio e scolarizzazione dei bambini.

Il forte afflusso di profughi, molti dei quali accolti dalla popolazione che ha messo a disposizione alloggi o da parenti/conoscenti, ha determinato la situazione di squilibrio attuale, ha spiegato Keller. Finora, infatti, tutti i profughi che alla registrazione hanno potuto dimostrare di essere alloggiati presso privati sono stati attribuiti dalla Sem al rispettivo cantone di residenza. Così facendo, alcuni cantoni hanno accolto il 50 o anche il 100% di persone in più del dovuto. Anche alcune città e comuni sono pesantemente gravati.

Dirottati verso le regioni che hanno accolto proporzionalmente meno persone

Stando a una nota odierna della Sem, il cui contenuto è stato anticipato da Keller, i profughi verranno quindi attribuiti ai cantoni in linea di principio sulla base della chiave di riparto collaudata, venendo in particolare dirottati verso quelle regioni che sinora hanno accolto un numero di persone proporzionalmente basso rispetto ad altri. Questo fino a che sarà ristabilita la ripartizione proporzionale alla popolazione.

L’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (Osar) applicherà la nuova prassi nell’assegnare i profughi alle famiglie ospitanti direttamente dai centri federali d’asilo.

Si cercherà di mantenere le famiglie unite

La Sem continuerà a prendere in considerazione il desiderio dei profughi di essere attribuiti al cantone in cui si trovano già i loro genitori, nonni o figli, indipendentemente dal fatto che convivano con essi o che abitino semplicemente nelle loro vicinanze. Assicurerà, inoltre, che le famiglie nucleari possano restare unite.

La Sem terrà conto del desiderio di essere attribuiti al cantone in cui si trovano lontani parenti o amici intimi, unicamente a condizione che questo non crei nuovi squilibri tra i cantoni. Lo stesso vale per le persone che al momento della registrazione indicano un altro alloggio privato.

I privati dovranno assicurare una disponibilità di almeno tre mesi

In futuro, le persone ospitanti dovranno tuttavia dichiarare per iscritto di essere disposte ad alloggiare questi profughi per tre mesi al minimo, ha spiegato Keller. In questi casi si esamina la possibilità di attribuire le persone al cantone di loro scelta.

Ciò crea dei problemi, giacché i cantoni ospitanti non solo devono alloggiare più persone e scolarizzare più bambini, ma sono anche confrontati con maggiori spese di aiuto sociale per garantire il minimo esistenziale dei profughi e devono fornire maggiori prestazioni assistenziali, ha aggiunto Keller.

Persone vulnerabili esonerate dalla nuova prassi

Le persone vulnerabili – per esempio i minorenni non accompagnati, le persone a mobilità ridotta o affette da gravi problemi di salute e le persone molto anziane – sono esonerate da questa nuova prassi. Se lo desiderano verranno alloggiate in prossimità di parenti o conoscenti, giacché questa vicinanza ha per loro un effetto stabilizzante.

Le persone vulnerabili devono beneficiare di un’assistenza quanto più possibile ottimale. La Sem, d’intesa con i Cantoni, terrà conto di queste specificità al momento dell’attribuzione cantonale.

Cambiamento cantone in casi eccezionali

I profughi che sono già stati attribuiti a un cantone possono presentare alla Sem una domanda di cambiamento. Di norma, ha spiegato Keller, si accede alla richiesta se il cambiamento consente agli interessati di abitare presso la famiglia nucleare estesa – ossia presso genitori, figli o nonni – di beneficiare di una migliore assistenza nel caso di persone vulnerabili oppure di assumere un impiego che comporterebbe tragitti troppo lunghi dal cantone di attribuzione.

In tutti gli altri casi, la Sem e i due Cantoni in questione possono approvare la richiesta unicamente a titolo eccezionale, ha spiegato Keller.

Circa 800 domande al giorno

In merito alle cifre, Keller ha parlato di circa 800 domande al giorno inoltrate da profughi ucraini. Al momento, le pratiche vengono sbrigate rapidamente, lasciando poche pendenze. Finora sono state ricevute ben 43mila richieste di aiuto e ben 37mila sono state elaborate. Nel frattempo, 31’500 persone hanno ottenuto lo statuto di protezione S.

La situazione sta tornando alla normalità nella regione di Zurigo, assai sotto pressione, così come nelle altre cinque regioni d’asilo, ha asserito Keller, secondo cui "la situazione è sotto controllo". Le normali domande d’asilo, che devono essere esaminate caso per caso, devono ora essere trattate di nuovo.

Circa l’onere imposto ai Cantoni dall’afflusso di rifugiati, Keller non è stato in grado al momento di fornire cifre precise (dovrebbero essere disponibili la settimana prossima, ha aggiunto). I cantoni urbani come Basilea, Berna, Ticino e Zurigo, in particolare la città di Zurigo, sono sotto pressione, ha dichiarato da parte sua Gaby Szöllösy, segretaria generale della Conferenza cantonale delle direttrici e direttori cantonali delle opere sociali. Ma anche il piccolo cantone di Appenzello Esterno, che ospita un numero importante di orfani, è pesantemente gravato.

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