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Keystone
Attualmente sono 53’307 gli ucraini con statuto S
09.06.2022 - 16:56
Aggiornamento: 18:15
Ats, a cura de laRegione

Situazione più distesa sul fronte affluenza profughi

Dai 1’000 al giorno di marzo e aprile, gli ucraini in fuga che bussano alla porta della Svizzera sono scesi a 1’000-1’400 a settimana

La situazione si sta allentando per quanto riguarda l’afflusso di rifugiati ucraini in Svizzera. Attualmente si registrano dalle 1’000 alle 1’400 domande a settimana, rispetto alle 1’000 al giorno di marzo e aprile.

"Il numero di richiedenti è comunque ancora quattro volte superiore a quello in tempi normali", ha dichiarato oggi David Keller, direttore dell’unità di crisi per l’asilo presso la Segreteria di Stato della migrazione (Sem), parlando ai media.

Stando ai dati pubblicati dalla Sem, 56’106 persone hanno richiesto lo statuto S e 53’307 lo hanno ottenuto.

Fino a 120’000 rifugiati

In totale, la Confederazione prevede che quest’anno saranno accolti in Svizzera da 80’000 a 120’000 ucraini, ha dichiarato il funzionario della Sem. Circa 200 persone hanno lasciato la Svizzera. Per loro, la Sem ha disposto la revoca dello statuto S.

La Segreteria di Stato della migrazione tollera comunque che le persone con questo statuto di protezione tornino a casa per un periodo di tempo limitato. Idealmente, il limite è di 15 giorni per trimestre, ma Berna è conciliante.

Non tutti i rimpatri comportano la revoca dello statuto S, ha sottolineato Keller. Bisogna valutare la situazione caso per caso. Se una persona lascia la Svizzera per più di 60 giorni, in linea di principio perde lo statuto S.

Anche la pressione sui cantoni si sta allentando, il che dà loro "un po’ di respiro", ha dichiarato Gaby Szöllösy, segretaria generale della Conferenza dei direttori cantonali degli affari sociali (Cdas). Attualmente sono disponibili circa 9’000 posti letto in strutture di assistenza cantonali e comunali, 1’200 in più rispetto alla settimana precedente.

Meno alloggi presso famiglie

I Cantoni temono però che le tensioni aumentino nuovamente in estate. Molte famiglie ospitanti si sono impegnate ad accogliere i rifugiati ucraini per tre mesi. La scadenza dei 90 giorni si avvicina.

Con le vacanze estive, alcune famiglie potrebbero essere tentate di porre fine all’esperimento, ha dichiarato Szöllösy, che ha detto di comprendere le loro motivazioni. "La società civile ci ha aiutato molto", ha aggiunto, elogiando gli sforzi compiuti in tre mesi.

In alcuni Cantoni si nota una certa "tendenza" in questa direzione, ha aggiunto. Se questa tendenza si conferma, le persone interessate dovranno essere ricollocate in alcune strutture statali.

La Confederazione e i Cantoni stanno lavorando a soluzioni a lungo termine, soprattutto in vista del prossimo anno scolastico. I bambini non dovrebbero cambiare scuola troppo spesso.

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