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08.04.2022 - 10:43
Aggiornamento: 17:15
a cura de laRegione

Verso il Sì a Frontex e trapianti, Lex Netflix in dubbio

Sondaggio 20minuti/Tamedia sulle votazioni federali del 15 maggio: la legge sul cinema registra un 51% di consensi

Incertezza per la legge sul cinema, vantaggi confortevoli per la legge sui trapianti e la protezione delle frontiere dell’Ue. È questo in sintesi il risultato del primo sondaggio di 20 Minuten/Tamedia sulle votazioni federali del 15 maggio, pubblicato oggi.

Il tema più aperto dei tre sembra essere la nuova legge sul cinema, anche nota come Lex Netflix. Se il voto fosse avvenuto a inizio aprile, il 51% dei votanti si sarebbe espresso a favore, contro un tasso del 44% di contrari. Il 5% non ha reso noto le sue intenzioni.

La modifica legislativa è rispedita al mittente in particolare dai simpatizzanti dell’UDC e del PLR. Al contrario, è molto sostenuta a sinistra (71% di sì tra chi vota PS e Verdi). A livello regionale, passerebbe col 65% nella Svizzera romanda ma verrebbe bocciata (46%) in quella tedesca.

La popolazione urbana appare più convinta di quella rurale dal testo, lo stesso dicasi per la fascia più anziana rispetto ai più giovani. Fra gli under 34 infatti solo il 39% sembra propenso a votare sì.

L’argomento principale dei fautori della legge (56%) è che una parte dei profitti dei fornitori di streaming andrebbe a fluire in Svizzera. Molti oppositori (53%) ritengono invece che il cinema elvetico sia già abbastanza sostenuto e che non ci sia bisogno di una "nuova tassa nascosta sulla cultura".

Trapianti

Per quel che concerne la legge sui trapianti, il 61% è orientato ad appoggiarla, mentre il 37% è contrario. La proposta ottiene maggioranze un po’ in ogni schieramento politico, al di fuori dell’UDC (58% di no). I più sicuri (75%) sono i Verdi liberali.

In Romandia, la quota di favorevoli è al 76%, più che nella Svizzera italiana (67%) e in quella tedesca (55%). Ad approvare la novità sono più gli uomini delle donne e più i giovani degli anziani.

La modifica legislativa introduce il cosiddetto modello del consenso presunto. Con esso, chi non intende mettere a disposizione i propri organi dopo il decesso deve dichiararlo esplicitamente. Oggi vale il principio opposto: la donazione è possibile solo se l’interessato in vita si esprime a favore. Il 62% dei sostenitori pensa che con questo cambiamento aumenterebbe la possibilità per i malati di ricevere un organo salvavita. Il 51% considera invece questo modo di procedere poco etico e contrario alla Costituzione.

Frontex

Il terzo e ultimo oggetto che dovrà passare lo scoglio delle urne fra poco più di cinque settimane è l’adozione del regolamento Ue sull’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex), in particolare l’incremento del contributo annuale svizzero da 14 a 61 milioni di franchi. La votazione su questo sviluppo dell’acquis di Schengen sembra ben indirizzata verso il sì (59% a 33%). L’8% non si è ancora fatto un’idea.

L’elettorato UDC è pure in questo caso l’unico a dire no (53%). I meno convinti sembrano gli aventi diritto italofoni (51% di sì), mentre si osservano percentuali simili in Svizzera francese (60%) e tedesca (59%). Grande la differenza secondo l’età: l’approvazione raggiunge il 76% fra gli over 65 ma precipita al 40% negli under 34.

Il primo sondaggio di 20 Minuten/Tamedia è stato condotto, in collaborazione con l’istituto LeeWas, il 4 e il 5 aprile intervistando 10’915 persone provenienti da tutto il Paese. Il margine di errore è di 1,5 punti percentuali.

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