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Keystone
Il cordoglio dopo gli attacchi
03.02.2022 - 16:28
Ats, a cura de laRegione

Attacchi di Vienna, assolto per mancanza di prove

Il Ministero pubblico della Confederazione abbandona il procedimento contro un secondo islamista di Winterthur

Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) ha abbandonato per mancanza di prove anche il procedimento contro un secondo islamista di Winterthur sospettato di essere coinvolto negli attentati di Vienna del novembre 2020. Il giovane – che aveva 18 anni al momento dei fatti – è stato tuttavia condannato a sei mesi di detenzione con la condizionale e a una multa di 1’000 franchi per rappresentazioni di atti di cruda violenza e infrazione alla legge che vieta i gruppi come l’Isis.

L’Mpc aveva già abbandonato alla metà di gennaio il procedimento contro un altro giovane di Winterthur che era stato arrestato in relazione all’attacco di Vienna. Lo stesso Ministero pubblico ha confermato oggi notizie riportate dalla Nzz e dalle testate di Tamedia, precisando che le decisioni di abbandono sono definitive.

I fatti di Vienna

Il 2 novembre 2020, un simpatizzante del sedicente Stato islamico (Isis) aveva aperto il fuoco nel centro di Vienna, uccidendo quattro persone e ferendone altre 23, alcune delle quali in modo grave. L’indomani, la polizia zurighese aveva arrestato a Winterthur i due uomini, di 18 e rispettivamente 24 anni, che già erano noti alle autorità perché coinvolti in procedimenti penali per terrorismo. Il sospetto che i due potessero aver ‘sostenuto o promosso’ l’attacco ‘attraverso un contributo causale al crimine’ non ha trovato conferme e non ci sono prove che i due fossero coinvolti nell’attacco o che ne fossero a conoscenza in anticipo, si legge nelle decisioni di abbandono.

La condanna nei confronti del più giovane dei due si riferisce in particolare al possesso di un video dell’Isis in cui si vedono persone che vengono decapitate e fucilate, che il giovane ha mostrato ai suoi colleghi. Ha agito «per profonda convinzione ideologica» e si muove ancora «in un ambiente salafita di persone note alle autorità», si legge nel relativo decreto d’accusa dell’Mpc.

In considerazione della condanna con la condizionale di 180 giorni, non riceverà un indennizzo per i 176 giorni passati in detenzione preventiva. Avrà invece diritto a una riparazione per torto morale di 3’250 franchi, motivata in particolare dal possibile pregiudizio dovuto alla copertura mediatica del caso. Dovrà inoltre sobbarcarsi le spese di procedura che ammontano a 7’000 franchi.

Nel caso del 24enne non è ancora chiaro se sarà compensato per la detenzione preventiva. Anche se le accuse principali sono venute a cadere, è infatti ancora al centro di un procedimento non ancora concluso per accuse meno gravi.

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