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02.02.2022 - 14:30
Aggiornamento: 17:57
Ats, a cura de laRegione

Revocato l’obbligo di telelavoro e la quarantena dei contatti

Il Consiglio federale ha posto in consultazione due varianti per l’abrogazione delle altre restrizioni. Per i casi di rigore: aiuti fino al 30 giugno

L’obbligo di telelavoro e di quarantena per i contatti saranno revocati da domani. Il Consiglio federale oggi ha inoltre posto in consultazione ai Cantoni anche l’abrogazione delle altre misure anti Covid-19 con due diverse varianti a seconda dell’evoluzione della situazione epidemiologica. Per quanto riguarda i casi di rigore, le aziende potranno chiedere gli aiuti fino al 30 giugno.

Non c’è sovraccarico delle strutture sanitarie

La situazione negli ospedali è rassicurante poiché non vi è sovraccarico delle strutture sanitarie malgrado le cifre record delle infezioni e l’occupazione delle unità di terapia intensiva è diminuita. Tutto lascia supporre che la fase acuta dell’epidemia si concluderà presto, afferma il governo in un comunicato, ricordando che la variante Omicron causa meno decorsi gravi e che si è raggiunta un’elevata immunità nella popolazione grazie alla vaccinazione e alle infezioni.

Per questo il Consiglio federale ritiene che sia giunto il momento di allentare le misure di protezione a partire dall’obbligo del telelavoro e della quarantena, che saranno abrogati domani, in quanto erano già stati oggetto di una precedente consultazione. Il telelavoro rimane comunque raccomandato poiché si è rivelato efficace per proteggere il personale. Rimane inoltre in vigore l’obbligo di indossare una mascherina sul posto di lavoro.

Per la prima volta dall’inizio della crisi sanitaria sarà pure abolita la quarantena dei contatti, già limitata ai membri di una stessa famiglia dal 12 gennaio. Di conseguenza sono revocate anche le disposizioni dell’ordinanza Covid-19 sull’indennità di perdita di guadagno in caso di quarantena dei contatti e soppresse le quarantene ordinate dai Cantoni. Rimane invece in vigore l’isolamento per chi è risultato positivo al coronavirus in modo da evitare che infetti altre persone.

Apertura completa dopo il superamento del picco

Parallelamente il Consiglio federale ha avviato una consultazione, che terminerà il 9 febbraio, per la revoca delle misure rimanenti in funzione del superamento del picco pandemico.

La prima variante prevede un’apertura completa e l’abrogazione in un sol colpo delle disposizioni già il 17 febbraio. Sarebbero cancellati l’obbligo di certificato per ristoranti, le manifestazioni e le strutture culturali o di svago, l’uso della mascherina sui trasporti pubblici, nei negozi e negli spazi chiusi accessibili al pubblico, le restrizioni per gli incontri privati e l’autorizzazione per i grandi eventi. Rimarrebbero in vigore solo il piano di protezione per i grandi eventi, le misure per tutelare le persone particolarmente vulnerabili e l’isolamento per i positivi. I Cantoni dovranno esprimersi sull’opportunità di mantenere l’obbligo della mascherina nei trasporti pubblici, nel commercio al dettaglio e nelle strutture sanitarie.

Questa variante comporta il rischio di una nuova accelerazione dei contagi, per questo sarà applicata solo in caso di superamento del picco dei casi. Inoltre l’immunizzazione della popolazione dovrà essere sufficiente e il numero di infezioni e di ricoveri in diminuzione, sottolinea il governo.

Apertura a tappe se permane l’incertezza

Se invece il 16 febbraio la situazione sarà ancora incerta, si procederà per gradi in modo da valutare gli effetti di ogni tappa. In un primo tempo saranno aboliti l’obbligo di certificato per ristoranti, eventi e strutture ricreative o culturali (l’obbligo di consumare seduti nei ristoranti rimane in vigore), le restrizioni per le riunioni private, il permesso per i grandi eventi all’aperto e si prevede il ritorno alla regola 2G dove oggi si applica la regola 2G+ (discoteche, piscine coperte, attività sportive intensive o musica per banda). Le altre misure di protezione (2G, permesso per grandi eventi al chiuso e obbligo di mascherina) verrebbero abrogate in un secondo tempo.

Adeguamenti per l’entrata in Svizzera

La consultazione riguarda anche altri adeguamenti come ad esempio i requisiti per l’entrata in Svizzera, in particolare la revoca dell’obbligo di test per le persone non vaccinate e non guarite e della raccolta di dati di contatto. Si propone anche l’eliminazione dei cosiddetti certificati Swiss Covid, per esempio per i turisti o dopo i test rapidi per anticorpi o antigeni. Continueranno invece a essere rilasciati i certificati riconosciuti anche dall’Ue visto che sono necessari per i viaggi internazionali e in alcuni Paesi anche per accedere a ristoranti e musei. Il Consiglio federale ha anche proposto nuove linee guida per il rimborso dei farmaci per il trattamento ambulatoriale del Covid-19.

Aiuti per i casi di rigore fino al 30 giugno

Le imprese in difficoltà a causa della pandemia da coronavirus – i cosiddetti casi di rigore – potranno ricevere aiuti fino al 30 giugno prossimo. Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale adottando la pertinente ordinanza che entrerà in vigore l’8 febbraio.

Come ora, l’applicazione delle ordinanze sui casi di rigore spetta ai Cantoni che possono erogare contributi alle ditte che subiscono perdite importanti di fatturato. L’ordinanza federale copre i cali di entrate compresi tra gennaio a giugno 2022.

La Confederazione continuerà ad assumersi una quota compresa tra il 70% e il 100% dei contributi. Gli aiuti finanziari saranno versati al massimo per la prima metà del 2022 e saranno calcolati in base ai costi non coperti.

I Cantoni decidono autonomamente se e in quale misura attuare l’ordinanza. Il governo stima il fabbisogno finanziario in 1,1 miliardi di franchi, di cui circa 900 milioni a carico della Confederazione. I fondi federali sono richiesti al parlamento nel messaggio riguardante la prima aggiunta al preventivo 2022, anch’esso adottato oggi.

I requisiti

Le richieste di contributi per i casi di rigore possono essere presentate dalle aziende che ne avevano già diritto in virtù del sistema precedente. È quindi necessario, in particolare, che l’impresa abbia subito un calo del fatturato del 40% o che sia stata interessata da una chiusura ordinata dalle autorità nel 2020 e/o 2021.

Inoltre, si applicano le condizioni previste nella legge Covid-19 (in particolare un fatturato annuale di almeno 50mila franchi e la costituzione dell’impresa prima del primo ottobre 2020).

Calcolo e limiti massimi

I contributi sono calcolati in base ai costi non coperti del 2022. I limiti massimi corrispondono in ampia misura ai valori del sistema per i casi di rigore degli anni 2020 e 2021. Per i primi sei mesi del 2022 ammontano al massimo al 9% del fatturato annuale degli anni 2018 e 2019.

Per le piccole imprese (con un fatturato inferiore a 5 milioni) il limite massimo assoluto è di 450mila franchi, mentre per le grandi imprese di 1,2 milioni. Nel caso di queste ultime, il limite massimo assoluto può essere eccezionalmente aumentato. Anche per i baracconisti si applicano limiti massimi più elevati (18% dei ricavi annuali degli anni 2018 e 2019 o 2,4 milioni).

Le grandi imprese devono confermare di aver adottato dall’inizio di gennaio 2021 tutte le misure di autofinanziamento ragionevolmente esigibili, in particolare per proteggere la propria liquidità e la propria base di capitale.

I provvedimenti relativi ai casi di rigore dell’anno precedente sono contemplati nella vecchia ordinanza Covid-19. I Cantoni sono però liberi di applicare le nuove norme sui casi di rigore retroattivamente per il 2021. Al fine di semplificare ai Cantoni il conteggio nei confronti della Confederazione, nella vecchia ordinanza il termine per l’inoltro delle richieste da parte delle imprese è prorogato sino alla fine di giugno 2022 (attualmente sino a fine marzo 2022).

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