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27.05.2021 - 15:53
Aggiornamento: 16:15

Casi di rigore, chiesta proroga degli aiuti fino al 31 dicembre

La richiesta in una mozione che il Consiglio federale raccomanda al parlamento di approvare

Ats, a cura de laRegione
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(Ti-Press)

L'aiuto alle aziende colpite duramente dalla crisi pandemica dovrebbe venir prolungato fino alla fine del 2021. Lo chiede una mozione che il Consiglio federale raccomanda al parlamento di approvare.

La compensazione è attualmente prevista solo fino alla fine di giugno. Tuttavia, secondo la Commissione dell'economia del Nazionale, i problemi di molte delle industrie e delle imprese danneggiate dal morbo saranno lungi dall'essere risolti entro quel termine. La crisi innescata dal coronavirus non può essere superata da un giorno all'altro, tanto più che le catene di approvvigionamento sono state messe a soqquadro.

Una ripresa sostenibile del turismo internazionale e dei viaggi d'affari non è prevista infatti prima del 2022 o del 2023. La ripresa a singhiozzo non colpisce solo l'industria alberghiera e del turismo, ma anche i suoi fornitori e il commercio al dettaglio, spiega la commissione. Insomma, la domanda e i ricavi sono ancora inferiori, e di molto, ai livelli abituali.

La commissione è convinta che a partire dalla seconda metà dell'anno questa situazione porrà di nuovo problemi a molte aziende e settori con margini ridotti. L'aiuto per i casi di rigore dovrebbe quindi essere esteso almeno fino alla fine del 2021, in modo simile a quanto fatto per le indennità per lavoro ridotto.

Nella sua risposta, il Consiglio federale sottolinea che il previsto allentamento delle misure di lotta contro il coronavirus dovrebbe essere accompagnato da una forte ripresa economica. Non è quindi giustificato continuare a sostenere tutti i settori con un aumento generale degli importi massimi e delle basi di calcolo.

Tuttavia, i casi speciali devono essere presi in considerazione. Il governo propone quindi di fissare l'importo dei contributi a fondo perso per le piccole imprese con una perdita di ricavi superiore al 70% al 30% del fatturato annuale.

Il Consiglio federale respinge tuttavia una seconda mozione della commissione riguardante gli aiuti alle grandi imprese. In casi eccezionali giustificati, un'impresa con un fatturato superiore a cinque milioni di franchi l'anno dovrebbe poter ricevere un contributo a fondo perso che superi i tetti massimi stabiliti.

La valutazione dovrà essere fatta caso per caso. Un contributo più elevato, secondo la commissione, si giustifica in particolare se le misure ordinate dal Consiglio federale, come il telelavoro obbligatorio o la formazione a distanza nelle università, dovessero tradursi in un tracollo dei ricavi tale da minacciare la sopravvivenza stessa dell'impresa.

Il governo sottolinea che il metodo di calcolo forfettario ha permesso di pagare i contributi per i casi di rigore a un gran numero di imprese in modo relativamente rapido e non burocratico. Sarebbe difficile giustificare un'esenzione per le grandi aziende. Ciò è soprattutto vero in virtù del fatto che tali aziende possono accedere più facilmente a finanziamenti privati.
 
 

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