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06.01.2022 - 10:17
Aggiornamento: 15:06
Ats, a cura de laRegione

Pubblicità sigarette: ‘Divieto estremo e dannoso per l’economia’

Per Alleanza del Centro, PLR e UDC l’iniziativa viola la libertà economica e danneggia i settori che vivono grazie alle entrate generate dalla réclame

L’iniziativa popolare “Fanciulli e adolescenti senza pubblicità per il tabacco”, su cui si voterà il prossimo 13 di febbraio, è contraria al principio della libertà economica e danneggia diversi settori che contano, per sopravvivere, sulle entrate generate dalla réclame.

È quanto sostiene un comitato interpartitico – Alleanza del Centro, PLR e UDC – che oggi ha invitato popolo e cantoni a respingere il testo in votazione, giudicato estremo, rammentando che il parlamento ha pur sempre elaborato un controprogetto indiretto che restringe in modo significativo la pubblicità, specie quella destinata ai giovani, per sigarette e altri derivati del tabacco.

Stando al consigliere nazionale Philipp Kutter (Alleanza del Centro/ZH), l’iniziativa viola in modo sproporzionato la libertà economica e d’informazione costituzionalmente garantite. Fa parte della libertà economica e commerciale fondamentale che i prodotti legali possano essere pubblicizzati, ha puntualizzato.

“La pubblicità è una fonte di reddito non trascurabile per i media, il settore culturale, i festival, i piccoli negozi, le edicole e le stazioni di servizio”, ha rincarato Damien Cottier, deputato PLR neocastellano alla Camera del popolo. Sono in gioco 11mila posti di lavoro diretti e indiretti che generano un valore aggiunto di più di 6 miliardi di franchi all’anno, ha aggiunto.

Per Rocco Cattaneo (PLR/TI), puntando sulla protezione dei giovani dal fumo l’iniziativa tocca una corda sensibile, un obiettivo senz’altro giusto e importante, tuttavia questa modifica costituzionale va respinta poiché vuole ancorare nella Costituzione un divieto totale di pubblicità per prodotti del tutto legali in Svizzera.

Il controprogetto

La nuova legge sui prodotti del tabacco – controprogetto indiretto all’iniziativa frutto di lunghe e laboriose discussioni in Parlamento, ndr – introduce un divieto di pubblicità per i prodotti del tabacco e le sigarette elettroniche sui manifesti e nei cinema, limitando in questo modo la pubblicità su tutto il territorio nazionale.

Il divieto si estende anche alla consegna gratuita di sigarette e alla sponsorizzazione di manifestazioni a carattere internazionale da parte delle multinazionali del tabacco.

Con il controprogetto non sono invece previste restrizioni per la pubblicità nei chioschi, nella stampa o su internet, purché non si rivolga ai minorenni, né per la sponsorizzazione di manifestazioni nazionali. Con questa decisione, il parlamento tiene conto delle esigenze dell’economia. Il controprogetto potrà entrare in vigore indipendentemente dall’esito della votazione sull’iniziativa popolare, stando al Consiglio federale.

L’iniziativa

I promotori dell’iniziativa – sottoscritta da 109’969 persone – credono invece che solo la loro proposta possa proteggere i minori in modo efficace. È dimostrato che il consumo di tabacco rappresenta il primo fattore di rischio nello sviluppo di numerose patologie croniche, come il cancro, che causano grandi sofferenze, gravando pesantemente sull’economia e sui premi delle casse malati.

In Svizzera una persona su quattro fuma, per un totale di circa due milioni di fumatori. Negli ultimi dieci anni questa cifra è rimasta più o meno invariata. Tra i giovani si registrano livelli analoghi: quasi 100’000 giovani tra i 15 e i 19 anni fumano. Circa la metà dei fumatori ha iniziato a fumare quotidianamente prima dei 18 anni.

Il fumo può causare una serie di malattie tra cui tumori o infarti. Ogni anno in Svizzera circa 9’500 persone muoiono prematuramente per le conseguenze del tabagismo. Secondo diversi studi i costi per la salute pubblica e l’economia si aggirano tra i 4 e i 5 miliardi di franchi, di cui 3 miliardi di costi diretti (per le cure) e circa 1-2 miliardi di costi indiretti a carico dell’economia (per esempio assenze dal lavoro a causa di malattie legate al tabagismo).

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