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04.01.2022 - 15:47
Aggiornamento: 20:50
Ats, a cura de laRegione

L’epidemia accelera, ma gli ospedali tengono. Per ora

Il 90% dei ricoveri è attualmente legato alla variante Delta. Possibili ripercussioni sulle cure a causa delle assenze del personale contagiato

L’epidemia di Covid-19, e in particolare della variante Omicron del virus, si propaga in fretta, ciò che dovrebbe ripercuotersi sul numero di ricoveri – adesso stabili – in Svizzera nei prossimi giorni e settimane.

Lo ha affermato oggi Patrick Mathys, dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), durante il tradizionale appuntamento coi media, sostenendo tuttavia che meno persone dovrebbero aver bisogno di cure speciali (leggi intense), rispetto ai pazienti colpiti dalla variante Delta.

Stando a Mathys, tuttavia, questa situazione potrebbe avere ripercussioni negative per l’approvvigionamento e le imprese, a causa dell’elevato numero di persone infettatesi col virus. Ciò vale anche per il personale sanitario, ha aggiunto Rudolf Hauri, presidente dell’Associazione dei medici cantonali, secondo cui gli ospedali incominciano “chiaramente” a lamentare l’assenza di collaboratori cui è stata ordinata una quarantena o l’isolamento.

Mathys ha tenuto anche a scusarsi per l’“errore” di ieri in merito alla diffusione dei dati delle infezioni per le feste di fine anno. In pratica, sono stati dimenticati i dati di giovedì, ossia non sono stati comunicati separatamente diversamente da quelli di venerdì e sabato, ciò che molti utilizzatori delle piattaforme social e giornalisti hanno fatto notare all’UFSP. Quest’ultimo è corso ai ripari durante il pomeriggio di ieri fornendo le informazioni complete.

Nelle prossime settimane, ha assicurato Mathys aggiungendo di essere consapevole del fatto che molte persone fanno affidamento sui dati dell’UFSP per svolgere il loro lavoro, non si ripeteranno errori del genere poiché non sono previsti giorni festivi.

Incidenza tra le maggiori d’Europa

Per quanto attiene alla situazione epidemiologica generale, con oltre 2’000 casi su 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni, la Svizzera registra una delle incidenze del virus tra le maggiori d’Europa assieme a Gran Bretagna, Danimarca, Spagna e Francia. Le persone maggiormente interessate sono i giovani tra i 20 e i 29 anni, anche se il virus si sta diffondendo tra tutte le fasce d’età.

Due terzi di tutte le infezioni sono imputabili alla variante Omicron del coronavirus. I ricoveri, in calo, si sono stabilizzati in 80 al giorno e le persone in cure intense anche (300-320 persone) con un’occupazione del 40%. I decessi sono anch’essi in flessione, ha affermato Mathys, attestandosi a poco meno di 20 al giorno.

Dopo una flessione durante le feste, il numero di test ha cominciato a risalire raggiungendo i numeri pre-vacanze (circa 60mila al giorno ora) con un tasso di positività di oltre il 28%, chiaramente in crescita. Tutto ciò si rispecchia sul tasso di riproduzione, ormai attestatosi all’1,37, indice che l’epidemia sta accelerando. A detta di Mathys, basandosi sulle analisi, un numero importante di casi non viene scoperto.

Per tutti questi motivi, nonostante la flessione dei ricoveri, nei prossimi giorni e settimane la tendenza dovrebbe invertirsi, anche se meno persone dovrebbero far capo alle cure intense. Ciò potrebbe comunque avere conseguenze sul personale delle imprese e l’approvvigionamento del Paese. Per questo motivo, Mathys ha esortato la popolazione a proteggersi, evitando contatti inutili, indossando la mascherina anche quando non è necessario, rispettando le regole d’igiene, facendosi testare in caso di sintomi e facendosi vaccinare al più presto, compresi coloro che hanno ricevuto le due dosi e attendono il richiamo.

Omicron, la prudenza è d’obbligo

Nel suo intervento Samia Hurst, vicepresidente della task force Covid-19 del Consiglio federale e docente all’Università di Ginevra, ha sostenuto che l’ondata della variante Omicron non si è fatta sentire ancora sugli ospedali per quanto riguarda in particolare le cure intense: oltre il 90% delle persone che vi sono ricoverate ha contratto la variante Delta, benché quella Omicron sia ormai prevalente. La transizione per quanto attiene ai ricoveri della variante Omicron dovrebbe avvenire nelle prossime due settimane.

Stando a vari studi internazionali (Sudafrica, Gran Bretagna, Stati Uniti), la variante Omicron sarebbe meno virulenta della variante Delta. Tuttavia, la forte diffusione di Omicron potrebbe influire negativamente sul personale sanitario, costretto all’isolamento perché infettatosi. Tutto ciò potrebbe avere conseguenze negative anche per i pazienti ospedalizzati, non per forza nei reparti di cure intensive, che necessitano pur sempre di un’attenzione specialistica. Insomma, è in forse la qualità delle cure.

Il sovraccarico dei centri per i test potrebbe inoltre riflettersi negativamente sulle persone immunodepresse, per le quali sarebbe più complicato sottoporsi ad analisi in caso di bisogno. Per questo motivo è decisivo evitare i contatti e proteggersi, facendosi vaccinare al più presto: la rapidità è tutto in questo frangente, ha messo in guardia Samia Hurst.

Omicron, attenzione ai bambini

Poiché Omicron si diffonde soprattutto tra bambini, che sono tornati o torneranno a scuola tra breve dopo la vacanze natalizie, devono essere prese misure in cinque settori, ha affermato Alain Di Gallo membro della task force Covid-19 del Consiglio federale e docente all’Università di Basilea. L’obiettivo? Mantenere le scuole aperte, evitando un’interruzione della formazione.

Di Gallo ha sostenuto l’importanza dell’aerazione dei locali e perorato l’installazione di rilevatori del livello di CO2 nelle aule per controllare la qualità dell’aria. A ciò si deve aggiungere il porto della mascherina e test regolari – l’idea sarebbe tre a settimana – di tutti i bambini, compresi quelli asintomatici.

Infine, ha invitato a far vaccinare i bambini, ciò che dovrebbe consentire di attenuare gli effetti di un’eventuale infezione, di continuare ad andare a scuola, evitando le conseguenze del “long Covid”.

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