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26.11.2021 - 17:310
Aggiornamento : 19:04

Interrotto il viaggio di Ignazio Cassis verso la Cina

Problemi tecnici al jet del Consiglio federale impongono al direttore del Dfae un atterraggio di fortuna in Russia: ‘Nessun pericolo per i viaggiatori’

Impossibile proseguire il viaggio verso Pechino per il consigliere federale Ignazio Cassis, obbligato ad atterrare in Russia per problemi tecnici al jet del Consiglio federale.

In un tweet diffuso in serata, il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) comunica che il capo della diplomazia elvetica rientrerà stasera in Svizzera dallo scalo di Mosca.

Stando al cinguettio, dopo aver vagliato diverse opzioni per la prosecuzione del viaggio verso la Cina, Cassis e i suoi accompagnatori hanno deciso che non fosse possibile; da qui la decisione di rientrare alla base.

Poco dopo una sosta di rifornimento prevista, a Novosibirsk, in Siberia, il jet “ha dovuto tornare a Novosibirsk a causa di problemi tecnici”, ha indicato il Dfae sollecitato dall’agenzia di stampa Keystone-Ats. L’aereo ha poi portato la delegazione a Mosca. In nessun momento c’è stato pericolo per i viaggiatori, ha aggiunto il Dfae.

Già in luglio, un viaggio con il jet del Consiglio federale ha dovuto essere interrotto a causa di problemi tecnici. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha dovuto rientrare in Svizzera, passando per la Lettonia, mentre si recava all’inaugurazione dei Giochi olimpici di Tokyo.

Impegni dell’agenda diplomatica a Pechino

Il capo della diplomazia elvetica Cassis avrebbe dovuto incontrare domani l’omologo cinese Wang Yi, nel quadro del dialogo strategico tra i due Paesi durante il quale si sarebbe dovuto fare il punto sulle relazioni bilaterali, gli attuali sviluppi internazionali e i diritti umani.

Il dialogo strategico fra Berna e Pechino è stato istituito nel 2017 allo scopo di rafforzare le relazioni tra i due Paesi. L’incontro è previsto ogni anno e si tiene alternativamente in Svizzera e in Cina. Cassis avrebbe dovuto presentare anche la nuova strategia verso questo Stato, un documento che la controparte, per bocca del suo ambasciatore a Berna, ha criticato aspramente poiché affronta questioni interne al suo paese. La Cina, come spesso accade, invoca in questi casi il principio della non ingerenza negli affari interni di uno Stato.

Negli ultimi anni, numerosi parlamentari hanno chiesto al Consiglio federale di mettere i puntini sulle “i” con la Cina circa il mancato rispetto dei diritti umani, specie in relazione alla repressione degli uiguri e altre minoranze etniche.

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