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25.10.2021 - 09:34
Aggiornamento: 20:13

Il coronavirus ha tolto più di due anni di vita ai ticinesi

Lo comunica il rapporto dell’Ufficio federale di statistica (Ust) sulla speranza di vita alla nascita nel 2020. Record di decessi nell’anno passato

Ats, a cura de laRegione
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(Ti-Press)

La pandemia di Covid-19 ha causato un calo della speranza di vita alla nascita in Svizzera. Nel 2020 è scesa a 81,0 anni per gli uomini e a 85,1 per le donne, in contrazione rispettivamente di 0,9 e 0,5 anni rispetto al 2019. Lo indica oggi l’Ufficio federale di statistica (UST), precisando che una diminuzione simile non si registrava dal 1944 per gli uomini e dal 1962 per le donne.

I maggiori cali sono stati osservati nei cantoni di Obvaldo (-2,5 anni), Ticino (-2,3) e Ginevra (-2,3) per gli uomini e nel Giura (-1,8), a Ginevra (-1,5) e Svitto (-1,4) per le donne. Le speranze di vita più elevate per queste ultime sono state osservate ad Appenzello Interno (87,3 anni), Zugo (86,2) e Uri (86,2), mentre per gli uomini a Nidvaldo (83,7), Zugo (82,9) e Basilea Campagna (82,3).

È particolarmente rilevante anche il calo, tra il 2019 e il 2020, della speranza di vita a 65 anni: -0,7 anni per gli uomini e -0,5 anni per le donne. Il dato è straordinario per gli uomini, ma per le donne è diminuita maggiormente nel 1944, anno caratterizzato da un inverno particolarmente rigido, precisa l’UST. A livello cantonale, le contrazioni maggiori sono state osservate per gli uomini a Svitto (-2,1 anni), Ginevra (-1,8) e in Ticino (-1,8) e per le donne nel Giura (-1,8), a Obvaldo (-1,7), Vaud (-1,4) e in Ticino (-1,4).

Record di morti

Nella sua nota, l’UST pone l’accento sulla particolarità del 2020, anno caratterizzato da un record di decessi (76’195 contro 67’780 nel 2019). Da quando gli uffici dello stato civile hanno iniziato la registrazione sistematica del numero di morti nel 1876, in Svizzera non era mai stato rilevato un valore così alto. Ad essere particolarmente elevato non è il tasso lordo di decessi del 2020 (8,8 per mille, rispetto al 7,9 nel 2019), ma l’aumento registrato tra il 2019 e il 2020 di questo dato, che raggiunge un valore eccezionale (dell’11,3% contro lo 0,3% tra il 2018 e il 2019).

Aumento maggiore in Romandia e Ticino

Tra il 2019 e il 2020 il numero di decessi è aumentato più fortemente nei cantoni della Svizzera occidentale e meridionale. La variazione si situa tra il +25 e il +27% a Ginevra, nel Giura e in Ticino. La crescita ha superato il 20% anche nei Cantoni di Obvaldo, Svitto, Vaud e Friburgo. A Nidvaldo si è invece assistito a un lieve calo (-0,3%), mentre nei Grigioni e a Glarona, Basilea Città e Sciaffusa l’aumento è rimasto al di sotto del 5%.

Differenze e similitudini con 1918

L’UST coglie l’occasione anche per tracciare paralleli tra la pandemia di Covid-19 e quella di influenza spagnola del 1918. Le differenze sono notevoli, a partire dal numero di decessi, significativamente maggiori per quanto riguarda la spagnola.

Quest’ultima ha provocato quasi 22’000 morti nel 1918, pari a 5,6 decessi ogni 1000 persone, mentre il Covid-19 nel 2020 ne ha causati 7600, ovvero lo 0,9 per mille. L’influenza del 1918 uccise soprattutto uomini e donne tra i 20 e i 40 anni, mentre il Covid-19 è stato più letale per le persone di età superiore agli 80 anni. Tra il 1917 e il 1918, la speranza di vita alla nascita è scesa di 10,1 anni per gli uomini e di 8,4 anni per le donne e quindi in modo ben più rilevante che tra il 2019 e il 2020, sottolinea l’UST.

Le pandemie del 1918 e del 2020 presentano però anche qualche sorprendente similitudine. Sia in termini assoluti che relativi, sono state più letali per gli uomini che per le donne. Nel 1918 e nel 2020, la seconda ondata di contagi si è verificata negli stessi mesi dell’anno, con il picco di decessi che in entrambi i casi si è verificato intorno a novembre. Nei due casi i cantoni della Svizzera occidentale avevano nel complesso tassi di mortalità più alti rispetto a quelli dei cantoni della Svizzera orientale. Il numero annuo di decessi, indipendentemente dalle cause, ha raggiunto un valore record sia nel 1918 che nel 2020.

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