si-degli-stati-al-miliardo-di-coesione
(Keystone)
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
2 ore

Svizzera-Ue: Leu firma l’intesa sul contributo di coesione

La segretaria di Stato si è recata oggi a Bruxelles per colloqui esplorativi in vista di una normalizzazione delle relazioni con l’Unione europea
Svizzera
4 ore

Infosekta: teorie del complotto sempre in voga

La guerra in Ucraina continua ad alimentare le tesi cospiratorie, riferisce il centro svizzero tedesco di informazione e consigli sulle sette
Svizzera
5 ore

Mantenuta l’immunità a Roger Köppel, Molina perseguibile

Il primo è accusato di aver divulgato informazioni confidenziali. Il secondo è incolpato di aver partecipato a una dimostrazione non autorizzata.
Svizzera
5 ore

In Svizzera manca la manodopera qualificata

È il grido d’allarme che lanciano gli imprenditori. In futuro andrà meglio sfruttato il potenziale interno
Svizzera
5 ore

Grandine, danni per almeno 20 milioni di franchi

In giugno sono state fatte circa 4mila segnalazioni all’Assicurazione grandine svizzera
Svizzera
6 ore

Bus divorato dalle fiamme nei pressi di Rotsee

A bordo del torpedone, fortunatamente, vi era solo l’autista, che è riuscito a mettersi in salvo. Tragedia sfiorata oggi a mezzogiorno sulla A2
Svizzera
7 ore

Nidvaldo si conferma il cantone più attrattivo per le imprese

Ticino al 24esimo posto della classifica, ma le cose stanno per cambiare. Per le persone fisiche, a svettare è sempre Zugo (davanti a Svitto)
Svizzera
9 ore

Panne di Skyguide, conseguenze milionarie per Swiss

Il Ceo Dieter Vranckx torna sul blackout di metà giugno: ‘Se subiamo un danno finanziario indipendente da noi, è giusto reclamare un risarcimento’
Svizzera
9 ore

Torna l’obbligo di mascherina in diversi ospedali

Interessato quello cantonale dei Grigioni e alcuni nosocomi zurighesi. In Svizzera segnalate martedì oltre 33mila infezioni da Covid in sette giorni.
Svizzera
9 ore

Ventidue falle nel sistema informatico della Posta; una seria

‘Stress test’ per il Gigante Giallo, messo sotto pressione in una conferenza di hacker. Risultati tutto sommato confortanti
Svizzera
11 ore

Livia Leu a Bruxelles per colloqui esplorativi

Durante la visita ufficiale della segretaria di Stato è prevista la firma di un accordo di principio sul secondo contributo di coesione
Svizzera
11 ore

Processo ai biker: pene detentive (anche lunghe) per tre persone

Otto anni di carcere al principale imputato, per altri due 8 e 42 mesi. E fuori dall’aula la tensione resta alta
Svizzera
12 ore

Guardia alta a Berna in attesa della sentenza sui bikers

Vasto dispositivo di polizia nella capitale per l’ultimo atto del processo che vede imputati alcuni membri di Bandidos, Hells Angels e Broncos
Svizzera
22 ore

Munizioni nei laghi un rischio finanziario per la Confederazione

Da un rapporto del Controllo federale delle finanze (Cdf) sul risanamento dei siti contaminati emergono costi valutati in centinaia di milioni di franchi.
Svizzera
1 gior

Zurigo è al quarto posto delle città preferite dagli studenti

La città sulla Limmat si posiziona dopo Londra, Seul e Monaco. Lo racconta il sondaggio ‘Qs Best Student Cities Ranking’
30.09.2021 - 10:37
Aggiornamento: 20:07

Sì degli Stati al miliardo di coesione

La Camera Alta, dopo l’entrata in materia, ha approvato il versamento con 30 voti contro 9. Oggi si vota anche al Nazionale

Oggi si saprà se la Confederazione verserà il cosiddetto “secondo miliardo di coesione” (in realtà 1,3 miliardi di franchi spalmati su dieci anni) destinato al fondo di coesione UE. Stamane i “senatori” - con 30 voti contro 9 - hanno dato il loro benestare. Alla Camera del popolo la decisione potrebbe arrivare a tarda sera.

Nel dibattito alla Camera dei cantoni non sono mancate voci critiche, soprattutto da parte del gruppo UDC. Ma la maggioranza ha sottolineato i vantaggi di un “sì” al contributo destinato in particolare agli Stati dell’Europa dell’est, seguendo in tal senso la sua commissione preparatoria.

Carlo Sommaruga (PS/GE) ha ricordato come l’accesso facilitato al mercato unico di 500 milioni di consumatori sia una necessità per la Svizzera. Il 69% delle importazioni elvetiche proviene dall’UE e il 51% delle nostre esportazioni vi sono destinate, ha precisato il ginevrino. A sua volta Benedikt Würth (Centro/SG) ha invitato il plenum a fare un passo in direzione di Bruxelles. Ma, ha tenuto a ribadire il sangallese, anche l’Unione europea dovrà ora fare un passo in direzione della Svizzera, affinché i rapporti tra vicini (Svizzera-UE) si normalizzino.

Thomas Minder (Indipendente/SH) ha invece parlato di una partita di poker in cui la Svizzera ha tutto da perdere versando il “miliardo di coesione”. Il “senatore” sciaffusano, che appartiene al gruppo democentrista, si è detto pure sorpreso del fatto che il secondo contributo agli Stati membri dell’UE non venga sottoposto al referendum facoltativo.

Dal canto suo, Marco Chiesa (UDC/TI) ha affermato che le discriminazioni nei confronti della Svizzera permangono (l’equivalenza borsistica, la ricerca, la formazione e altri campi). Secondo il “senatore” ticinese, Berna “è pronta a sottomettersi alla politica colonialista di Bruxelles”. Per questo bisogna “rifiutare fughe in avanti pericolose per la nostra credibilità e indipendenza”, ha aggiunto. Ma, come detto, la maggioranza del plenum non lo ha seguito e ha bocciato la proposta democentrista di non entrare in materia.

Iter tortuoso

I due rami del Parlamento avevano già approvato il contributo il 3 dicembre 2019. Le due Camere federali avevano però aggiunto una clausola: il versamento diverrà effettivo solo quando l’UE ritirerà le misure discriminatorie nei suoi confronti, come la mancata proroga dell’equivalenza borsistica. E, soprattutto, se non ne adotterà di nuove, ha ricordato il relatore commissionale Matthias Michel (PLR/ZG).

Le acque sono in seguito rimaste calme fino alla scorsa primavera, quando il Consiglio federale ha respinto l’accordo quadro istituzionale. Nella lettera inviata il 26 maggio 2021 alla presidente della Commissione europea nella quale diceva di non voler firmare l’accordo, il Governo aveva anche precisato la volontà di adoperarsi affinché il Parlamento sbloccasse in tempi rapidi il cosiddetto secondo miliardo di coesione.

Nel suo messaggio licenziato l’11 agosto, il Consiglio federale ha formalmente chiesto al Parlamento di revocare il blocco del miliardo. Con il contributo al fondo di coesione il Governo afferma di voler “sottolineare, in seguito alla decisione di porre fine ai negoziati sull’accordo istituzionale, che la Svizzera rimarrà un partner affidabile dell’UE”.

I fondi del credito quadro per la coesione possono però essere impiegati soltanto a partire dal 3 dicembre 2024. Non sono direttamente versati ai Paesi partner ma attribuiti a progetti e a programmi specifici, ha sottolineato il consigliere federale Ignazio Cassis. Un processo che può durare tre anni.

Anche in caso di sblocco entro la fine dell’anno, sarà quindi difficile raggiungere un impiego totale dei fondi sulla base della legislazione vigente, ha sottolineato il Governo nel suo messaggio al Parlamento. Ma il passo odierno rappresenta un segnale positivo forte, ha rilevato ancora Cassis.

Erasmus+

Intanto, mentre i “senatori” dibattevano del miliardo di coesione, la Camera del popolo ha approvato - con 131 voti a 48 - una mozione della sua commissione di politica estera che chiede di subordinare lo sblocco alla presentazione entro la sessione invernale 2021, da parte del Consiglio federale, del messaggio concernente il finanziamento della partecipazione della Svizzera a Erasmus+.

Pur condividendo gli obiettivi della mozione, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha cercato di spiegare che il Consiglio federale ha già adottato a inizio anno il mandato negoziale elvetico. Quando anche Bruxelles lo farà e si sarà trovata un’intesa, l’esecutivo preparerà in tempi molto brevi il messaggio sul finanziamento di Erasmus+. Farlo ora sarebbe prematuro, ha sostenuto invano Parmelin.

L’atto parlamentare passa ora al Consiglio degli Stati. Per questo motivo stamane, nell’esame particolareggiato, una minoranza di sinistra ha ritirato una sua proposta con la quale intendeva subordinare lo sblocco alla presentazione di un messaggio da parte del Governo concernente il finanziamento della partecipazione a Erasmus+, ma senza precisarne la data.

Va tuttavia ricordato come lo sblocco del secondo miliardo di coesione da solo non garantirebbe una associazione della Confederazione a Erasmus+. La sua approvazione è tuttavia una condizione necessaria per riuscirvi.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
consiglio degli stati miliardo coesione
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved