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(Keystone)
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Svizzera
17.09.2021 - 14:150
Aggiornamento : 16:15

La politica climatica della Svizzera non conterà su ulteriori tasse

La normativa futura dovrà tener conto dell’esito della votazione sulla legge sul CO2

La bocciatura alle urne della legge sul CO2 non manda in soffitta la politica climatica elvetica. Ma la futura normativa in materia, che il Dipartimento dell’ambiente dovrà preparare entro la fine dell’anno come deciso oggi dal Consiglio federale, non conterrà nuovi balzelli, come tasse sulla benzina.

Quest’ultimo prelievo, secondo una nota governativa odierna, è stato uno degli elementi che ha determinato il fallimento della Legge sul CO2 lo scorso 13 giugno col 51,6% dei voti contrari. Ad ogni modo, nonostante questo stop, il governo ha confermato i propri obiettivi: la Svizzera dovrà dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra rispetto ai valori del 1990.

La futura normativa da porre in consultazione dovrà tener conto dell’esito della votazione, facendo in modo di creare la base più ampia possibile per la futura politica climatica del Paese. Occorrerà, specifica il comunicato, porre l’accento su misure che permettano alla popolazione di ridurre le emissioni di CO2 nella propria vita quotidiana e che sostengano gli attuali sforzi dei diversi settori.

I criteri di base

Nelle intenzioni dell’esecutivo, il progetto di legge dovrà basarsi sull’attuale legge sul CO2. Gli strumenti già esistenti saranno portati avanti. Ma, elemento importante, non ci saranno nuove tasse.

Qualora fossero necessari fondi supplementari per il settore edile, il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e della comunicazione (Datec) dovrà valutare come adeguare temporaneamente la destinazione vincolata dei proventi della tassa sul CO2. I fondi ricavati attraverso i diversi strumenti della politica climatica dovranno andare a beneficio, in linea di principio, degli stessi settori da cui provengono.

Onde evitare investimenti sbagliati e rafforzare gli sviluppi già in atto, il progetto di legge punterà anche su diversi incentivi finanziari. Ad esempio, chiunque voglia comprare un camion a idrogeno dovrà sapere per quanto tempo vale l’esonero dalla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (Ttpcp) previsto per i motori alternativi. Stabilendo il limite temporale di questa esenzione, il nuovo progetto di legge intende creare certezza giuridica per il settore.

Edilizia, mobilità e aziende

Per quanto riguarda il settore dell’edilizia, la futura normativa prevede ulteriori aiuti finanziari per la sostituzione dei vecchi sistemi di riscaldamento a nafta e a gas.

Circa la mobilità, invece, si vuole promuovere soprattutto il potenziamento dell’infrastruttura per le auto elettriche. Questi sforzi saranno completati da un adeguamento dei valori obiettivo previsti per le emissioni di CO2 dei veicoli importati.

In merito al trasporto pubblico si dovranno abolire gradualmente le agevolazioni fiscali a favore degli autobus con motori diesel. Le entrate supplementari così generate saranno destinate all’acquisto di autobus elettrici per il trasporto locale e regionale.

Per il settore dell’aviazione si dovrà fissare una quota di carburanti sostenibili da miscelare ai combustibili degli aeromobili, in linea con gli sviluppi nell’Ue. Si dovrà inoltre esaminare l’opportunità di accompagnare l’introduzione di una quota minima di carburanti sostenibili con un sostegno finanziario o incentivi finanziari per le compagnie aeree.

Altra novità contemplata dal governo: più aziende dovranno poter beneficiare dell’esonero dalla tassa sul CO2 in cambio dell’impegno a ridurre le proprie emissioni. Attualmente tale possibilità è riservata solo ad alcuni settori.

Un obiettivo raggiungibile

Tutte queste misure, combinate col progresso tecnologico, dovrebbero consentire di mantenere l’obiettivo di riduzione del 50% delle emissioni entro il 2030. L’esatto rapporto tra la riduzione conseguita all’interno del Paese e la compensazione ottenuta all’estero deve ancora essere definita. Grazie alla conclusione di diversi accordi bilaterali la Svizzera ha creato le premesse necessarie per la realizzazione di progetti di compensazione all’estero.

L’impegno in ambito climatico è accompagnato da provvedimenti mirati nel settore energetico. Nella sua seduta del 18 giugno scorso, per esempio, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili.

Strumenti prorogati fino al 2024

Oltre a ciò, in una presa di posizione odierna, il Consiglio federale si dice favorevole alla proroga fino a fine 2024 degli strumenti dell’attuale legge sul CO2, la cui scadenza era prevista a fine 2021.

Con la proposta di modifica della legge sul CO2, voluta dal parlamento, si intende mantenere l’obiettivo climatico della Svizzera fino al 2024. Inoltre si vuole offrire alle aziende svizzere la possibilità di mantenere l’esenzione dalla tassa sul CO2.

Al contempo verrebbe prorogato l’obbligo di compensazione relativo alle emissioni di CO2, che vige per gli importatori di carburanti e che prevede l’attuazione, in Svizzera e ora anche all’estero, di progetti di protezione del clima.

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