cemsuisse-e-l-obiettivo-cemento-neutro-per-il-clima
Stefan Vannoni
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
1 min

Più mezzi ai servizi segreti contro l’estremismo violento

Fra le novità poste in consultazione l’accresciuta sorveglianza dell’estremismo violento, anche con metodi di controllo intrusivi, e dei flussi finanziari
Svizzera
1 ora

Ciclista ubriaco dà in escandescenze alla centrale di polizia

Movimentato fermo di un uomo in sella alla sua bici in stato di ebbrezza ieri sera a Weinfelden
Svizzera
2 ore

Passo del Furka, riapertura anticipata al 25 maggio

Inizialmente previsto per il 10 giugno, il via libera è stato anticipato poiché i lavori di sgombero della neve e di ripristino sono a buon punto
Svizzera
2 ore

Servizio universale, statu quo della ComCom fino a fine 2023

Complice la revisione dell’ordinanza sui servizi di telecomunicazione, la concessione a Swisscom sarà prolungata d’ufficio di un anno
Svizzera
4 ore

Caro-carburanti, da Berna niente sgravi sui dazi

Per ora non sussiste alcuna necessità immediata di adottare misure compensatorie: così il Governo risponde a diversi interventi parlamentari
Svizzera
4 ore

Fondi russi bloccati: ‘Sanzioni di ampiezza e peso mai visti’

Parole di elogio dall’ambasciatore americano nella Confederazione per gli sforzi di Berna nella ricerca dei capitali da congelare: ‘Sforzi immensi’
Svizzera
4 ore

Sostegno secolare a favore di 3’000 progetti e associazioni

Rosso semi-trasparente: è il centesimo distintivo del 1° agosto di Pro Patria. Dalla sua creazione, stanziati quasi 500 milioni di franchi
Svizzera
5 ore

Pfister, ‘la comunità politica europea di Macron è un’opzione’

Per il presidente del Centro, il Consiglio federale dovrebbe approfondire il modello lanciato dal premier francese: ‘È un’opportunità’
Svizzera
18 ore

Vaccino Moderna ai bambini sotto i 5 anni? Swissmedic ci pensa

Coronavirus, secondo i dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica, da inizio pandemia nella Confederazione sono morti cinque bimbi
Svizzera
19 ore

In Svizzera accolti oltre 50’000 rifugiati dall’Ucraina

Dei 50’172 che a oggi si sono annunciati, 48’574 hanno ottenuto lo statuto S (il 97,8% di quelli complessivi rilasciati dalla Confederazione)
Svizzera
23 ore

Società elettriche, ecco il piano di salvataggio

Consiglio federale pronto a mettere sul piatto fino a dieci miliardi di franchi per evitare il collasso del sistema
Svizzera
1 gior

A 229 km/h nel tunnel del Gubrist, ecco l’atto d’accusa

Nella sua folle corsa il pirata della strada aveva pure urtato altre auto, per poi finire la sua corsa tamponando la vettura che lo precedeva
Svizzera
1 gior

Il Consiglio federale corre ai ripari sulle forniture di gas

Adottato un piano per far fronte all’eventuale riduzione delle forniture dalla Russia: riserve stoccate in Paesi vicini e opzione per ulteriori forniture
Svizzera
1 gior

F-35A, si ratifichi subito l’acquisto. Senza passare dal voto

Il Consiglio federale sposa le raccomandazioni della Commissione di sicurezza degli Stati. Ma non sul tema dei Tiger, che vorrebbe pensionare
Svizzera
1 gior

Da dicembre treni supplementari da e per il Ticino

Cambiamenti in vigore con l’introduzione dell’orario invernale. Per la prima volta Grigioni e Romandia uniti da un collegamento diretto
Svizzera
1 gior

Manca il rientro e si cappotta: 82enne ferito in modo serio

L’uomo ha perso il controllo della sua vettura dopo una deviazione all’altezza di Rongellen, nel canton Grigioni
Svizzera
1 gior

Anche Berna espelle diplomatici russi, ma ‘discretamente’

Secondo fonti parlamentari, il Dfae non pubblicizza i rimpatri delle sospette spie per non compromettere un’eventuale mediazione elvetica fra Mosca e Kiev
Svizzera
1 gior

Il Centro per la cybersicurezza diventerà un ufficio federale

Il Consiglio federale spiega questo passo col fatto che la sicurezza informatica è diventata negli ultimi anni sempre più importante a tutti i livelli
Svizzera
1 gior

Da giugno mezzi pubblici a pagamento per i rifugiati ucraini

Da quella data si tornerà alla regolamentazione originaria. Entrata nel nostro Paese e transito continueranno per il momento a essere gratuiti.
Svizzera
1 gior

Rinvio degli stranieri: aiuto forfettario ai Cantoni

Il Consiglio federale auspica una modifica della legge per sostenere finanziariamente le zone di frontiera in situazioni di grande afflusso
Svizzera
1 gior

Dalla Confederazione 725 milioni di dollari contro la povertà

Andranno a ricapitalizzare l’Agenzia internazionale per lo sviluppo. Serviranno a finanziare la ripresa nei 74 Paesi più poveri del mondo
Svizzera
1 gior

Cantoni chiamati a migliorare la gestione dell’acqua

Secondo il governo la Svizzera disporrà di acqua a sufficienza, ma i periodi di siccità potrebbero essere più frequenti. Necessario dunque pianificare.
Svizzera
1 gior

‘Swissness’, procedura semplificata per le derrate alimentari

Dall’anno prossimo l’iter sarà più flessibile e trasparente, e di competenza degli attori della categoria agroalimentare
Svizzera
1 gior

‘Più fondi all’esercito con tagli a Stato sociale e università’

È la proposta del consigliere agli Stati Udc e presidente della Commissione della politica di sicurezza degli Stati Werner Salzmann
rocco cattaneo
1 gior

Dal petrolio al sole: Rocco Cattaneo si illumina

Il consigliere nazionale Plr, ex amministratore delegato di City Carburoil, racconta la sua svolta verde. E spiega la sua mozione sulle discariche solari.
Svizzera
1 gior

Mauro Poggia sporge denuncia dopo minacce di morte

Il consigliere di Stato ginevrino è stato attaccato verbalmente in un ristorante. Il portavoce: niente a che vedere con le restrizioni anti-Covid.
Svizzera
1 gior

Politica europea, ‘il Consiglio federale ci consulti’

La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati esige un coinvolgimento formale nelle decisioni governative riguardanti l’Ue
Svizzera
1 gior

Conciliabilità famiglia-lavoro: proposto un sostegno economico

Nel confronto internazionale la Svizzera si situa tra le ultime posizioni per quanto riguarda l’accessibilità e la qualità della custodia complementare
Svizzera
1 gior

Casse pensioni: 2021 positivo con livelli di copertura record

Il 2021 molto positivo anche per gli investimenti: gli istituti di previdenza hanno infatti realizzato un rendimento patrimoniale netto medio dell’8,0%
Svizzera
1 gior

Il casco obbligatorio fino a 16 anni non convince la Commissione

La Ctt-S propone inoltre di respingere l’introduzione della possibilità per i veicoli a due ruote di sostare sul marciapiede
Svizzera
2 gior

La Commissione è contro la privatizzazione di Postfinance

Per la Ctt-S il disegno di legge proposto dal Consiglio federale non è soddisfacente
laR
 
27.04.2021 - 08:00
Aggiornamento : 17:28

Cemsuisse e l’obiettivo ‘cemento neutro per il clima’

L’associazione presenta la sua tabella di marcia verso l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050. A colloquio con il direttore Stefan Vannoni.

Il contenuto di questo articolo è riservato agli abbonati.
Per visualizzarlo esegui il login

La riduzione del clinker [il principale componente del cemento, ndr] nel cemento, e del cemento stesso nel calcestruzzo. È una delle sfide che attende Cemsuisse sulla strada verso l’obiettivo zero emissioni nette entro il 2050. L’Associazione svizzera dell’industria del cemento – peraltro ‘neutrale’ sulla legge sul CO2 in votazione il 13 giugno, che mira a dimezzare le emissioni entro la fine del decennio – presenta oggi la sua ambiziosa tabella di marcia ‘climatica’ a lungo termine. ‘laRegione’ ne ha parlato con il direttore Stefan Vannoni.

L’industria del cemento viene spesso denigrata quando si parla di protezione dell’ambiente e del clima. Davvero non avete nulla da rimproverarvi?

L’industria del cemento è un settore ad alta intensità energetica. Ma è anche un’industria consapevole dell’ambiente e sostenibile. Le grandi emissioni di CO2 sono solo un lato della medaglia. Infatti il cemento è indispensabile per una società sviluppata. Basti pensare alla costruzione di infrastrutture. L’approvvigionamento idrico, le infrastrutture di trasporto e la densificazione degli insediamenti non possono essere realizzati senza cemento. La sostenibilità va considerata in una prospettiva a 360°: l’industria del cemento chiude i cicli, è un partner importante nella gestione dei rifiuti e un esempio particolarmente positivo in termini di biodiversità.

Nel concreto cosa proponete?

Negli ultimi 30 anni abbiamo ridotto le nostre emissioni di CO2 del 38% (rispetto al 1990). E vogliamo ridurle ulteriormente nei prossimi 30 anni – fino allo ‘zero netto’, e anche oltre. Stimiamo che a partire dal 2050 possono essere ridotti permanentemente dall’atmosfera fino a 146 kg di CO2 per tonnellata di cemento prodotto. Ciò sarà reso possibile da ulteriori sviluppi nei tipi di cemento e calcestruzzo, dalla completa sostituzione dei combustibili fossili primari con combustibili alternativi come il legno di scarto e i fanghi di depurazione essiccati, e dall’uso di tecnologie di cattura del CO2. In relazione alla cattura di CO2, è particolarmente importante l’utilizzo della biomassa come combustibile. In questo modo si ottiene la ‘funzione di pozzo’ [viene assorbito più CO2 di quanto ne venga rilasciato, ndr] nella produzione del cemento.

L’industria del cemento produce pur sempre l’8% delle emissioni di CO2 a livello mondiale: non avete aspettato troppo a imboccare la strada della riduzione delle emissioni?

Se c’è un settore dell’economia a cui non si può rimproverare questo, è l’industria svizzera del cemento. Essa è da molto tempo consapevole del suo ruolo nella politica climatica e ha da subito fatto grandi sforzi per ridurre le sue emissioni. Nel 2003, è stata la prima industria a firmare un accordo industriale con il Dipartimento ambiente, trasporti, energia e comunicazioni (Datec) sulla riduzione delle emissioni di CO2. E, come già detto, dal 1990 ha ridotto le sue emissioni del 38%, superando di gran lunga l’obiettivo del 15% per tutta l’industria svizzera. Il raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto non sarebbe stato possibile per la Svizzera senza questi sforzi. Ma finora l’industria non ha promosso e comunicato abbastanza i suoi sforzi presso l’opinione pubblica. Questo ora dobbiamo cambiarlo.

Sostituzione dei combustibili fossili che alimentano i forni; sostituzione dei cementi Portland tradizionali con cementi alternativi; riduzione dell’impiego di calcestruzzo grazie a materiali alternativi; riciclaggio del calcestruzzo. Qual è la strada più promettente per ridurre le emissioni di CO2 in Svizzera? E qual è il potenziale di miglioramento?

La chiave per una riduzione completa delle emissioni sta in una combinazione di tutti questi approcci. Lo mostriamo anche nella nostra Roadmap 2050. Per esempio, una riduzione del clinker nel cemento, così come una contemporanea riduzione del cemento nel calcestruzzo, può ridurre il circa il 17% le emissioni CO2, e di un ulteriore 21% se si sostituiscono i combustibili attuali con combustibili alternativi. Se l’industria del cemento sfrutta tutti questi potenziali, cosa enormemente impegnativa dal punto di vista tecnico, allora l’obiettivo ‘zero netto’ entro il 2050 è possibile. Allo stesso tempo, è fondamentale notare che infrastrutture solide e durevoli, fondazioni per turbine eoliche, dighe, gallerie, la fornitura d’acqua e la densificazione degli insediamenti richiedono tutti cemento. In questo contesto, non calcoliamo potenziali troppo rosei di riduzione di CO2 supponendo un calo significativo della domanda di cemento.

Calcestruzzo ‘Evopactzero’ di Lafarge-Holcim, cemento a base di magnesio studiato dall’Empa, cemento LC3 messo a punto al Politecnico federale di Losanna, calcestruzzo privo di cemento (Cleancrete) di Oxara, ecc.: sono destinati a restare prodotti di nicchia o potrebbero a medio termine imporsi come lo standard nel settore, soppiantando il Portland?

La domanda di cemento rimane stabile ad un livello elevato – ogni anno ne vengono utilizzate in Svizzera circa 5 milioni di tonnellate. Prima di tutto deve essere possibile sostituire adeguatamente questa quantità (e la qualità!). Ma, anche per i nostri membri, è importante l’innovazione. Cemsuisse finanzia diversi progetti di ricerca interaziendali. E in Svizzera, i miglioramenti del prodotto stanno giungendo direttamente sul mercato. Con una quota di mercato del 94%, i tipi di cemento con minor impatto climatico sono da tempo la regola e non l’eccezione. I classici cementi Portland, invece, non sono quasi più richiesti.

Densificazione delle costruzioni da un lato; tutela del paesaggio e dell’ambiente dall’altro: esigenze contraddittorie non sempre facili da conciliare, come ha dimostrato la recente occupazione della cava di Mormont (Vd). Assisteremo a conflitti più frequenti su questo piano?

Questi sono conflitti di obiettivi solo a prima vista. Conservare ciò che si conosce è umano – anche in Svizzera. Aiuta a ricordare che anche la natura è molto dinamica. Occorre assolutamente mettere in evidenza che gli aspetti positivi della produzione locale di cemento – brevi percorsi di trasporto, nessuna esportazione di effetti ambientali, o contributi al riciclaggio dei rifiuti e alla biodiversità – prevalgono. L’uso di prodotti locali – e il cemento è senz’altro uno di questi – è molto legato all’idea di base della sostenibilità. Dobbiamo fare un lavoro migliore per evidenziare questi benefici dell’industria del cemento. Dopo tutto, esternalizzare all’estero la produzione di questo prodotto locale non avrebbe senso, né da un punto di vista economico né ecologico.

La domanda di cemento in Svizzera è destinata ad aumentare. Ma in quattro delle sei sedi delle cementifici svizzeri (responsabili del 5% delle emissioni del Paese), l’espansione delle cave per l’estrazione delle materie prime si sta rivelando difficile. Non temete difficoltà di approvvigionamento?

Infatti questo possibile sviluppo ci preoccupa. La disponibilità di materie prime in Svizzera non è assicurata in modo sufficiente. Questa è anche la conclusione di un rapporto sulla sicurezza delle materie prime di cui il Consiglio federale ha recentemente preso atto. Per un’industria che pensa in tempi molto lunghi, pianificare è la cosa più importante. Deve anche essere possibile pianificare, approvare e ammortizzare molte delle misure sopra menzionate. In particolare, la cattura di CO2 direttamente nei camini è tecnicamente e logisticamente molto impegnativa. È quindi importante garantire che i permessi di estrazione siano garantiti anche in futuro.

584 kg pro capite all’anno: la Svizzera è tra i Paesi che proporzionalmente utilizzano più cemento. È immaginabile ridurre significativamente questa dipendenza? Il canton Vaud, ad esempio, ha deciso recentemente di ridurre l’impiego del cemento nelle costruzioni di sua proprietà, puntando maggiormente sul legno locale.

Un paese alpino come la Svizzera è particolarmente consapevole dei vantaggi del cemento e del calcestruzzo. Pensate alla costruzione delle strade nazionali, alle gallerie nella regione alpina o alle pareti delle dighe utilizzate per generare energia dalla forza idrica. Nell’ingegneria civile, è impossibile fare a meno del cemento. E anche nella costruzione di edifici è possibile solo una sostituzione limitata, ad esempio con materiali come il legno. Crediamo che al momento degli appalti pubblici debba essere messa a concorso la funzione degli edifici e non i singoli materiali. Gli edifici ibridi sono il futuro – ogni materiale dovrebbe essere usato secondo i suoi punti di forza e senza ideologia. L’obiettivo deve essere quello di creare edifici che siano il più possibile sostenibili dal punto di vista del ciclo di vita. È su questo che devono vertere le discussioni. Non è compito della società o della politica usare meno cemento o più legno (da paesi lontani, tra l’altro), ma gestire responsabilmente le risorse e le finanze pubbliche nelle circostanze date. Il compito dell’industria è quello di ridurre le emissioni corrispondenti. Ed è proprio su questo che stiamo lavorando a pieno ritmo e siamo certi che raggiungeremo l’obiettivo ‘zero netto’ entro il 2050.

 

Un’industria ‘local’

La Svizzera possiede ricchi giacimenti di calcare e marna – le principali materie prime utilizzate nella produzione del cemento – ed è pertanto “predestinata” alla produzione del materiale alla base del calcestruzzo. Non dovendo importarle dall’estero si trova “in una posizione molto privilegiata”, scrive Cemsuisse nel suo sito internet. Il primo cementificio svizzero venne aperto nel 1871 da Robert Vigier a Luterbach, nel canton Soletta. Attualmente tre aziende – Holcim, Jura Cement e Ciments Vigier – producono cemento nei sei stabilimenti svizzeri, quasi tutti situati lungo l’Arco giurassiano, ricco di calcare. La domanda di cemento nel 2020 è stata di 4,15 milioni di tonnellate, praticamente stabile rispetto agli anni precedenti. Secondo scenari elaborati dalle autorità federali in collaborazione con i cantoni e Cemsuisse, il fabbisogno è destinato a crescere e dovrebbe attestarsi attorno ai 5-6 milioni di tonnellate annue nel 2030. Tre quarti del cemento prodotto viene acquistato dagli impianti di produzione del calcestruzzo, il 20% dalle imprese di costruzione e il restante 5% dalle fabbriche di prodotti in calcestruzzo. Il calcestruzzo riveste un ruolo di primo piano nel campo dell’edilizia abitativa e delle infrastrutture (autostrade, dighe, ecc.).

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
cemsuisse co2 emissioni riduzione stefan vannoni
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved