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13.03.2021 - 15:260

Canapa medica, a decidere saranno medico e paziente

Pronta per le votazioni finali in Parlamento la modifica della legge federale sugli stupefacenti. L’essenziale da sapere.

Stupefacente vietato, la canapa oggi può essere prescritta a fini medici soltanto dopo aver ottenuto un’autorizzazione eccezionale dall’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). Per medici e pazienti è un percorso “amministrativamente oneroso”, che lo stesso Ufsp ritiene non più al passo con la realtà. Si tratta perciò di “sciogliere una contraddizione”: quella esistente tra il crescente utilizzo della canapa a scopo medico e la classificazione di quest’ultima come sostanza vietata. È lo scopo della modifica della legge sugli stupefacenti (LStup) accolta lunedi all’unanimità (!) dal Consiglio degli Stati. Già approvato dal Nazionale, il progetto – che consentirà ai medici di prescrivere direttamente ai loro pazienti farmaci a base di canapa – è ormai in dirittura d’arrivo in Parlamento: mancano solo le votazioni finali, dall’esito scontato. L’essenziale da sapere in una serie di domande e risposte.

Qual è la situazione attuale?

Già oggi migliaia di pazienti ricevono canapa medicinale nel quadro del loro trattamento, soprattutto quelli affetti da cancro o sclerosi multipla, per i quali la canapa può alleviare i dolori cronici. I medici che intendono prescriverla devono, nella maggior parte dei casi, richiedere un’autorizzazione eccezionale all’Ufsp. Tra il 2012 e il 2019 ne sono state rilasciate oltre 12mila (la maggior parte è stata accolta, precisa l’Ufsp in una nota informativa). La tendenza è al rialzo. Nel solo 2019 ne sono state accordate circa 3mila. Le cifre indicano però solo una minima parte di coloro che ricorrono alla canapa per ragioni di salute. La procedura per ottenere un’autorizzazione eccezionale è «fastidiosa», ha ribadito ieri il ministro della Sanità Alain Berset. Le lungaggini burocratiche spesso ritardano l’inizio di un agognato trattamento e sono uno dei motivi (un altro: il prezzo elevato) che oggigiorno spingono molti malati a rifornirsi sul mercato nero. Il fenomeno dell’automedicazione riguarderebbe in Svizzera tra 66mila e 111mila persone, stimava l’Ufsp nel 2018. 

Cosa prevede la riforma?

Forte aumento delle richieste di autorizzazione eccezionale, diffuso ricorso alla canapa illegale: il sistema attuale ormai è superato. Da qui la necessità di una modifica della LStup, che permetta di “sfruttare meglio il potenziale terapeutico” della canapa e di “renderla accessibile ai malati con il minor onere burocratico possibile”. L’attuale proibizione sancita dalla legge sarà abrogata. La canapa ricreativa continuerà ad essere proibita. La decisione di prescrivere o meno un farmaco verrà presa tra il medico e il paziente: non sarà più necessaria un’autorizzazione eccezionale dell’Ufsp. Sarà istituita una raccolta di dati sistematica. Per alcuni anni i medici curanti saranno tenuti a trasmettere all’Ufsp i dati relativi ai trattamenti in questione: serviranno a monitorare l’evoluzione delle prescrizioni e ad acquisire conoscenze scientifiche circa la sua efficacia. La coltivazione di piante proprie per automedicazione non sarà consentita.

In quali casi vengono impiegati farmaci a base di canapa?

Un’autorizzazione può essere rilasciata se sono soddisfatte quattro condizioni: il paziente soffre di una malattia perlopiù inguaribile; la sofferenza può essere alleviata dall’assunzione dello stupefacente vietato; si sono esaurite le possibilità di terapia esistenti o non vi sono possibilità di trattamento alternative; il medicamento consente al paziente di condurre una vita più autonoma, ad esempio perché può evitargli un trattamento stazionario. Nella prassi medica i farmaci a base di canapa vengono utilizzati principalmente per trattare dolori cronici (neuropatici, oncologici, ecc.), spasticità o crampi originati da sclerosi multipla o altre patologie neurologiche, nausea o perdita di appetito a causa di una chemioterapia.

Quanto costa una terapia?

In genere alcune centinaia di franchi al mese (200-500 per una dose giornaliera di 5-10 mg di Thc, uno dei principi attivi della canapa). Solo pochissimi pazienti possono permettersela. Anche per questo molti si riforniscono sul mercato nero, dove la canapa è assai meno cara. Una scelta quasi obbligata, che comporta diversi rischi (eccessivo tenore di Thc, dosaggi inadeguati, ecc.). 

Le casse malati rimborsano?

No. Attualmente, i trattamenti con farmaci a base di canapa – il Sativex®, solo medicamento di questo tipo omologato in Svizzera, così come i preparati magistrali fabbricati da poche farmacie – non sono rimunerati dall’assicurazione malattia obbligatoria (Lamal). Il motivo: non vi è un’evidenza scientifica chiara della loro efficacia ed economicità. Alcune casse li rimborsano eccezionalmente, in singoli casi e previo accordo con il medico di fiducia. Sempre più spesso richiedono un trattamento di prova, a spese del paziente, indica la piattaforma informativa specializzata Medico e Dipendenze Svizzera. Se il trattamento ha successo, aumenta la possibilità di ottenere un rimborso, soprattutto per chi ha un’assicurazione complementare.

In futuro le cose cambieranno?

Non si sa ancora. La questione non è stata affrontata nel quadro della presente modifica di legge. È oggetto di una valutazione separata, tuttora in corso, volta segnatamente a esaminare l’efficacia e l’economicità dei trattamenti a base di canapa. Questa potrebbe preludere a “una rimunerazione almeno parziale” da parte della Lamal, scrive il Consiglio federale. Allo studio vi è anche “un loro eventuale finanziamento alternativo”. Un rapporto è atteso nel corso dell’anno.

Quando entrerà in vigore la riforma?

Se tutto va bene (e dovrebbe essere così: all’orizzonte non si profila un referendum), la modifica di legge e la relativa ordinanza adeguata dovrebbero entrare in vigore nel corso del 2022.

Canapa medica: la Svizzera diventerà un’isola?

No. Una volta entrata in vigore la modifica di legge, la Svizzera si avvicinerà a quei Paesi che prevedono un sistema di accesso esteso ai medicamenti a base di canapa. Tra questi, l’Ufsp menziona Canada, Germania, Paesi Bassi e Italia.

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