maudet-colpevole-sentenza-neutra-sul-piano-elettorale
Keystone
Maudet non si dà per vinto, né sul piano giudiziario né su quello politico
ULTIME NOTIZIE Svizzera
Svizzera
1 ora

All'orizzonte un'inchiesta contro Moritz Leuenberger

Violazione del segreto d'ufficio: tre settimane fa, l'ex consigliere federale dichiarò che il Governo avrebbe pagato per liberare ostaggi svizzeri.
Svizzera
7 ore

Mai più fuochi d'artificio in centro a Berna

Secondo l'esecutivo, negli ultimi anni si sono verificate a più riprese situazioni scabrose e il fatto che non sia successo nulla di grave 'rasenta il miracolo'
Svizzera
8 ore

Finora 95 notifiche 'gravi' per i vaccini in Svizzera

364 le notifiche complessive, informa Swissmedic. Le reazioni più frequenti: herpes zoster, febbre, cefalea, sintomi da Covid-19 e reazioni allergiche
Svizzera
9 ore

Treni: petizione contro prenotazione per biciclette

Secondo l'Associazione traffico e ambiente (ATA) e Pro velo Svizzera la prenotazione obbligatoria frena la domanda. E le Ffs intanto ampliano l'offerta
Svizzera
9 ore

Semaforo verde all’iniziativa ticinese ‘Strade più sicure’

Il Consiglio federale d’accordo su una modifica della legge per rendere più sicuri i transiti transalpini. Non vuole però eccezioni per il traffico interno.
Svizzera
10 ore

In Svizzera situazione stabile, ma la variante inglese è al 60%

La situazione è complessivamente buona ma fragile. Vaccinate con due dosi finora 221'000 persone, il 2,5% della popolazione.
Svizzera
12 ore

In Svizzera ancora in calo contagi e i ricoveri, 8 i decessi

Il tasso di positività torna sotto la soglia del 4%, ma il tasso di riproduzione è vicino all'1
Svizzera
12 ore

Svizzera terra felice per inventori e creativi

Sono soddisfatti del livello d'informazione disponibile in Svizzera: 'La proprietà intellettuale e la sua protezione aspetto importante del successo di un'azienda'.
Svizzera
14 ore

Nel 2020 in Svizzera Pil giù del 2,9%, calo più forte dal 1975

Il dato è stato pubblicato oggi dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco). Il settore alberghiero e della ristorazione fra i più colpiti (-20,8%)
Svizzera
15 ore

Occupazione, crollo in Ticino: persi 10 mila posti di lavoro

L'impatto della crisi del coronavirus si riflette pesantemente nel quarto trimestre 2020. I dati in Svizzera
Svizzera
16 ore

'Il Coronavirus accresce la pressione su Avs e Ai'

Serve una riforma urgente del sistema delle istituzioni sociali in Svizzera, esorta il direttore dell'Ufficio federale, Stéphane Rossini
Svizzera
20 ore

Dpd: gli schiavi del furgone e l’impero dei pacchi

La società privata controllata dalla posta francese imporrebbe condizioni di lavoro atroci ai suoi autisti. Un'inchiesta
Svizzera
1 gior

Moderna: il nostro vaccino efficace contro varianti

Lo annuncia Stéphane Bancel, Ceo della casa farmaceutica, parlando all'Europarlamento
Svizzera
1 gior

Pro Juventute e pandemia: raddoppiato il numero di interventi

Quasi 100 i casi in cui l'organizzazione ha dovuto chiamare servizi di soccorso per una consulenza a fronte dei 57 del 2019
Svizzera
1 gior

Ufficio sanità pubblica: ok a ristoranti aperti come mense

L'accesso ai ristoranti permesso dalle 11 alle 14 solo a lavoratori del settore agricolo ed edile, agli artigiani e a chi esegue lavori di montaggio
Svizzera
1 gior

In Svizzera numero dei casi stabile, ma crollano i decessi

Sono 'solo' 7 i decessi registrati in 24 ore in tutta la Svizzera, 61 i ricoveri. Il trend dei contagi e l'incidenza restano tuttavia abbastanza stabili
Svizzera
1 gior

Berset: "entro l'estate vaccini a chi lo desidera"

Lo ha ribadito il Consigliere federale durante una visita in Argovia. In arrivo nuove forniture di vaccini
Svizzera
1 gior

Michael Schöll dirigerà l'Ufficio federale di giustizia

Nominata anche la nuova segretaria di stato della migrazione da gennaio 2022: Christine Schraner Burgener subentrerà a Mario Gattiker
Svizzera
2 gior

Cassis sul ‘caso Krähenbühl’: è un affare interno all’Onu

Il ministro degli esteri ticinese torna in un’intervista alla Rsi sulla vicenda sfociata nelle dimissioni dell’ex Commissario generale dell’Unrwa
Svizzera
2 gior

Aperture prudenti, UDC e PLR delusi, gli altri partiti no

Marco Chiesa, presidente Udc, definisce 'un affronto' le prudenti aperture decise dal Consiglio federale. Critico anche il Plr, la sinistra sostiene le misure
Svizzera
2 gior

Paesi a rischio, mezza Italia nella lista nera

I Paesi e regioni vengono inclusi nell'elenco dal momento in cui presentano un rischio di contagio superiore alla Svizzera
Svizzera
2 gior

Berna anticipa le prossime riaperture e dà respiro ai giovani

Accolte le richieste dei cantoni di anticipare al 22 marzo i prossimi allentamenti. Ok a sport e cultura per i giovani fino a 20 anni senza pubblico
Svizzera
23.02.2021 - 20:130

Maudet colpevole, sentenza ‘neutra’ sul piano elettorale

Per Pascal Sciarini, politologo dell’Università di Ginevra, il verdetto non avrà grandi conseguenze sull’esito della ‘suppletiva’ per il Consiglio di Stato

Non è facile tracciare la linea rossa tra una legittima rete di conoscenze a servizio della collettività e il rischio di esporsi a influenze esterne accettando inviti. Lo ha ricordato ieri il corrispondente dalla Romandia della ‘Neue Zürcher Zeitung’, all’indomani della sentenza con cui il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet è stato condannato in prima istanza proprio per accettazione di vantaggi in relazione all’ormai famoso viaggio ad Abu Dhabi del 2015 (cfr. ‘laRegione’ di ieri). Rischi di corruzione, possibilità di destituzione, implicazioni politiche del verdetto: ‘laRegione’ ne ha parlato con Pascal Sciarini, politologo dell’Università di Ginevra.  

Professore, Pierre Maudet ha sempre detto – evitando però di precisare il grado di giudizio al quale si riferiva – che si sarebbe ritirato qualora un giorno fosse stato condannato da un tribunale. Ora, nonostante la sentenza di lunedì, mantiene la candidatura alla sua propria successione all’elezione suppletiva per il Consiglio di Stato del 7 marzo. Non solo: Maudet potrebbe essere nuovamente candidato nel 2023, magari con un nuovo partito. Questa ostinazione la sorprende?

Non proprio. Mi ha molto sorpreso la sua decisione di ricandidarsi, contro venti e maree. Ciò che dimostra una capacità di resilienza abbastanza stupefacente. Quanto alle dimissioni, pensavo lo avrebbe fatto molto prima. Ma ha sempre trovato dei sotterfugi per restare in carica: dapprima dicendo che non si farebbe fatto da parte fintanto che non sarebbe stato aperto un procedimento nei suoi confronti; poi, una volta indagato, affermando che solo in caso di condanna si sarebbe dimesso. Alla fine, lo scorso ottobre ha rassegnato le dimissioni solo dopo che i suoi colleghi di governo gli hanno tolto anche le ultime prerogative rimastegli, mettendolo praticamente alla porta. Maudet si è ritirato prima della sentenza, evitando così di dover onorare la sua promessa di andarsene in caso di condanna. La sua ultima difesa è quella di dire: è il popolo che mi ha eletto [e rieletto trionfalmente un’altra volta nel 2018, n.d.r.], quindi è con il popolo che sono debitore in ultima istanza ed è lui che deve decidere se devo restare o no al governo.

Questa ricerca spasmodica del contatto con ‘la base’, della legittimità popolare, è qualcosa di abbastanza inabituale in Svizzera. Non è così?

Sì. Ma è comprensibile. Da quando è stato escluso dalla sezione ginevrina [nel luglio del 2020, n.d.r.], Maudet non ha più un partito. È sostenuto da Elan radical. Ma questo nuovo mini-partito, creato da una manciata di politici locali del Plr, non ha niente a che vedere con un partito vero e proprio come il Plr, con una struttura solida, ramificazioni a livello comunale e associative, sostegni importanti. Tutto questo Maudet lo ha perso. Ha dunque bisogno di stabilire un legame diretto con il popolo. Così, ad esempio, quasi tutti i giorni pubblica sul suo sito internet videomessaggi di piccoli commercianti e altre persone colpite dalla pandemia; e accoglie in un ufficio itinerante a Ginevra le vittime della “violenza amministrativa” in relazione alla crisi economica. Un approccio molto demagogico, populista. Che si può capire. Perché è l’unico modo per tentare di compensare la perdita della base partitica.

C’è chi parla di “colpo di grazia politico” e chi al contrario sostiene che Maudet sia in realtà “il gran vincitore di questo show giuridico-mediatico” che è stato il processo della scorsa settimana (il giornalista Pascal Décaillet). Chi ha ragione?

Né gli uni, né gli altri. La sentenza non lo favorisce, perché non può far altro che deteriorare ancora un po’ la sua immagine. D’altro canto, non credo che il verdetto avrà grandi conseguenze. Potrà tutt’al più far diminuire il numero degli indecisi, finora rimasti in bilico tra il sostegno a un Maudet che ha fatto un buon lavoro come consigliere di Stato e il rifiuto di un Maudet che ha mentito nella vicenda del viaggio ad Abu Dhabi. Una parte di loro potrebbe scaricarlo. Ma non parliamo di una grande massa di voti. Non penso che la sentenza avrà conseguenze fondamentali sul comportamento dell’elettorato.

Un Plr già scosso da anni di lotte intestine approfitterà il 7 marzo della sentenza di colpevolezza nei confronti di Maudet? Oppure ne uscirà ulteriormente indebolito? 

Il Plr ginevrino ha già sofferto molto negli ultimi due anni, perdendo terreno sia alle federali del 2019 che alle comunali dello scorso anno. Il partito è stato destabilizzato dalla vicenda Maudet. Le vicissitudini del suo ex enfant prodige hanno già creato profonde divisioni al suo interno, smobilitando il suo elettorato e spingendone una parte a votare altri partiti: i Verdi liberali, ad esempio. La sentenza legittima la posizione del partito, che ha scelto di espellere il suo consigliere di Stato; ma alla fine per il Plr ginevrino non dovrebbe cambiare granché, sotto questo profilo. D‘altro canto, non sono affatto convinto che il partito – a dieci giorni dall’elezione – trarrà vantaggio. La destra si presenta divisa, la sinistra invece no: e questo – in vista di un probabile ballottaggio – non favorisce certo il candidato del Plr, né lo stesso Maudet. Più in generale, non sono nemmeno convinto che la sentenza – e l’interesse mediatico che ha generato – influenzerà in maniera fondamentale l’elezione. Per contro, il fatto che il 7 marzo si vota sia su tre oggetti federali che per un’elezione cantonale (qualcosa di piuttosto inedito per Ginevra), rappresenta un’incognita. 

Maudet ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio di Stato solo dopo che i suoi colleghi di governo gli hanno ritirato anche le sue ultime prerogative di consigliere di Stato. Probabilmente non saremmo arrivati a questo punto, se anche a Ginevra – come in Ticino, ad esempio – esistesse un meccanismo che permette di destituire o revocare il mandato di un membro di un esecutivo in carica. 

Due iniziative popolari dette ‘anti-Maudet’, che prevedevano un meccanismo di destituzione delle autorità, non sono riuscite a raccogliere un numero sufficiente di firme e sono fallite nel 2019. Nel 2011, in occasione della revisione totale della Costituzione cantonale, non si pensava che potesse accedere qualcosa di simile al caso Maudet, una vicenda che ha tenuto in scacco per due anni la vita politica del cantone. Adesso invece sappiamo che è possibile. Un tale meccanismo, una forma di sanzione da parte del popolo, sarebbe auspicabile. Fungerebbe da deterrente, tra l’altro: sapendo che esiste, gli eletti sarebbero ancora più attenti a come si comportano.

Il primo consigliere di Stato in carica a essere condannato per corruzione in Svizzera; un politico di successo, che della rettitudine ha sempre fatto uno dei suoi punti forti, che crolla sotto il peso di una bugia. C’è chi dice che poteva capitare soltanto a Ginevra, che si tratta di una ennesima ‘Genferei’ (la consigliera nazionale Udc Céline Amaudruz). Anche lei la pensa così?

Vicende problematiche sono emerse negli ultimi anni anche in altri cantoni e a livello federale. Detto questo, non è un caso se il termine ‘Genferei’ [‘ginevrata’, n.d.r.] esiste. Qui questo genere di cose – benché non tutte clamorose come l’‘affaire’ Maudet – accade con una certa regolarità. Per la sua posizione geografica particolare, la sua esiguità, il suo tessuto socio-economico, il canton Ginevra è altamente sensibile all’andamento congiunturale: quando la situazione è buona, a Ginevra è buonissima; quando va male, a Ginevra va malissimo. Diciamo così: il cantone ha una certa propensione per gli eccessi, nel bene e nel male.

© Regiopress, All rights reserved