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06.01.2021 - 14:03
Aggiornamento: 18:39

Ristoranti, cultura, sport: verso la chiusura fino al 28.2

Proposte altre 5 settimane di stop. Il Consiglio federale si pronuncerà in via definitiva il 13 gennaio, sentiti i Cantoni. Revocate le eccezioni cantonali

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Alain Berset (Keystone)

Ristoranti e strutture per la cultura, il tempo libero e lo sport potrebbero dover restare chiusi sino a fine febbraio. È quanto emerge dalla conferenza stampa in corso a Berna, relativamente a un fronte epidemico che resta preoccupante. Per questo motivo, il Consiglio federale (Cf) prevede di prolungare di cinque settimane, vale a dire sino alla fine di febbraio, i provvedimenti adottati per combattere la diffusione del coronavirus, anche se sottolinea che prima dell'annuncio ufficiale (previsto per il 13 gennaio) consulterà i cantoni. Questi ultimi sono nel frattempo chiamati a esprimersi anche su una serie di possibili inasprimenti.

Il Consiglio federale ha inoltre revocato la possibilità, per i Cantoni con un’evoluzione epidemiologica favorevole, di prevedere allentamenti. Dal 9 gennaio dovranno così restare chiusi, in tutta la Svizzera, i ristoranti e le strutture per la cultura, il tempo libero e lo sport. Attualmente il numero delle infezioni riflette soltanto in misura insufficiente la situazione epidemiologica: anche se negli ultimi giorni i contagi sono leggermente diminuiti, non va dimenticato che sono stati eseguiti meno test e che non è da escludere una nuova impennata dopo le festività. Una probabilità, questa, favorita anche dalla presenza delle nuove varianti del coronavirus, molto più contagiose. La situazione epidemiologica resta quindi tesa: il numero delle infezioni, delle ospedalizzazioni e dei decessi, così come la pressione sul personale sanitario si attestano a livelli molto elevati.

Proposto un prolungamento di cinque settimane

Stante la previsione che il numero delle infezioni non scenderà in modo significativo e duraturo nelle prossime settimane, il Consiglio federale ritiene pertanto che i provvedimenti decisi il 18 dicembre scorso debbano essere mantenuti in vigore oltre il 22 gennaio. Propone in particolare di prolungare di cinque settimane, vale a dire sino alla fine di febbraio, la chiusura dei ristoranti e delle strutture per la cultura, il tempo libero e lo sport. Questa opzione permetterebbe ai settori interessati di pianificare con maggiore certezza. Nella seduta del 13 gennaio prossimo, dopo aver consultato i Cantoni, il Consiglio federale prenderà una decisione definitiva sul prolungamento dei provvedimenti e sulla loro durata e su ulteriori misure per attenuarne le conseguenze economiche.

Consultazione dei Cantoni sull’inasprimento dei provvedimenti

Il Consiglio federale sottoporrà nel frattempo ai Cantoni, per consultazione, una serie di possibili inasprimenti che permetteranno, se necessario, di reagire rapidamente. Tra i provvedimenti ventilati figurano l’obbligo del telelavoro, la chiusura dei negozi, un’ulteriore limitazione degli assembramenti e delle manifestazioni private, un’accresciuta protezione delle persone particolarmente a rischio e ulteriori misure sul posto di lavoro. I Cantoni devono inoltre riflettere su quali provvedimenti potrebbero essere adottati per la scuola dell’obbligo nel caso la situazione imponesse ulteriori interventi.

Le stesse regole in tutta la Svizzera

Il Consiglio federale ha inoltre deciso che devono valere le stesse regole di base in tutta la Svizzera. I Cantoni non potranno quindi più prevedere allentamenti in caso di situazione epidemiologica favorevole. In questo modo il Governo intende porre un freno al turismo degli acquisti e gastronomico fra un Cantone e l’altro e rafforzare l’adesione della popolazione ai provvedimenti sanitari. Allo scopo ha perciò deciso una modifica dell’ordinanza COVID-19 situazione particolare che entrerà in vigore sabato 9 gennaio.

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