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Svizzera
04.08.2020 - 08:210
Aggiornamento : 09:29

Fiducia per il futuro? Sì nei consumi, ma non nel lavoro

Migliorate negli svizzeri le aspettative sull'andamento dell'economia in generale ma permangono preoccupazioni sull'occupazione.

Dopo il crollo subito in aprile a causa della crisi del coronavirus la fiducia dei consumatori svizzeri è sensibilmente migliorata ma rimane debole, anche perché le economie domestiche rimangono decisamente pessimiste sull'evoluzione dell'impiego: la paura per il posto di lavoro è alle stelle. L'indice generale calcolato dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco) si è attestato nel terzo trimestre a -12,0 punti, contro -39,3 dei tre mesi precedenti - minimo storico - e -9,5 del primo trimestre. L'indicatore rimane così al di sotto della media pluriennale, che si situa a -5, precisa la Seco in un comunicato odierno.

Un deciso miglioramento si registra nella percezione della situazione economica futura: il relativo sottoindice nel rilevamento di luglio ha raggiunto -16,7 punti, a fronte dei -78,3 punti di aprile. Un'evoluzione che gli specialisti della Seco interpretano come una reazione alla timida ripresa economica dopo l'allentamento delle misure di contenimento della pandemia. Rimangono invece molto cupe le aspettative sull'evoluzione del mercato del lavoro. Il sottoindice relativo allo sviluppo della disoccupazione è leggermente migliorato, passando da 127,8 a 111,4 punti (in questo caso valori positivi significano che ci si aspetta un aumento dei senza lavoro), un dato comunque assai più alto di gennaio (33,0). A testimoniare la sfiducia nel futuro è però il sottoindice sulla sicurezza del lavoro: era di -44,6 in gennaio, è sceso -73,5 in aprile e in luglio ha subito un crollo totale, riducendosi a -113,8 punti.

Se a preoccupare è soprattutto il lavoro, gli svizzeri guardano anche anche all'evoluzione in cassa: la situazione finanziaria passata delle economie domestiche viene giudicata in modo leggermente più pessimistico (-10,0 nel terzo trimestre, -7,2 nel secondo), mentre maggiori speranze vengono nutrite riguardo alla situazione finanziaria futura: il relativo sottoindice è salito da -23,6 a -4,1, un livello di poco inferiore alla media di lungo termine, secondo la Seco anche grazie al calo dei prezzi al consumo. Pure la propensione a effettuare grandi acquisti migliora (da -48,0 a -17,1), ma rimane nettamente al di sotto della media. Stando alla Segreteria di Stato dell'economia questo è probabilmente dovuto in primo luogo alle cupe previsioni sul lavoro e, in generale, alla situazione di grande incertezza.

Il sondaggio sulla fiducia dei consumatori viene effettuato dal 1972, nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre per telefono e (negli ultimi anni) anche online. All'ultimo rilevamento hanno partecipato 1372 persone di almeno 16 anni nelle tre principali regioni linguistiche. I dati sono corretti per compensare gli effetti stagionali e di calendario.

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