Svizzera
12.09.2019 - 23:300

Lauber: 'Con Infantino per ingraziarsi la Fifa'

Così il procuratore generale della Confederazione ha giustificato i suoi incontri con il presidente del massimo organismo calcistico mondiale

Assicurarsi la cooperazione della Fifa. È una delle argomentazioni con cui il procuratore generale (pg) della Confederazione Michael Lauber difende i suoi incontri informali con il presidente della Federazione internazionale di calcio Gianni Infantino. Lo rivela il rapporto, pubblicato ieri dalla Commissione giudiziaria (Cg), rivolto all’Assemblea federale, incaricata il prossimo 25 settembre di decidere le sorti del pg.

All’inizio del mese la Cg aveva raccomandato al Parlamento – con 9 voti a 6 – di non rieleggere Lauber per un ulteriore mandato. Lauber è finito al centro della bufera per tre incontri informali non verbalizzati con Infantino. Ora, per la prima volta, sono state rese pubbliche le prese di posizione dello stesso pg al riguardo: in primo luogo, ha sottolineato che la Fifa non è la parte sotto accusa nel procedimento aperto dal Ministero pubblico della Confederazione (Mpc), ma quella lesa e denunciante.

Grazie agli incontri ha poi potuto assicurarsi che la Fifa continuasse a cooperare con l’Mpc, in particolare per quanto riguarda la consegna e la ricerca di grandi quantità di dati. In questo modo ha anche potuto evitare annose procedure d’opposizione, accelerando così il procedimento.

Stando alla maggioranza della Cg, Lauber ha però gravemente violato i suoi doveri d’ufficio in modo intenzionale o per negligenza. Questa opinione è basata sulla decisione del Tribunale penale federale (Tpf) di accogliere la richiesta di ricusa nei confronti del pg nel caso Fifa, per non aver verbalizzato gli incontri con Infantino, violando così il Codice di procedura penale (Cpp). Tuttavia, secondo la minoranza – che raccomanda la rielezione del procuratore – il Tpf non ha giudicato il comportamento di Lauber come una grave violazione dei doveri d’ufficio. Inoltre, l’inchiesta disciplinare aperta nei sui confronti dall’Autorità di vigilanza dell’Mpc – che ieri ha raccomandato di accogliere un postulato del consigliere nazionale Marco Chiesa (Udc) che incarica il governo di redigere un rapporto sull’efficienza dell’Mpc –, non è ancora terminata.

Da parte sua, Lauber giudica la sentenza del Tpf come una conseguenza dei numerosi articoli apparsi sui media riguardanti i suoi incontri con Infantino. Ritiene inoltre che questi ultimi non costituiscano degli atti di procedura ai sensi del Cpp. La verbalizzazione non era quindi necessaria, sostiene, sottolineando che l’Mpc non ha potuto presentare ricorso contro la decisione dei giudici.
Infine Lauber ribadisce che dalla vicenda è emersa una “crisi istituzionale”. E questo a causa dei media che oggigiorno tendono a mettere in discussione qualsiasi decisione dell’Mpc, cercando lo scandalo attraverso “speculazioni parzialmente avventurose”. E ciò non può essere decisivo per determinare la fiducia riposta nella sua persona o nel Ministero pubblico, conclude.

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