(Keystone)
Svizzera
18.06.2019 - 14:060
Aggiornamento : 17:30

Fifa, il Tribunale penale federale ricusa Lauber: 'prevenuto'

Dopo gli incontri col presidente Infantino, il Procuratore generale non potrà più occuparsi delle inchieste sulla Federazione calcistica. In forse la sua riconferma

Ricusato perché “prevenuto”, per giunta in via definitiva. Questa la decisione del Tribunale penale federale (Tpf) sulla condotta del Procuratore generale della Confederazione Michael Lauber, dopo i suoi incontri con il presidente della Fifa Gianni Infantino. Lauber, dunque, non potrà più occuparsi dei procedimenti Fifa. Mentre le irregolarità riscontrate dalla Corte dei reclami rimettono in discussione anche la sua riconferma da parte del Parlamento.

La vicenda

Lauber aveva incontrato Infantino tre volte, due nel 2016 (22 marzo e 22 aprile) e una nel 2017 (16 giugno). Il tutto mentre erano in corso le inchieste del Ministero pubblico della Confederazione per presunte infrazioni contro il patrimonio ai danni della Fifa. Ad essere in discussione non era la liceità dei colloqui in quanto tali, quanto il mancato rispetto del Codice di procedura penale (Cpp) anche in ragione dell’assenza di verbalizzazioni.

E in effetti il Tribunale penale federale ha respinto la linea di difesa di Lauber, il quale sosteneva di avere incontrato Infantino “unicamente nel suo ruolo di direttore della procura federale” e che “questo compito non sarebbe in contraddizione con una conduzione indipendente della procedura”.

Approccio 'non conforme'

Secondo la Corte, le spiegazioni di Lauber “non permettono di capire perché la sua presenza agli incontri sarebbe stata indispensabile al corretto svolgimento delle inchieste”.  Inoltre “in occasione di una di queste riunioni, il Procuratore generale aveva richiesto un rapporto scritto al procuratore incaricato delle inchieste. In base a questo rapporto, la direzione della Procura federale aveva comunicato al procuratore federale incaricato una decisione che chiedeva l’archiviazione di una delle procedure Fifa. Da ciò si desume che il Procuratore generale era implicato personalmente al livello operazionale nelle procedure in esame”.

Peraltro l’assenza di verbalizzazione risulta essere “contraria” al Codice di procedura penale, e “impedisce qualsiasi controllo del contenuto degli incontri”. Un approccio “non conforme” al Cpp che deve consentire un trattamento equo di tutte le parti coinvolte nella procedura, “tanto più che, senza l’intervento della stampa, questi incontri singolari, tenutisi oltremodo in luoghi inabituali – albergo e ristorante – non sarebbero mai stati portati alla conoscenza delle altre parti alla procedura”.

Conclusione: Lauber è da considerarsi “sospetto di prevenzione” e “ciò ne giustifica la ricusazione a far tempo dal 22 marzo 2016”.  Una decisione non impugnabile

Ricusato anche l'ex Procuratore federale capo

“Prevenuto” e dunque ricusato anche l’allora Procuratore federale capo Olivier Thormann, già sospeso a ottobre da Lauber, che aveva poi lasciato il Ministero pubblico. Thormann aveva diretto un’inchiesta sulla Fifa e aveva presenziato alle riunioni della Taskforce Fifa. “Oltre alla sua partecipazione al fianco del Procuratore generale alla riunione con i dirigenti della Fifa il 22 aprile 2016, l’incarto ha altresì permesso di evidenziare l’esistenza di un nutrito scambio di sms tra il Procuratore capo e l’allora capo del servizio giuridico della Fifa durante il periodo tra il 5 gennaio 2016 e il 20 agosto 2018. Tali contatti oltrepassano, in larga misura, il quadro delle regole formali previste dal legislatore, e lasciano trasparire una separazione manifestamente poco chiara e precisa tra il compimento degli incarichi professionali e i rapporti privati”, spiega il comunicato del Tpf.

Ricusato anche il Procuratore federale che dirige vari procedimenti Fifa, “al corrente dei contatti intrattenuti fra Thormann e il capo del servizio giuridico della Fifa". Respinta invece la richiesta di ricusazione nei confronti degli altri membri della Taskforce.

La Procura federale prende atto

Il Ministero pubblico della Confederazione ha indicato all'agenzia Keystone-Ats di aver preso atto delle decisioni di Bellinzona e di volerle ora analizzare, senza commentare ulteriormente il caso.

Inizialmente prevista per domani, la decisione sulla rielezione di Lauber - in carica dal 2012 - come procuratore generale della Confederazione slitta verosimilmente a settembre. La Commissione giudiziaria (CG) del Parlamento poche settimane fa aveva infatti rinviato l'elezione alla sessione autunnale.

"Abbiamo preso conoscenza della decisione del Tpf, riascolteremo Lauber alla fine di agosto e valuteremo i pro e i contro con gli altri membri della commissione", indica il consigliere nazionale Christian Lüscher (PLR/GE), membro della CG.

"È già accaduto - aggiunge Lüscher - che un procuratore fosse ricusato su un dossier. Le sue competenze non sono dunque rimesse in questione. Se dovessimo chiedere le dimissioni a tutti i procuratori ricusati, non ce ne sarebbero più nel nostro Paese. La sola ricusazione non implica l'incapacità di svolgere il suo incarico".

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