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Svizzera
25.03.2019 - 15:220

Gli svizzeri mangiano meno cioccolato

Ridotti i consumi nel 2018. L'industria patisce anche l'avanzata della concorrenza dall'estero, ma vende di più fuori dai confini

Nel Paese il consumo di cioccolato svizzero si è di nuovo ridotto, e per il quinto anno consecutivo. Si è attestato, infatti, in media sui 10 chilogrammi pro capite (-200 grammi). Il calo ha potuto essere compensato dalle esportazioni.

Nonostante la flessione delle vendite sul mercato interno, l'industria elvetica del cioccolato - che conta 4'665 occupati in 17 aziende - ha registrato una buona performance durante tutto l'anno grazie alla rinnovata crescita delle esportazioni. Complessivamente, il fatturato del settore è aumentato dell'1%, informa un comunicato odierno della Federazione dei fabbricanti svizzeri di cioccolato (Chocosuisse). In Svizzera sono state vendute 52'364 tonnellate di cioccolato (-3,4%), per un fatturato di 761 milioni di franchi, in calo del 4,8% rispetto al 2017. Allo stesso tempo, gli abitanti hanno mangiato più cioccolato importato (quota aumentata al 41%).

Chocosuisse sottolinea che l'estate è stata molto calda - dunque non molto favorevole per i suoi prodotti - e che le vendite di Natale si sono rivelate difficili. Il volume esportato è, invece, cresciuto dell'8% a 138'153 tonnellate, per un valore di 991 milioni di franchi. Il cioccolato svizzero ha avuto più successo soprattutto nella regione europea: nei paesi dell'Ue le vendite hanno registrato un aumento del 10% e il fatturato una progressione del 7%. In quelli extraeuropei si è avuto un incremento delle vendite pari al 2%, ma allo stesso tempo il fatturato è sceso del 9%. Il prodotto è stato meno acquistato nei paesi del Medio Oriente e del Sud-Est asiatico. I mercati come l'Australia, il Brasile, la Cina, il Giappone e la Russia hanno, per contro, registrato crescite importanti, aggiunge la federazione.

Secondo Chocosuisse, le condizioni quadro internazionali rappresentano una sfida, in particolare a causa della soppressione delle sovvenzioni alle esportazioni secondo la cosiddetta "legge sul cioccolato" per fine 2018 e l'introduzione di un prezzo minimo per lo zucchero dal primo gennaio 2019. "Il nuovo dazio minimo per lo zucchero comporterà negli anni a venire spese supplementari di diversi milioni", afferma Chocosuisse. Questi fattori di costo dovuti alla politica peggiorano la concorrenzialità della produzione svizzera, senza contare la più forte crescita d'esportazione delle nazioni cioccolatiere concorrenti come ad esempio il Belgio.

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