(Ti-Press)
Svizzera
08.08.2018 - 06:000
Aggiornamento : 07:51

Uno su sette ha perso il sussidio di cassa malati

Oltre 163mila beneficiari esclusi dalla riduzione dei premi dell'assicurazione malattia tra il 2012 e il 2017

“Una bomba a orologeria sociale e politica”. Così lo scorso autunno Felix Schneuwly, esperto di assicurazione malattia presso Comparis, definiva in un’intervista al ‘Tages-Anzeiger’ la tendenza che vede molti Cantoni risparmiare sui sussidi di cassa malati mentre i premi, anno dopo anno, non cessano di aumentare. Ora un’inchiesta della trasmissione ‘10 vor 10’ della Srf rende per la prima volta visibili le conseguenze del disimpegno cantonale in quest’ambito: tra il 2012 e il 2017 in Svizzera quasi un beneficiario su sette appartenente al ceto medio ha perso il diritto al sussidio o è diventato beneficiario dell’aiuto sociale o di prestazioni complementari (Pc).

I Cantoni sono tenuti per legge (la Lamal) ad accordare riduzioni dei premi agli assicurati di condizione economica modesta. Per i redditi medi e bassi, i Cantoni devono ridurre di almeno il 50% (dell’80% a partire dal prossimo 1o gennaio) i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione. In realtà, la fascia inferiore del ceto medio viene vieppiù esclusa dal sistema dei sussidi. «Solo le persone con redditi davvero bassi ottengono riduzioni dei premi. Il ceto medio, cioè famiglie con bambini e persone sole, non le ricevono più», ha dichiarato a ‘10 vor 10’ Erika Ziltener, presidente della Federazione delle Associazioni svizzere di difesa dei pazienti.

Stando all’inchiesta della Srf, in Svizzera tra il 2012 e il 2017 163mila persone hanno perso il diritto al sussidio o sono diventate beneficiarie dell’aiuto sociale o di Pc (Ticino: 23’811, pari a un calo del 31%). Circa un terzo degli esclusi dai sussidi sono persone che non possono più contare su un reddito e che quindi sono finite in assistenza o alle Pc. I restanti 100mila, invece, continuano a percepire un (modesto) reddito da un’attività professionale ma si sono visti negare la riduzione dei premi malattia.

Per capire le ragioni di tale evoluzione bisogna fare un salto indietro nel tempo. Fino a dieci anni fa i contributi federali alla riduzione dei premi di cassa malati erano corrisposti in base ai contributi cantonali. Poi la nuova impostazione della perequazione finanziaria (Npc) ha sganciato i primi dai secondi. Dal 2008 il contributo federale è fisso (ammonta al 7,5% dei costi lordi dell’assicurazione di base), viene cioè stanziato indipendentemente da quanto ci mettono i Cantoni. E siccome i costi della salute aumentano di anno in anno, lievita di conseguenza anche la fattura per la Confederazione. Dal canto loro, i Cantoni si sono visti accordare dalla Npc un ampio margine di manovra: possono ormai determinare sia quanto vogliono spendere in sussidi di cassa malati, sia chi ne beneficia.

In pochi si sono fatti pregare. Negli ultimi anni molti Cantoni hanno abbassato la soglia di reddito sotto la quale uno ha diritto a ricevere i sussidi; altri hanno diminuito gli importi versati a titolo di riduzione dei premi di cassa malati. E così, se da un lato le spese della Confederazione hanno continuato a crescere, dall’altro la quota cantonale è man mano diminuita: ancora del 50% nel 2010, nel 2016 era già scesa al 42 per cento.

Alcuni Cantoni continuano a pagare più della Confederazione. Il Ticino è uno di questi: nel 2015 ha ricevuto quasi 100 milioni da Berna e ne ha erogati di tasca sua 164, ovvero il 62,2% del totale dei sussidi versati. Ma l’anno successivo dieci Cantoni hanno finanziato le riduzioni dei premi per meno di un terzo e undici per meno della metà. E molti di loro nel corso degli anni hanno progressivamente ridotto il loro contributo.

La questione è nota. Nella risposta a due postulati della consigliera nazionale Ruth Humbel (Ppd/Ag) e dei Verdi, il Consiglio federale afferma di ritenere “che questo calo della partecipazione di alcuni Cantoni rappresenti un problema per il finanziamento delle riduzioni dei premi”. Il Consiglio nazionale in dicembre ha incaricato il governo di valutare un modello di finanziamento dei sussidi che torni a vincolare la quota federale al contributo cantonale (postulato Humbel). Ha invece respinto la proposta di studiare come si possa migliorare e uniformare la prassi della riduzione dei premi nei Cantoni (postulato dei Verdi).

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