Svizzera
07.12.2018 - 06:000

Soffocati dai premi

Sempre in calo i sussidi di cassa malati versati dai cantoni: cresce l’onere per i meno abbienti

Sono state 2,2 milioni – il 26% della popolazione, ovvero un residente su quattro – le persone che in Svizzera hanno beneficiato di una riduzione individuale dei premi (Rip) di cassa malati nel 2017. Dal 2014, stando all’ultimo ‘monitoraggio’ pubblicato ieri dall’Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), i sussidi dei cantoni sono continuamente diminuiti (cfr. grafico 1). Non è una novità (ne avevamo riferito nell’edizione dell’8 agosto 2018). Meno noto, invece, è il fatto che la Rip contribuisce – nonostante l’onere finanziario medio derivante dai premi per le famiglie sia aumentato (cfr. grafico 4) – a rafforzare il “notevole effetto ridistributivo [dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, meglio conosciuta come Lamal, ndr] a favore delle economie domestiche più sfavorite”.

A beneficiare dei sussidi è stato soprattutto il 30% delle economie domestiche più povere, ha spiegato ieri in una conferenza stampa Helga Portmann dell’Ufsp. Si tratta anche della categoria di popolazione – all’interno della quale prevalgono le famiglie monoparentali – che ricorre maggiormente alle prestazioni mediche a carico della Lamal. Le famiglie più benestanti, per contro, contribuiscono maggiormente alla Rip mediante le imposte e ricorrono meno alle prestazioni mediche dell’assicurazione di base.

Se si va nel dettaglio, il quadro assume tinte fosche. Il sistema di sussidi è applicato in modo diverso da un cantone all’altro. Le spese pro capite variano dai 372 franchi di Nidvaldo ai 991 di Basilea Città: la percentuale di beneficiari si situa tra il 19% di Lucerna e il 35% di Sciaffusa (Ticino: 31%). In media, i cantoni si assumono il 42% dei costi, una cifra in calo di poco più del 2% rispetto al 2014 e di quasi il 9% rispetto al 2010. La Rip più elevata è quella del Cantone dei Grigioni, seguita da Zugo, Ticino, Vaud e Basilea Città. La Rip più bassa si registra invece nel Cantone di Appenzello Interno.
Il rapporto evidenzia che gli importi versati a titolo di sussidio di cassa malati aumentano meno rapidamente dei premi. Risultato: l’onere dei premi pesa sempre di più sul budget dei nuclei familiari di condizioni economiche modeste, in particolare quelli con figli (cfr. grafico 4).

Nel 2017, ha rilevato Portmann, l’assicurazione malattie incideva in media sul 14% del reddito disponibile di tutte le economie domestiche e di tutti i cantoni, mentre nel 2014 sul 12% (anche qui, se si va nel dettaglio dei modelli di famiglia e dei singoli cantoni, le differenze sono significative). L’onere minore è registrato nel Cantone di Zugo (7%), quello più elevato nei Cantoni del Giura e di Basilea Campagna (18%).
La questione ha investito la politica. Il Ps ha appena lanciato un’iniziativa popolare che chiede di fissare i premi Lamal a massimo il 10% del reddito a disposizione delle famiglie. Altra richiesta: armonizzare il sistema di Rip a livello nazionale e stabilire una ripartizione equa del finanziamento di tali sussidi tra la Confederazione (due terzi) e i cantoni.

Anche il Parlamento se ne sta occupando. In risposta a un postulato della consigliera nazionale Ruth Humbel (Ppd/Ag), il Consiglio federale afferma di ritenere “che questo calo della partecipazione di alcuni cantoni rappresenti un problema per il finanziamento delle riduzioni dei premi”. Il Nazionale un anno fa ha incaricato il governo di valutare un modello di finanziamento dei sussidi che torni a vincolare la quota federale al contributo cantonale.

Lo scorso agosto, un’inchiesta della trasmissione ‘10 vor 10’ della Srf aveva reso per la prima volta evidenti le conseguenze del disimpegno cantonale in quest’ambito: tra il 2012 e il 2017 in Svizzera quasi un beneficiario su sette appartenente al ceto medio ha perso il diritto al sussidio o è diventato beneficiario dell’aiuto sociale o di prestazioni complementari (Pc). “Una bomba a orologeria sociale e politica”: in questi termini Felix Schneuwly di Comparis aveva definito, in un’intervista al ‘Tages-Anzeiger’, la tendenza che vede molti cantoni risparmiare sui sussidi di cassa malati mentre i premi, anno dopo anno, non cessano di aumentare.

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