L'Us Open 2026 passerà alla storia per il numero più alto di sempre di partite finite ben oltre la mezzanotte (non senza sollevare pareri critici)

L'edizione 2026 dell'Us Open verrà ricordata come quella... delle ore piccole. Mai come quest'anno infatti l'ultimo appuntamento del poker di Major distribuiti sull'arco della stagione è stato caratterizzato da incontri cominciati quando la mezzanotte era già scoccata da un po’ o protrattisi fino alle prime ore del mattino.
Nemmeno Venus Williams aveva mai vissuto una situazione analoga nei suoi 32 anni di carriera tennistica. Per il suo incontro del primo turno a questo Us Open, la leggenda a stelle e strisce del tennis era dovuta scendere in campo 13 minuti dopo mezzanotte: mai prima d’ora una partita del torneo del Grande Slam di New York era iniziata così tardi. «Non è l’ideale, avrei preferito che fosse andata diversamente», aveva brontolato la 46enne dopo la partita, durata fino alle 2.01.
Questo episodio, che si è verificato nella giornata inaugurale, è emblematico di una tendenza: solo nella prima settimana del torneo, tre incontri si sono conclusi dopo le 2 del mattino. Un numero mai registrato prima. Altri due sono andati avanti fino a dopo l’una. «La città che non dorme mai sta esagerando quest’anno», ha scritto l’agenzia di stampa Ap. Il dibattito sul senso e l’insensatezza dell’attuale formato delle cosiddette ‘Nightsession’ si è così riacceso. Alimentato anche da voci di un certo spessore nel mondo del tennis.
La serata tennistica agli Us Open inizia all’Arthur Ashe Stadium alle 19 ora locale. E propone due partite una dopo l’altra, di solito una femminile e una maschile. Anche nel secondo stadio più grande del torneo, il Louis Armstrong Stadium, il menu serale della prima settimana del torneo contempla due partite.
Le leggende di questo sport osservano la tendenza con preoccupazione. «Non è sostenibile», ha scritto Martina Navratilova su X in riferimento a un elenco degli orari tardivi delle partite. E Boris Becker ha postato: «È semplicemente troppo tardi per giocare a tennis. Dimmi un altro sport in cui succede una cosa del genere?!?».
Professionisti come Alexander Zverev, che più volte ha giocato ben oltre la mezzanotte, raccontano di riuscire a riposare solo alle cinque o alle sei del mattino. Questo sconvolge completamente il loro ritmo.
Dopo mezzanotte, l’Arthur Ashe Stadium, con la sua capienza di quasi 24'000 spettatori, può trasformarsi da luogo ricco di atmosfera a un luogo desolato con tribune in gran parte vuote. Gli spettatori si riversano in massa verso la metropolitana o i parcheggi. Persino lei non guarda più le partite in televisione a quell’ora, ha detto Jessica Pegula, numero tre del mondo. «A quell’ora dormo». Dopo la vittoria al secondo turno con un match point trasformato alle 2.15, Zverev ha ringraziato gli spettatori rimasti, «che compensano i 15'000 che se ne sono andati».
Grazie alle sessioni serali, gli organizzatori possono vendere biglietti per lo stesso stadio una seconda volta al giorno. Dopo l’ultima partita pomeridiana, tutti gli spettatori devono lasciare i due stadi principali del torneo, e questo si trasforma in un affare redditizio. Di recente, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti hanno raggiunto i 208 milioni di dollari, pari a un terzo delle entrate annuali complessive della Federazione tennistica statunitense, organizzatrice dell’evento.
Inoltre, programmare una sola partita serale per stadio non è una soluzione praticabile per gli organizzatori di New York. È il modello adottato dal Roland Garros. Ogni anno questo provoca un dibattito sulla parità di genere, poiché a Parigi la sera si disputano quasi esclusivamente partite maschili. Dal 2021, le giocatrici sono scese in campo solo cinque volte in una Nightsession. La direttrice del torneo Amélie Mauresmo giustifica questa scelta con le esigenze del pubblico, sostenendo che le partite femminili, giocate su due set, potrebbero concludersi troppo rapidamente.
Sull'eventualità di anticipare l'inizio della Nightsession, gli organizzatori non vogliono cedere. Per loro, per i newyorkesi che devono spostarsi da Manhattan al Queens, situato a est, nell’ora di punta, risulterebbe assai complicato. «A New York sarebbe una sfida iniziare prima delle 19», ha dichiarato il direttore del torneo Eric Butorac a Espn –. Dal nostro punto di vista, questo è quindi l’orario giusto».
Non la pensa così Martina Navratilova che a Sky Sports non ha fatto tanti giri di parole: «Penso che sia una follia. Bisogna ripensare la sessione serale, che così com’è finisce troppo tardi». Per l'ex campionessa si potrebbe rivedere la programmazione delle Nightsession prevedendo un solo incontro di singolare e un doppio, solitamente più breve. Ma nemmeno questo a tutti gli effetti è garanzia di fine anticipata della giornata, visto che in questa edizione degli Us Open, un doppio di tre ore delle sorelle Williams, Serena e Venus, ha fatto sì che Ben Shelton concludesse la sua partita solo alle 2.07...