TENNIS
Risultati e classifiche
ULTIME NOTIZIE Sport
Hockey
5 ore

L’hockey stravagante di Sankt Moritz ’48

75 anni fa, al termine di una lunga pausa forzata, per ospitare i primi Giochi dopo la pace ritrovata furono scelte la Svizzera e le nevi engadinesi
il dopopartita
11 ore

L’Ambrì espugna Zugo ‘con la testa e con la lotta’

Uno spunto di Heed dopo 14" di overtime regala la decima vittoria da due punti ai suoi. Pestoni: ‘Ora sottovalutare l’Ajoie sarebbe un errore gigantesco’.
IL DOPOPARTITA
11 ore

Lugano in bianco in un martedì nero. ‘Questione di feeling’

Cinque schiaffi nel primo tempo, triste primato di una partita che si spegne subito. Gianinazzi ‘Probabilmente, un domani gestirei la cosa diversamente’
Altri sport
11 ore

Hockey su prato, Lugano promosso in Serie B Indoor

Decisivi i due successi ottenuti contro Grasshopper e Berna al torneo finale di Prima Lega a Zurigo
Hockey
12 ore

Tim Heed regala due punti d’oro all’Ambrì Piotta

Ottima prestazione dei leventinesi a Zugo: la sfida ha premiato la truppa di Cereda, vittoriosa 3-2 dopo l’overtime
Hockey
12 ore

Nuovo tonfo del Lugano, gode il Friborgo

Dolorosa sconfitta per la truppa di Luca Gianinazzi: ospiti padroni totali alla Cornèr Arena e vincenti per 6-1, con cinque gol nei primi 20’.
Unihockey
15 ore

Ticino fermato dal Kloten

I bellinzonesi, sconfitti in casa dai Jets 7-3, chiudono settimi in classifica e sfideranno nei playoff l’Ad Astra
sci nordico
16 ore

Campionati regionali, vince un... varesino

Fra le donne successo di Manuela Leonardi di Bedretto, fra le ragazze vince Anna Pronzini e fra i ragazzi Levin Arduser
Basket
16 ore

Nancy Fora: ‘Importante la cultura del lavoro’

La cestista ticinese spiega i segreti dei successi dell’Elfic Friborgo, squadra che in Svizzera non ha praticamente rivali
Basket
17 ore

Mercoledì di nuovo in campo Lugano e Massagno

La Sam vincitrice della Coppa di Lega ospita il Neuchatel, mentre i Tigers ricevono il Vevey forse privo di Sefolosha
Tennis
17 ore

Golubic subito sconfitta a Lione

Ancora a secco di successi in un tabellone principale nel 2023 la trentenne tennista rossocrociata
Tennis
1 gior

Djokovic più forte di tutti e di tutto

Il serbo ha conquistato l’Open australiano mostrando, oltre a una netta superiorità tecnica, pure una forza mentale impressionante
Calcio
1 gior

Gattuso lascia il Valencia

Il campione del mondo 2006, 14° in classifica nel campionato spagnolo, se ne va in accordo col club
Hockey
1 gior

Addio a Bobby Hull

Una delle leggende della Nhl - e dei Chicago Blackhawks - si è spenta lunedì a 84 anni
Calcio
1 gior

‘Situazione difficile, aiuteremo i giocatori’

Dopo il fallimento del Fc Chiasso, i sindacati hanno incontrato i calciatori e hanno spiegato loro come muoversi per far valere i propri diritti
L’ANGOLO DELLE BOCCE
1 gior

Ad Anna Giamboni la prima gara del circuito femminile 2023

A Dietikon, l’esponente della Gerla ha superato in finale la bleniese Lorella Ferrari con il punteggio di 12-2
CROSS
1 gior

Roberto Delorenzi vince a Moghegno

La prova generale dei Campionati svizzeri di cross 2024 nobilitata dalla presenza di alcuni talenti confederati protagonisti delle prove di Cross Cup
SCI ALPINO
1 gior

Diciannove nomi nella selezione rossocrociata per i Mondiali

Rimangono liberi cinque posti che verranno assegnati dopo lo slalom maschile di sabato a Chamonix
Tennis
laR
 
30.01.2022 - 22:15
Aggiornamento: 31.01.2022 - 20:21

Grazie Rafa, il tennis si inchina lo sport ti è grato

Nadal a quota 21 Slam, tutti gli altri inseguono. Compresi Federer e Djokovic. Il maiorchino: ‘Una delle partite più emozionanti della carriera’

grazie-rafa-il-tennis-si-inchina-lo-sport-ti-e-grato
+1

Il tennis ha il suo re. O meglio, a ben vedere ne avrebbe tre, tutti legittimi. Tuttavia è d’obbligo riconoscere a Nadal il titolo di imperatore. Del resto, il 21esimo Slam, uno in più dei colleghi con l’aiuto dei quali ha riscritto la storia del tennis nell’ultimo ventennio (con ancora qualche parolina da dire, perché mica è finita qua) deve pur elevare oltre lo stato di sovrano della disciplina. Altrimenti perché tanta brama nel volerlo conquistare, se poi non facesse la differenza? Che poi, questo agognato Slam in più, in definitiva era un assillo solo per Djokovic. Un titolo al quale il serbo ha consacrato almeno le due ultime stagioni, sfiorando il clamoroso Golden Slam, il non meno sensazionale Grande Slam, salvo ritrovarsi con quel doloroso senso di incompiuta, vittima della pressione eccessiva di cui si era fatto carico. Per Federer si può semmai parlare di occasioni sprecate. Celeberrima, quella di Londra nel 2019, con l’incredibile e a suo modo storica sconfitta contro Novak con due matchball, servizio a favore e vittoria in mano nel torneo che più ama. Così, è Rafa ad avercela fatta per primo. E non si dica che è il terzo che gode tra due litiganti, giacché la lotta ha sempre coinvolto tutti e tre. Non lo si pensava capace di riuscirci a Melbourne, il torneo che in passato non gli ha regalato troppe soddisfazioni (una sola vittoria, nel 2009, quattro finali perse qualche amarezza qua e là). Si è ripreso sul Centrale più improbabile quanto gli era stato portato via proprio da uno dei suoi grandi rivali - Djokovic - a Parigi la scorsa primavera. Il serbo allora si macchiò del reato di violazione di domicilio, esattamente come con Federer a Londra. Fu al Roland Garros che Nole gettò le basi per l’impresa clamorosa del Golden, poi Grande Slam, svanita. Fu sul “rosso” così gradito a Rafa che interruppe la serie di trionfi del maiorchino, fermo alla spaventosa cifra di tredici vittorie. Da quella delusione cocente che lo costrinse a rinviare l’appuntamento con il 21esimo “major", alla straordinaria affermazione di Melbourne, dove e quando meno te lo aspetti. In fondo, ancor più bello così, no? Djokovic inflisse una ferita profonda a Federer a Londra il 14 luglio, giorno della festa nazionale francese. Lo stesso serbo due anni dopo inflisse una mazzata in semifinale a Nadal in terra consacrata parigina. Medvedev poi lo privò del Grande Slam a New York. Lo stesso russo si è però inchinato a Nadal a Melbourne, consegnando Rafa alla leggenda prima degli altri. Intrecci intrisi di lacrime, di gioia e di dolore.

Come Novak, come Roger

Come Djokovic - ma lui stesso quanto volte già ci era riuscito? Tante - Nadal ha vinto in rimonta, tornando da lontano. Come Federer nel 2017, ha centrato l’obiettivo più grosso tornano da molto lontano. Dal timore di non può farcela, dall’ennesimo infortunio, dai dubbi di che deve fare i conti con gli strapazzi di una carriera impostata sulla forza, a scapito di un fisico giocoforza logorato. Come Djokovic, come Federer… Similitudini e accostamenti che la dicono lunga, sull’impresa. Sulla quale si sono espressi entrambi. “Congratulazioni al mio amico e grande rivale per il 21esimo Slam della carriera. Pochi mesi fa parlavamo del fatto che entrambi eravamo in stampelle. Mai sottovalutare un grande campione. La tua incredibile etica del lavoro, la tua dedizione e il tuo spirito combattivo sono un’ispirazione per me e per moltissime altre persone. Sono orgoglioso di condividere questa era con te e onorato di aver avuto un ruolo nel migliorarti sempre di più, lo stesso hai fatto tu con me negli ultimi 18 anni». Firmato Federer, sinceramente ammirato, addirittura riconoscente. «Congratulazioni per il 21esimo Slam. Risultato straordinario. Lo spirito combattivo è sempre impressionante e ha prevalso un’altra volta», ha ricordato il numero uno al mondo, il grande assente che probabilmente non troverà di grande consolazione che il trono mondiale è ancora suo per qualche settimana.

‘Per sempre nel cuore’

«Questo trofeo resterà sempre nel mio cuore - ha spiegato Rafa cercando di tradurre in parole un sentimento complicato da esternare, tanto è coinvolgente -. È incredibile, un mese e mezzo fa non sapevo nemmeno se avrei potuto prendere parte al torneo, e invece mi trovo per le mani il trofeo. Non avete idea di quale lavoro sia alla base di questo risultato. Questa finale è una delle partite emotivamente più intense della mia carriera», ha poi aggiunto in lacrime, in preda alla commozione di chi sa dare il giusto significato all’ennesima “follia” - la 90esima finale vinta - proprio perché sa misurarne l’ampiezza e sa cosa ha dovuto investire per ottenerla.

Nadal, Federer, Djokovic… Tre nomi per sempre uniti nella storia dello sport, ben oltre quella della nicchia del tennis. Un circolo di eletti dal quale si stacca, elevandosi una tacca sopra gli altri, quello di Rafael Nadal da Manacor.

Finché ci sono, ce li godiamo

Più di Djokovic, ma come Federer, Nadal è trasversale, la forza del suo tennis è pari alla genuinità della sua persona. Ne consegue che il suo trionfo fa l’unanimità. Vuoi perché vi è la pennellata di romanticismo quale coronamento di una storia di sport segnata da lacrime, sacrifici, dubbi e proposito di ritiro; vuoi perché premia uno sportivo amato a tutto tondo, anche da chi fa il tifo sincero per uno degli altri colleghi. Vuoi, infine, perché tiene gli appassionati della racchetta aggrappati al sogno - non più solo un’illusione, a questo punto - di un tennis in cui Nadal, Federer e Djokovic hanno ancora qualcosa da dire. Già, perché possiamo ammirare Medvedev, che tanto ha già vinto e tanto altro vincerà, aspettare Sinner che forse sfonderà, applaudire Zverev, rimpiangere Wawrinka, credere in Tsitsipas, adorare Kyrgios e tutti i matti come lui, ma senza quei tre - 36, 41 e 35 anni - non sarà mai più la stessa cosa. Tale consapevolezza è ovvia. Sapere che ancora non è il momento di arrendersi a tale evidenza è rassicurante, per chi ama il tennis e, in tutti questi anni, è stato abituato molto bene. Troppo bene, forse.

Grazie Rafa, il tennis si inchina, lo sport ti è grato.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved