L'indimenticato urano, uno dei migliori combinatisti della sua epoca, si è spento a 78 anni nella sua casa di Lenz, dove si era trasferito con la moglie

Era considerato probabilmente il migliori combinatista della sua era, e si è spento sabato all’età di 78 anni, pur se l’agenzia Ats ne ha dato notizia soltanto ieri, dopo aver ricevuto conferma da suo figlio, Harry. Persona molto amata, sia come atleta, sia come uomo – anche dai suoi rivali – l’urano era considerato l’allrounder per eccellenza. Del resto, tre delle sue quattro vittorie in Coppa del mondo le ottenne in combinata, anche sulle prestigiosi nevi di Kitzbühel e Wengen.
Tresch è stato uno dei più celebri sportivi del canton Uri, e salì per la prima volta sul gradino più alto del podio nel gennaio del 1971 in occasione della libera di St. Moritz, gara sostitutiva della discesa del Lauberhorn che venne annullata per mancanza di neve. In Engadina Tresch s’impose nonostante fosse sceso con un pettorale alto, il 39, chiudendo con otto centesimi di vantaggio sul suo amico Bernhard Russi, che ormai era già stato immortalato dai fotografi come se fosse lui il vincitore. In carriera, Tresch vanta podi in tutte e tre le discipline individuali, e ai Giochi Olimpici del 1972, a Sapporo, si classificò secondo nella combinata, alle spalle di Gustavo Thöni. Tuttavia, Tresch non ricevette alcuna medaglia, poiché all’epoca la combinata olimpica serviva unicamente per decretare il campione mondiale della disciplina.
Tresch rimase legato allo sci anche una volta conclusa la carriera, in particolare lavorando per l’azienda tedesca Völkl, dove ebbe un ruolo nel management per tre decenni. L’ultima parte della sua vita, l’ex campione di sci che adorava giocare a golf la trascorse a Lenz, nei Grigioni, dove in passato aveva acquistato una casa di vacanza, e dove si era trasferito da Attinghausen una dozzina di anni prima, in compagnia di sua moglie Rita.