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08.12.2022 - 19:49
Aggiornamento: 20:20

Messi: ‘I tifosi ci danno la carica’

La Pulce ricorda l’importanza dei supporter alla vigilia del quarto di finale contro l’Olanda

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Gauchos e Tulipani si affronteranno venerdì sera alle 20 nel loro sesto scontro diretto nella storia dei Mondiali. In palio c’è l’accesso alle semifinali e, al contrario di quanto accade per Croazia-Brasile – dove i sudamericani partono nettamente favoriti –, in questo caso è davvero difficile avanzare pronostici. Sia olandesi sia argentini, infatti, paiono ormai in grande forma dopo un inizio di torneo non troppo brillante. Fari puntati ovviamente su Lionel Messi, star assoluta di una selezione albiceleste che mai come quest’anno pare intenzionata a conquistare finalmente il suo terzo titolo iridato, dopo quelli messi in bacheca nel 1978 (in casa) e nel 1986 (nel secondo Mondiale messicano), quando un certo Diego Maradona quasi da solo trascinò la squadra e il Paese intero verso il trionfo. Un exploit che tutta l’Argentina oggi si aspetta di rivedere e di rivivere grazie al suo uomo dei record. Goleador, capitano, leader e prestigiatore: enormi sono le aspettative che gravano sulle spalle della Pulce. I tifosi argentini, di gran lunga i più numerosi ad aver affrontato la trasferta qatariota, hanno infatti grandissima fiducia nei poteri taumaturgici del sette volte Pallone d’oro. «Coi nostri supporter viviamo sensazioni incredibili», ha detto lo stesso Messi. «Poter condividere la nostra gioia con tutta questa gente – che ha fatto sacrifici per venire quaggiù in Qatar – per noi è un grande privilegio. I tifosi ci danno energia, ci trasmettono tutta la loro passione». A impressionare nelle prima gare disputate – e dunque a far ben sperare il popolo argentino – non sono stati solo i gol messi a segno da Leo, ma anche la personalità mostrata dal numero 10, la precisione nelle giocate, la sua capacità di dettare il ritmo dall’inizio alla fine e di indicare la strada ai meno esperti e ai più emozionati fra i suoi compagni.

Sul fronte olandese, le speranze – oltre che su una certa facilità nell’andare a bersaglio (già 8 i gol segnati) e su una buona tenuta difensiva (solo 2 le reti subite) – poggiano in gran parte sul pieno recupero di Memphis Depay, l’uomo di maggior classe, la cui condizione è andata sensibilmente migliorando col susseguirsi delle partite. L’ultimo precedente iridato fra Oranje e argentini risale al 2014, quando i sudamericani eliminarono i Paesi Bassi in semifinale ai calci di rigore: 4-2 il risultato, dopo che i 120’ di gioco si erano chiusi sullo 0-0. Nel computo totale, c’è perfetta parità nelle sfide dirette: due successi ciascuno e un incontro terminato in parità.

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