Calcio

Usa: Bad Bunny trionfa al Super Bowl e fa infuriare Trump

9 febbraio 2026
|

Bad Bunny trionfa al Super Bowl e manda Donald Trump su tutte le furie con un half time sottilmente politico e interamente in spagnolo.

"Non rappresenta i nostri standard. E' uno schiaffo agli Usa", ha tuonato il presidente da Mar-a-Lago, per nulla incantato dall'intervallo in cui il sei volte premio Grammy (tre una settimana fa, tra cui Best Album) ha portato sul palco Lady Gaga, Ricky Martin e un "piccolo Liam Ramos", un bambino somigliante al piccolo ecuadoriano che Trump ha fatto arrestare all'uscita di scuola a Minneapolis, deportato in Texas e ora vorrebbe rispedire in patria in una saga ancora lontana dalla conclusione.

L'occasione era la finalissima di football, l'appuntamento annuale con i giganti della palla ovale che per gli Stati Uniti è una grande festa laica. In un match senza storia, i Seahawks di Seattle hanno umiliato 29 a 13 i Patriots facendo sfumare il sogno della squadra di Boston di tornare all'era di Tom Brady. E' stato però grazie a Bad Bunny che per l'evento trasmesso dalla Nbc dal Levi's Stadium di Santa Clara c'è stato record di audience.

El Conejo Malo, come lo chiamano a sud del Rio Grande, l'anno scorso aveva interrotto i concerti negli Usa per non esporre i fan alle minacce dell'Ice; stavolta ha recitato i nomi di tutti gli Stati delle Americhe più Usa e Canada in un messaggio di unità del continente: "Assieme siamo l'America, l'unica cosa più potente dell'odio è l'amore".

Solo Donald Trump poteva offendersi: "lo show più brutto di sempre, uno schiaffo in faccia all'America. Nessuno capisce una parola e il ballo è disgustoso soprattutto per i bambini", ha sparato a zero il capo della Casa Bianca che ha seguito il match da Mar-a-Lago avendo scelto di disertare lo stadio "per la lontananza" dalla West Coast, ma anche per la scelta della Nfl di assegnare l'half time a un cittadino americano che canta in spagnolo.

Trump ha seguito in streaming il concerto pro-Maga messo in piedi da Turning Point Usa con l'attempato rocker Kid Rock: un medley di "golden oldies" e musica country per sei milioni sintonizzati sul sito della organizzazione di Charlie Kirk, mentre almeno 135 milioni, secondo la Cbs, avrebbero visto l'half time di Bad Bunny, due milioni in più del record del rapper Kendrick Lamar nel 2025.

Tra esuberanza musicale e attivismo politico, Bad Bunny ha ricreato allo stadio l'estetica della sua isola tra campi di canne da zucchero - un tempo fonte di ricchezza e ora di sfruttamento - e stand di tacos e piragua (la grattachecca portoricana). In questo villaggio a metà tra Porto Rico e New York hanno cantato e ballato sul tetto di una tipica "casita" portoricana star come Lady Gaga, Ricky Martin, Cardi B, Pedro Pascal e Jessica Alba, ma anche persone prese dalla vita reale come Tonita, la matriarca di uno degli ultimi social club portoricani di Brooklyn a cui fa riferimento il track NuevaYol dall'ultimo album Debi Tirar Mas Fotos.

A un attore bambino di questo immaginario 'barrio' il cantante ha consegnato il grammofono d'oro dei Grammy: un omaggio al piccolo Liam, o forse un passaggio di testimone, l'invito a inseguire i sogni come faceva lui quando da piccolo imbustava la spesa a Vega Baja.

"Nessuno ha capito cosa diceva", ha attaccato Trump che a marzo ha imposto l'inglese come lingua nazionale. Bad Bunny, attraverso il simbolismo, si è fatto capire comunque: ha trasmesso agli spettatori valori "all american" - famiglia, matrimonio - con una coppia di fidanzati che si sono sposati davvero davanti agli spettatori dello stadio. L'half time in spagnolo ha tradito l'interesse della Nfl ad allargare l'audience oltre i confini Usa anche se la reazione di Trump e dei conservatori dimostra che all'America Maga non va di condividere il Super Bowl col resto del mondo.