07.02.2022 - 09:03
Aggiornamento: 16:19

Straordinaria seconda manche: Lara Gut-Behrami è di bronzo

La ticinese rimonta diverse posizioni e finisce terza nel gigante olimpico. A livello nazionale. Dietro Sara Hector e Federica Brignone

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Keystone
Seconda medaglia olimpica per lei

Mai sottovalutare il cuore di una campionessa. E quel cuore, Lara Gut-Behrami ce l’ha messo tutto nella seconda manche di un gigante che ha tenuto a battesimo le gare di sci alpino al femminile alle Olimpiadi di Pechino. La scelta di prendersi una pausa prima dei Giochi si è dunque rivelata pagante per la sciatrice di Comano, che si è messa al collo la sua seconda medaglia olimpica dopo il bronzo conquistato nella discesa libera otto anni prima. Bronzo anche stavolta, alle spalle dell’inarrivabile svedese Sara Hector e dell’italiana Federica Brignone.

Dopo una prima manche che l’aveva vista chiudere piuttosto attardata, con un ritardo di 1”50, nei confronti di Sara Hector (leader della classifica di specialità in Coppa del mondo grazie ai suoi cinque podi consecutivi), la ticinese nella seconda prova ha dato il tutto per tutto, rimontando posizioni su posizioni grazie al miglior tempo assoluto di manche. E se non fosse stato per una evidente sbavatura nelle primissime porte, forse la medaglia avrebbe anche potuto essere di un altro metallo. Forse non sarebbe stato l’oro, visto che alla fine il passivo nei confronti della svedese è stato di 72 centesimi, ma l’argento sarebbe sicuramente stato alla sua portata.

Più attardate hanno chiuso le altre rossocrociate: nona Wendy Holdener, decima Michelle Gisin e sedicesima Camille Rast.

In generale, la gara si è rivelata piuttosto ostica per le favorite. Soprattutto la prima manche, che si è rivelata fatale per la campionessa olimpica uscente Mikaela Shiffrin, bocciata sul muro. Destino analogo pure per la detentrice della coppetta di specialità Marta Bassino. Petra Vlhova, dal canto suo, non ha conosciuto lo smacco dell’eliminazione, ma non è nemmeno riuscita a trovare il ritmo ideale in nessuna delle due manche, e ha finito per doversi accontentare della quattordicesima posizione finale. Da annotare pure la brutta caduta di cui è stata vittima Nina O’Brien in prossimità del traguardo finale della seconda manche.

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