Ai Mondiali 2025 la prima top 10 in un grande evento. Poi però il lucernese si era un po' perso, prima di tornare, col botto, lunedì a Predazzo

Nessuno si aspettava questa medaglia, nemmeno lo stesso Gregor Deschwanden. Con il bronzo conquistato sul trampolino di Predazzo, il lucernese segue le orme di Walter Steiner e Simon Ammann.
Ai Giochi contano solo le medaglie e nient'altro. Ma per Gregor Deschwanden sembrava essere diverso. Lunedì a mezzogiorno si è recato al trampolino di Predazzo senza portare con sé i vestiti che avrebbe dovuto indossare per l'eventuale cerimonia di premiazione.
«Pensavo che avrei terminato lontano dai migliori», ha confessato in tarda serata in un'intervista con la Srf, ancora incredulo ma molto soddisfatto del suo risultato. Poi è arrivato il salto di prova e il 34enne navigato saltatore ha avuto un'illuminazione: «Col senno di poi è facile dirlo, ovviamente. Ma dopo il salto di prova ho capito che avrei anche potuto ambire a qualcosa in più».
Da tempo si sapeva che il lucernese aveva buone basi. Ha sempre lavorato con perseveranza, ma è stato (troppo) raramente ricompensato per la sua meticolosità e il suo duro lavoro. La medaglia di bronzo che lunedì si è messo al collo non arriva quindi dal nulla, ma il tempismo è comunque molto sorprendente.
Deschwanden ha convinto soprattutto per la sua costanza. Ora conta sei podi in Coppa del mondo in quindici stagioni, ma è solo durante i Mondiali 2025 che è entrato nella top 10 di un grande evento. Quest'inverno, tuttavia, ha subìto un netto calo, mancando ben sette volte il secondo turno. Fino alla sua redenzione a Predazzo.
Gregor Deschwanden ha colpito subito, con un primo salto di 106 metri che ha stabilito il record sul trampolino completamente rinnovato situato in fondo alla Val di Fiemme. «Un salto del genere ti fa guadagnare qualche centimetro per la seconda manche e ti dà fiducia». Il lucernese, ovviamente raggiante dopo la gara, ha guadagnato ancora un metro e tre posizioni, chiudendo infine al terzo posto a pari merito con il giapponese Ren Nikkaido. «A volte ci vuole un po' di fortuna», ha aggiunto con sincerità. «Sono felicissimo che sia stato il mio giorno fortunato».
Ma il lucernese, modesto e con i piedi per terra, si è meritato questa fortuna. Entra così in un circolo molto ristretto: prima di lui, solo Walter Steiner (argento nel 1972 a Sapporo) e Simon Ammann, il talentuoso doppio vincitore da grande e piccolo trampolino (2002 e 2010), sono saliti sul podio olimpico per la Svizzera.
E nel salto con gli sci, spesso il successo si ripete una volta che è iniziato. È quindi perfettamente immaginabile che Gregor Deschwanden realizzi una nuova impresa sabato sul grande trampolino. Ma, prima di allora, avrà avuto il tempo di festeggiare la sua medaglia come si deve.