I diversi casi segnalati emersi negli scorsi giorni tra i premiati sarebbero da ricondurre a un'anomalia al sistema di sicurezza antisoffocamento

Dietro i casi di medaglie danneggiate emersi a Milano-Cortina non ci sarebbe un difetto del metallo o della lavorazione, bensì un problema tecnico legato al cordino. Secondo quanto appreso da Adnkronos, l’anomalia riguarda infatti il sistema di sicurezza antisoffocamento previsto dagli standard internazionali: in alcune circostanze il laccio si è sganciato dalla medaglia, causando la rottura. “Di fatto il problema, nelle 2-3 situazioni emerse (fra cui quella d'oro finita collo di Johnson nella discesa femminile), non è la medaglia ma il cordino”, viene spiegato dalle fonti.
Sulla vicenda è intervenuta la Zecca di Stato italiana, responsabile della produzione, che ha individuato una soluzione tecnica. Già da martedì alcuni tecnici sono presenti nelle sedi di gara per applicare un secondo dispositivo di sicurezza, mentre le medaglie danneggiate verranno riparate. Il comitato organizzatore di Milano-Cortina 2026 ha fatto sapere di aver approfondito immediatamente la questione in stretto coordinamento con la Zecca e di aver già implementato un intervento mirato.
Le atlete e gli atleti le cui medaglie risultassero interessate sono invitati a riconsegnarle attraverso i canali appropriati per consentirne la riparazione o la sostituzione. Milano-Cortina 2026 conferma infine l’impegno a garantire che le medaglie, simbolo del traguardo più alto nel percorso di ogni atleta, rispondano ai più elevati standard di qualità e attenzione.