Nemmeno la terza è la volta buona per gli uomini di Jan Cadieux, sconfitti anche nell'ultimo impegno della tappa finlandese dell'Euro Hockey Tour

Nei minuti iniziali la Svizzera sembra soffrire la fisicità della selezione di Zdenek Motak, che quando si installa nel settore offensivo, fa girare il puck con mestiere, producendo diverse opportunità in rapida successione. Ma Aeschlimann, tornato titolare fra i pali, quelle volte che è chiamato in causa, non capitola. A capitolare, per contro, è il suo dirimpettaio Frodl sulla conclusione di Simic poco prima di metà primo tempo, dopo una veloce ripartenza di Derungs. Per la prima volta in tre partite, è dunque la Svizzera a spezzare l’equilibrio iniziale. A due minuti scarsi dalla prima pausa arriva anche il raddoppio: lo firma Schwendeler, al suo primo gol in rossocrociato, aiutandosi con la sponda involontaria del gambale del portiere ceco. Si chiude così con la Svizzera in doppio vantaggio una prima frazione in cui gli uomini di Cadieux a centro pista denotano ancora qualche sbavatura di troppo, a immagine dei diversi dischi persi in fase di transizione, che aprono pericolose strade agli attaccanti avversari.
Come già contro la Finlandia giovedì e contro la Svezia sabato, anche stavolta dopo la prima pausa la Svizzera si presenta in pista con le idee più chiare e, soprattutto, con un gioco più preciso. Malgrado ciò, però, sono gli avversari ad andare a bersaglio, riducendo lo scarto con Kunc, marcato forse un po’ troppo largo da Streule sul centro di Pavlik. Un gol che risveglia dal torpore i cechi, che si ridestano di colpo mettendo alle strette gli elvetici per tutto il resto della frazione centrale, costringendoli a stringere i denti per preservare il vantaggio, affidandosi anche agli interventi di Aeschlimann, come pure a una buona dose di fortuna e, in un’occasione, a una provvidenziale ‘spazzata’ di Streule. E dopo tanto martellare, e pure un palo colpito da Spacek, arriva anche il gol del pareggio, che trova Zabransky con una bordata dalla media distanza. Tutto da rifare, a partire dal terzo tempo, visto che il periodo centrale si chiude su quel parziale maturato al 36’36”.
Ancora una volta, a partire meglio nel terzo tempo è la Svizzera, ma ancora una volta, poi, gradualmente esce la selezione di Motak, la quale, approfittando di uno sbilanciamento della difesa rossocrociata (e in particolare di Dionicio) trova il punto del sorpasso con Kovarcik al 50’53”. A due minuti dalla terza sirena, Cadieux richiama in panchina Aeschlimann per buttare nella mischia un sesto uomo di movimento, mossa che però finisce col dare alla Cechia il punto del definitivo 4-2 grazie a un rilancio di Sustr direttamente dal suo settore difensivo.