Hockey

È una sconfitta, come prevedibile: la Svizzera cede alla distanza

Nell’esordio iridato rossocrociate battute dalla corazzata statunitense, ma fino a metà confronto riescono a offrire una buona prestazione

È una sconfitta, come prevedibile: la Svizzera cede alla distanza
(Keystone)
6 novembre 2026
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Reduce dalla splendida medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Milano-Cortina, la Svizzera intende confermarsi fra le migliori nazioni del mondo pure in una rinnovata (complice la formula, che prevede due gironi da cinque squadre più equilibrati) rassegna iridata. Non è comunque sicuramente l’esordio contro la corazzata statunitense che può delineare l’effettiva caratura della rosa, priva di capitan Lara Stalder, e fin dove può arrivare in Danimarca. Le campionesse mondiali e olimpiche in carica sono infatti di tutt’altra pasta, che soltanto il Canada riesce a ricalcare. Tant’è che la squadra di Shannon Miller era conscia di ritrovarsi di fronte un composto duro, impossibile o quasi da stendere.

Fino a metà confronto, tuttavia, ha fornito una buona prestazione: attente in difesa, le rossocrociate hanno addirittura cercato temerariamente di mettere il muso in zona offensiva. «Nelle battute iniziali siamo rimaste compatte, poi abbiamo concesso troppi spazi», ha commentato Rahel Enzler ai microfoni di Srf. Peccato inoltre che nel periodo inaugurale la Svizzera non abbia sfruttato quattro minuti (quasi consecutivi) in superiorità numerica. Non era scontato contro le americane, che in diciannove incontri fra Mondiali e Olimpiadi non sono mai state battute dalla nostra selezione.

Domenica c’è la Cechia, terza nel ranking e capace in entrata di torneo di superare 4-1 l’Austria, e quel doloroso 7-0 subìto nei quarti di finale dell’ultima rassegna da riscattare. Saranno però verosimilmente i match contro Germania e, appunto, Austria (neopromossa) a sancire o meno il passaggio del turno. Due trionfi sono tassativi per chiudere almeno in terza posizione il girone, evitando in questo modo il sempre ostico Canada e aumentando così le chance di conquistare una medaglia che manca ormai da quattordici anni.

Svizzera - Stati Uniti (0-1 0-2 0-4) 0-7
Reti:
9’01” Bilka (Fox) 0-1, 23’44” O’Brien (Eden, Harvey) 0-2, 32’56” Edwards (Harvey, O’Brien/esp. Wey) 0-3, 41’11” Bilka (Murphy, Fox) 0-4, 46’40“ Simms (Harvey, Eden) 0-5, 49’38” Knight (Pannek) 0-6, 59’06" Edwards (Carpenter, Janecke) 0-7.
Svizzera: Brändli; Vallario, Rossel; Mériguet; Nina Harju; Wetli, Baechler; Frey, Tenenbaum; Zimmermann, Wey, Alina Müller; Enzler, Leemann, Herzig; Marti, Balzer, Norina Müller; Nora Harju, Waser, Leibundgut.
Stati Uniti: Frankel; Keller, Edwards; Harvey, Winn; Stecklein, Barnes; Guilday; Bilka, Fox, Murphy; Janecke, Dunne, Carpenter; Pannek, Scamurra, Knight; Eden, Simms, O’Brien; Compher.
Arbitri: Berezowski (Can), Neary (Can); Fischer (Ger), Thomson (Can).
Note: 727 spettatori. Penalità: 1 x 2’ contro la Svizzera; 3 x 2’ contro gli Stati Uniti. Al 49’38" timeout chiesto dalla Svizzera.

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