Hockey

Niente rivincita: a fare festa è ancora la Finlandia

A Helsinki, la Svizzera esce sconfitta nel primo faccia a faccia dopo la finale mondiale di Zurigo

Niente rivincita: a fare festa è ancora la Finlandia
Kurashev alle prese con Pakarinen
(Keystone)
5 novembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

La Finlandia resta indigesta alla Svizzera. Uscita sconfitta dal ghiaccio di Helsinki al termine di una partita dal sapore di rivincita della finale mondiale della scorsa primavera e che i rossocrociati iniziano sotto tono ma che finiscono in netto crescendo.

A ricordare a Jan Cadieux e ai suoi uomini quella maledetta finale di Zurigo ci pensa la cerimonia di apertura della prima tappa dell'Euro Hockey Tour, quando, con sottofondo di un quartetto d’archi, lo stendardo commemorativo dell’impresa della nazionale finlandese viene issato sotto le volte della Vekkaus Arena di Helsinki. E c’è lei, la coppa, l’oggetto del desiderio che ancora una volta la scorsa primavera si è negato ai rossocrociati. Un tuffo nel passato e un colpo al cuore per i rossocrociati. E non è che le cose comincino con il piede giusto nemmeno nella capitale finlandese. A imbastire le prime trame offensive di un certo peso sono infatti gli uomini di Pennanen, i quali dopo nemmeno sei minuti di gioco ‘bucano’ Aeschlimann con un tiro dalla distanza, col gol che viene però annullato da una precedente ostruzione. Ma, superati senza particolari patemi i due minuti di inferiorità numerica (da annotare solo un’occasione sul bastone di Bertschy), sono ancora i padroni di casa a rendersi minacciosi, prima centrando un palo con Kuokkanen e poi trovando la rete, stavolta validissima, quando Järventie si impossessa di un disco maldestramente messo al centro a due passi dallo slot da Streule, con il topscorer biancoblù, al suo debutto con la sua nazionale, che da due passi non si fa pregare per insaccare. Poco dopo, sul backhand di Rautiainen, Aeschlimann si salva con l’aiuto del palo.

Al rientro sul ghiaccio dopo la prima pausa, la Svizzera mostra ben altro atteggiamento, contrastando più efficacemente il gioco degli avversari. Col passare dei minuti, però, gli uomini di Cadieux ripiombano nel gioco attendista che aveva caratterizzato il loro periodo iniziale. E, pronta, arriva la punizione, sotto forma dello 0-2 di Rindell. È però il gol che dà la sveglia agli elvetici, che sotto la spinta in particolare di Bertschy e Dionicio, i più propositivi nella prima metà della partita, trovano anche la rete che dimezza il passivo. La firma proprio quest’ultimo, su un bel retropassaggio di Malgin: per l’attaccante de Berna è il primo centro con la maglia della Nazionale maggiore. I secondi venti minuti si chiudono con la Svizzera in sensibile crescita, creando così i presupposti per ricucire lo strappo nel terzo periodo.

Nel tentativo di passare dalla teoria alla pratica, però, la Svizzera deve soffrire, perché prima si ritrova a giostrare per quasi un minuto intero in doppia inferiorità numerica, e subito dopo per altri due minuti a 4 contro 5. Ma resiste, sfiorando anche il 2-2 con una ripartenza di Malgin. Col gioco che poi, una volta ristabilita la parità numerica fra le due squadre, torna a farsi sostanzialmente equilibrato. Con la Svizzera che, logicamente, col passare dei minuti aumenta i giri del suo motore per tentare il riaggancio. Che sarebbe anche meritato, per gli sforzi e la mole di gioco che propongono nel finale gli uomini di Cadieux, ma che alla fin fine non arriverà mai, malgrado i due minuti e mezzo giocati con Aeschlimann in panchina per lasciare posto a un sesto giocatore di movimento. Ad arrivare, per contro, è il terzo punto della Finlandia (ancora di Järventie), proprio a fil di sirena. M.I.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali