Per Marc Lüthi, presidente della Federhockey rossocrociata, ‘prima occorre fare chiarezza sulla questione e poi faremo le nostre analisi’

Swiss Ice Hockey mantiene la posizione di ‘stand-by’ in merito alla decisione del Tas di reintegrare la Russia nelle competizioni internazionali. Il presidente Marc Lüthi vuole attendere le decisioni della Iihf. "Condanniamo le guerre di aggressione e non le accettiamo – afferma Lüthi nel comunicato ufficiale della Federazione rossocrociata –. Tuttavia, non ci troviamo a livello politico, bensì a livello sportivo. Spetta in primo luogo alla Iihf decidere i prossimi passi e l’attuazione della decisione del Tas".
Anche Lüthi nutre "atteggiamento critico" nei confronti della sentenza del Tas, ritiene che Swiss Ice Hockey non debba prendere decisioni in solitaria. "Non appena avremo più chiarezza in merito all’approccio adottato dalla Iihf, procederemo a un’analisi approfondita della situazione in Svizzera e scambieremo pareri con le autorità politiche competenti e le altre parti interessate".
Nel frattempo, il Tas difende la propria sentenza e constata delle mancanze da parte della Iihf. I giudici hanno ritenuto che la federazione non avesse presentato prove sufficienti per giustificare le condizioni giuridiche che giustificano l’esclusione delle squadre russe.
All’inizio della settimana, diverse federazioni europee (Finlandia, Svezia, Repubblica Ceca, tra le altre) hanno dichiarato di non voler affrontare la Russia in occasione di competizioni internazionali. Il primo ministro canadese Mark Carney ha invece assicurato che non permetterà ai russi di partecipare al Mondiale U20 che si terrà in Canada alla fine dell’anno.