Hockey

Bestia nera kappaò, la Svizzera è in semifinale

La squadra di Cadieux batte in rimonta la Svezia e nel weekend cercherà finalmente di conquistare la medaglia più risplendente

(Keystone)
28 maggio 2026
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Prima della partita c’erano alcuni aspetti sui quali si diceva di fare attenzione contro la Svezia, come cercare di non passare in svantaggio ed evitare penalità inutili per non dare possibilità al loro temibile powerplay. Non poteva quindi iniziare in maniera peggiore l’incontro per Moser e compagni, che hanno subìto il vantaggio nordico praticamente alla prima occasione e pochi secondi più tardi con Kukan sono incappati in una scellerata penalità di partita, che ha rischiato di compromettere prematuramente un quarto di finale già indirizzato sui binari sbagliati. Gli uomini di Jan Cadieux sono però riusciti a superare in maniera pregevole questa lunga inferiorità, trovando in seguito il pareggio grazie a un ispirato Roman Josi e riportando il momentum dalla propria parte.

È proprio grazie all’esito fortunato di quanto accaduto nel primo tempo che poi nella frazione centrale è iniziata un’altra partita, con i padroni di casa dominanti dalle parti di un ottimo Hellberg e che sono riusciti a indirizzare la partita trovando due marcature con Malgin e il bianconero Thürkauf in powerplay. Fatto interessante è che i rossocrociati hanno concesso praticamente nulla alla compagine nordica, che in quaranta minuti è riuscita a tirare soltanto sette volte verso Genoni. La ‘Nati’ è stata brava a reagire a una situazione molto complicata, forse il momento più difficile di tutto il torneo, sfruttando le occasioni avute e proponendo in generale un gioco fisico, veloce e diretto sul portiere avversario. Anche le situazioni speciali hanno giocato un ruolo importante in questa partita, con la Svezia che non ha sfruttato un totale di tredici minuti di superiorità numerica e la Svizzera capace di trasformare in rete la prima situazione con l’uomo in più sul ghiaccio avuta a favore. Unica nota dolente è la gestione arbitrale, che ha dato il via a un gioco fisico e scorretto da entrambe le parti. L’esito parla infatti di Ekman-Larsson, Sundqvist e Meier (poi rientrato nel terzo periodo) che sono usciti acciaccati.

Imperiale è stata poi la prova difensiva durata tutto il tempo conclusivo, in cui Marti e compagni hanno protetto benissimo Genoni, lasciando poco tempo e spazio agli svedesi. Da citare la prestazione della quarta linea, composta da Jäger, Knak e Riat, abile a bloccare ogni azione avversaria grazie a un forechecking inteso, continuo e preciso. Anche durante l’assalto finale ospite, con Hellberg fuori dai pali, la difesa rossocrociata ha retto limitando i pericoli. La Svizzera ha giocato un’intera partita da dentro o fuori con coraggio e caparbietà, scacciando i fantasmi del passato e meritando la vittoria e il conseguente accesso alle semifinali contro la Norvegia. Norvegia che dal canto suo ha superato 2-0 la Lettonia grazie alle reti di Koblar e Steen a porta vuota.

Finlandia sul cammino del Canada

Pronti, via e fra Canada e Stati Uniti (il duello più atteso del pomeriggio, a Friborgo) si comincia subito con un colpo di scena: dopo una cinquantina di secondi, caso più unico che raro, gli Stati Uniti decidono di giocare subito la carta del coach's challenge per annullare una penalità sul conto di Ryan Lindgren, per ritardo di gioco – col grosso rischio di dover eventualmente poi giocare a 3 contro 5 –, ma le immagini danno ragione a Don Granato, perché l'ultimo a toccare è Celebrini, il cui bastone sfiora leggermente il disco. Lo stesso Lingren, poi, diventa nuovamente protagonista al settimo minuto, per una bruttissima carica alla testa di Bouchard (il suo match finirà lì) quando il difensore canadese non era più in possesso del disco, e dopo essere franato a terra rimane disteso per parecchi secondi, prima di riuscire finalmente a rialzarsi con l'aiuto dei compagni. Naturalmente, il ventottenne difensore dei Seattle Kraken viene rispedito negli spogliatoi, ma in quei cinque minuti i canadesi combinano poco o nulla. Tuttavia, alla fine il vantaggio arriva, a firma Macklin Celebrini al 18'31‘’, con un gran tiro nel ‘sette’, che non lascia scampo a Cooley, coperto. In generale sono i canadesi a essere i più minacciosi, e poco prima di metà partita arriva anche il raddoppio, realizzato da Dylan Holloway, su una ripartenza causata da un puck perso in attacco dagli statunitensi. Gli americani provano a reagire, in un terzo periodo in cui il Canada è anche costretto a stringere i denti: tuttavia, sarà tutto inutile, con la selezione della Foglia d'Acero che chiude i conti segnando due volte a porta vuota, con Brown e sua maestà Sidney Crosby.

Intanto, sul ghiaccio di Zurigo la Finlandia mette subito in chiaro le cose, in un quarto di finale in cui Kubalik e i cechi sono costretti a inseguire gli uomini di Antti Pennanen, che segnano due volte nel primo quarto d'ora grazie a Manninen e Lundell, realizzando poi il 3-0 in avvio di periodo centrale grazie a Konsta Helenius, ventenne attaccante in forza ai Buffalo Sabres. La replica della Repubblica Ceca si concretizza al trentunesimo, ma il 3-1 arriva soltanto grazie a una doppia superiorità numerica, quando Hronek approfitta di due penalità inflitte a Puljujärvi e Maatta. Ma i cechi si fermeranno lì, e non riusciranno neppure a togliere il portiere per provare a rientrare in extremis, con i finlandesi che chiudono i conti a quattro minuti e mezzo dal termine, con il 4-1 di Hameenaho.

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