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laR
 
26.11.2022 - 00:05

Sarebbe servita una terza fase ‘e più velocità’

Dopo quattro vittorie di fila e una buona prima metà di gara, il Lugano ritorna a perdere a Friborgo. Marco Müller: ‘Entrambe le squadre brave in difesa’.

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Müller ha pareggiato al 47’, ma cinque minuti dopo è arrivato il gol decisivo di Kuokkanen

La partita della Bcf Arena può essere suddivisa in due tronconi, il primo di ventisette minuti, il secondo dei restanti trentatré. La "colpa" del Lugano (che è allo stesso tempo il merito del Friborgo) è di non avere provocato una terza fase, né dopo il pareggio di Marco Müller al 47’, né dopo il nuovo vantaggio friborghese di Kuokkanen cinque minuti dopo. Nella prima parte di gara infatti, per quanto povera di grandi spunti, i bianconeri si erano fatti preferire, non rischiando praticamente nulla, se non sul tiro di Walser che scheggia la traversa a inizio periodo centrale, e mettendo alla prova Hughes con due tiri di Zanetti e uno di Thürkauf.

Dopo il vantaggio firmato da Marchon al 26’59" la partita passa però saldamente nelle mani dei padroni di casa che sfiorano il raddoppio con Rossi, ancora nel periodo centrale e con Sprunger (fermato solo dal palo) e Diaz a inizio terzo periodo. Il pareggio di Marco Müller, che conclude al meglio una bella azione, è infatti solo una parentesi. Gli uomini di Dubé si ributtano subito all’attacco e dopo una fase di pressione – che comprende pure uno scontro tra Mottet e Koskinen non sanzionato dagli arbitri – si riportano in vantaggio grazie a Kuokkanen. Anche negli otto minuti finali il Friborgo riesce a controllare il disco per lunghi tratti e a creare tre occasioni per chiudere il confronto, due con Sörensen (una delle quali si stampa nuovamente sul palo), una con Walser. Solo nell’ultimo minuto Carr (che non riesce a concludere dallo slot) e Connolly (che non trova la porta) hanno la possibilità di rimettere in parità l’incontro, senza riuscirci.

Il peso di Arcobello

Le cause? Forse la sete di rivincita del Friborgo dopo l’eliminazione dalla Champions, forse un inconscio e logico rilassamento del Lugano dopo quattro successi consecutivi. Ma sicuramente si è sentita l’assenza di Mark Arcobello, sostituito da Kris Bennett in prima linea, con Markus Granlund spostato al centro. Il finlandese è stato autore di una buona prova, in particolare a livello difensivo, ma è parso che in questo ruolo non sia riuscito a esprimere tutto il suo potenziale, come quando viene schierato all’ala. Una possibile soluzione è quella di promuovere Marco Müller al centro della prima linea e relegare Bennett al fianco di Herburger e Fazzini, in una linea, la terza, che ha sì trovato il gol, ma che è funzionata a fiammate. Bene invece il secondo blocco, il più pericoloso su tutto l’arco della partita, con un Carr già rivelatosi molto prezioso nonostante l’importante ammanco di competizione. Si può dunque solo immaginare e attendere con impazienza il suo apporto, quando sarà tornato al massimo della forma.

In difesa invece da segnalare che Bernd Wolf ha dovuto lasciare la contesa dopo 23’ a causa di una discata al collo. La speranza è che non si tratti di nulla di troppo grave, anche perché con la contemporanea assenza di Kaski i numeri in retrovia iniziano a farsi esigui. La sua assenza ha però liberato il posto a Jari Näser al fianco di Guerra e il figlio d’arte ha fornito una prestazione sicuramente positiva.

Il gioco difensivo, boxplay compreso, è stato sicuramente uno dei punti forti della serata di Friborgo, come conferma, intervistato dall’Rsi, Marco Müller: «Entrambe le squadre hanno giocato molto bene in difesa, era difficile creare occasioni. Possiamo anche essere contenti del nostro gioco, dobbiamo forse aumentare un po’ la velocità, come avevamo fatto nelle partite precedenti». Farà dunque sicuramente bene alla squadra di Gianinazzi riposare fino a martedì, giorno della prossima trasferta, a Zugo. V.B.

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