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13.05.2021 - 18:30

‘Non sarà perfetto, ma con la Lettonia ci saranno cose buone’

Entra nell'ultima fase l'avvicinamento ai Mondiali di Riga. Oggi la prima delle ultime due amichevoli per la Nazionale di Fischer

L'ultima fase dell'avvicinamento ai Mondiali della Nazionale entra nel vivo oggi. Decollata ieri alla volta di Riga, la selezione di Patrick Fischer oggi e domani affronta la Lettonia per gli ultimi due test amichevoli prima dell'ingaggio d'apertura della rassegna iridata, nella capitale lettone.

Prima di sfidare la Repubblica Ceca nella partita d'esordio ai Mondiali, la Svizzera avrebbe dovuto disputare sette amichevoli. Ma, complici contagi e quarantene varie che hanno interessato Italia e Francia, che gli elvetici avrebbero dovuto affrontare una, rispettivamente due volte, il programma di avvicinamento al torneo è stato drasticamente ridotto, al punto che, sinora, gli elvetici sono sempre fermi a due amichevoli, entrambe contro la Russia ed entrambe vinte (3-1 e 1-0). Ecco perché il doppio test con la Lettonia riveste un'importanza particolare nell'ottica della rifinitura della preparazione.

La scelta di cancellare le ultime amichevoli su suolo svizzero, a dire il vero, è stata presa soprattutto per evitare il rischio di ritrovarsi con una spedizione per Riga impoverita nei ranghi a causa di qualche contagio o quarantena indesiderati. «Questo è un punto chiave per noi», spiega lo stesso Fischer. Come parte della strategia per minimizzare i rischi è il fatto che i sei giocatori dello Zugo che il tecnico ha selezionato per la spedizione in Lettonia si sono uniti al resto della squadra solo ieri, in modo da far trascorrere qualche giorno 'cautelativo' dopo i festeggiamenti per la conquista del titolo. Nell'attesa di unirsi al resto della truppa, il sestetto si è così allenato sul ghiaccio di Zugo e, negli ultimi tre giorni prima di imbarcarsi sul volo per Riga, sono stati controllati quotidianamente. I rinforzi targati Nhl Nico Hischier, Timo Meier, Philipp Kurashev e Jonas Siegenthaler, dal canto loro, si uniranno alla squadra solo domani. Pius Suter, invece, aveva declinato la chiamata di Fischer perché in stato avanzato con le trattative per un nuovo contratto dopo una prima stagione promettente con i Chicago Blackhawks. «Ma anche senza di lui abbiamo un'ottima squadra».

A proposito della spada di Damocle rappresentata dal coronavirus, Fischer la prende con filosofia: «Questa, purtroppo, è la realtà. In momenti come questi, si impara a essere flessibili e pazienti. Spero solo che non dovremo esserlo ancora prima dell'inizio del Campionato del mondo, e che potremo contare su 28 giocatori sani (dopo le partite con la Lettonia) al momento di entrare nella 'bolla' dei Mondiali». Complice la pandemia, ogni squadra potrà infatti portare ai Mondiali 28 giocatori anziché gli abituali 25. Nella rosa della Svizzera attualmente figurano ancora 32 nomi, ragion per cui prima del debutto della rassegna iridata, Fischer ne dovrà tagliare altri quattro. Ai Mondiali, il tecnico rossocrociato porterà cinque blocchi completi più tre portieri. «Il nostro compito principale ora è quello di trovare i giocatori migliori per ricoprire i corrispondenti ruoli». Nelle intenzioni del selezionatore c'è la volontà di allestire una formazione al cui interno tutte le linee abbiano spiccate qualità offensive anziché puntare su un solo blocco a trazione anteriore. «Le selezioni sono sempre difficili da fare, perché in questo momento abbiamo parecchi giocatori con ottime doti in Svizzera». Ecco perché Fischer avrebbe gradito giocare più amichevoli durante la fase di avvicinamento all'appuntamento nella capitale lettone, «in modo da essere ancora più chiari su chi dovrebbe essere qui e chi no». Senza i test, ad ogni buon conto, la rosa allargata ha avuto più tempo per allenarsi e perfezionare un suo sistema di gioco. Ed è prevalentemente nel correggere il gioco con il possesso del disco che si è concentrato il lavoro del tecnico.

Sul piano difensivo le cose sembrano funzionare, come hanno dimostrato le due amichevoli contro la Russia. La cosa più sorprendente è stata la rapidità con cui gli elvetici si sono adattati all'alta intensità nelle sfide contro la Sbornaja. Ciò è probabilmente figlio delle esigenze dettate dallo staff tecnico, che impone un ritmo elevato in allenamento. Il motto è: 'più breve e più intenso'. Lo stesso principio dovrà essere applicato nelle due partite contro la Lettonia, «per andare al Campionato del mondo con una buona sensazione. Sono curioso di sapere a che punto siamo. Non tutto sarà ancora registrato a dovere, ma ci saranno delle cose buone».

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