Hockey
30.11.2018 - 22:110
Aggiornamento 01.12.2018 - 00:17

È durissima, la legge dell'ex

In vantaggio di due reti dopo venti minuti, il Lugano si fa prima raggiungere e poi superare dal Bienne. Anzi, da Damien Brunner

Pure stavolta non finisce bene. Per un Lugano che appare sì trasformato rispetto alla sconfitta di Rapperswil, non soltanto nello spirito ma pure negli effettivi, siccome Ireland decide di rimescolare un po' tutte le carte sul fronte offensivo, ma alla fine il risultato non cambia. Per quella che è la seconda sconfitta consecutiva, anche se è solo la terza casalinga da inizio campionato.
In una serata in cui gli episodi finiscono per pesare tantissimo. Come la parata difettosa di Merzlikins che spinge addosso a Hügli il disco del 2-1 ospite. Oppure l'incomprensione sulla penalità inflitta a Earl per simulazione, che porta i seeländer a trovare il gol del 2-2 al 38'36''. Ma, soprattutto, l'incredibile facilità sottoporta di Damien Brunner, l'ex di turno, dal cui bastone partono le tre reti che danno una svolta alla serata, portando i bernesi fin sul 2-4. Prima del definitivo 3-4 di Fazzini a undici secondi dalla fine. Che altro non fa se non rendere il tutto ancor più amaro.

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