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13.12.2020 - 19:070
Aggiornamento : 22:25

Verstappen, una chiusura di gran classe

Il pilota olandese è autore di una gara perfetta al volante di un'ottima Red Bull. Sul podio di Abu Dhabi anche le Mercedes di Bottas e Hamilton

È stato un anno semplicemente complesso, ma ora il mondiale è terminato grazie a una volontà ferrea sia della Fia sia di Liberty Media che qui oggi meritano un plauso sincero e rispettoso per avere cercato in ogni modo soluzioni e tenere viva la Formula Uno. Questo però non significa in alcun modo che i problemi siano risolti, anzi.

La situazione della pandemia che si appresta a vivere una terza ondata che in molti temono peggiore di quanto patito sinora, l'impatto generale economico che questo significa, la mancanza di pubblico sugli spalti che copra le perdite degli organizzatori, le contrazioni o scomparse dei budget di tanti sponsor, il crollo verticale dell'audience mondiale delle corse e via di questo passo, tutti questi sono temi davvero complicati per Stefano Domenicali. Egli è manager capace e intelligente, certo, ma non possiede di certo la bacchetta magica e solamente nel 2022 potrà davvero preordinare una ripartenza secondo nuovi modelli di lavoro. Nel 2021 si tratterà di un'ulteriore azione di contenimento.

Seb, che signore

Mentre scriviamo questo articolo siamo oggettivamente preoccupati per una passione che il mondo da tanti anni ha amato, apprezzato e che per la prima volta da dopo la guerra del 1945 si trova in una situazione così delicata. Restare ottimisti è un dovere ma, come ha detto Sebastian Vettel, un altro anno con Covid il mondiale non lo può reggere. Proprio il ferrarista ha salutato il team cantando in radio una sua molto personale e stonata versione di Azzurro di Celentano, dimostrando ancora una volta il suo attaccamento e rispetto totale per la Rossa. Sei anni di un amore inizialmente corrisposto e poi frantumato dall'arrivo di Leclerc, dalle beghe ormai chiare di un propulsore che lavorando nelle zone grigie era de-facto fuori regolamento, da un idillio non scoppiato con Binotto, da una monoposto che in nulla e per nulla corrispondeva a qualcosa da lui gradito. Andate in rete, ascoltate la sua voce commossa e vi renderete conto - sportivamente parlando - quanto Sebastian sia una persona perbene, semplice e con un grande cuore. L'anno prossima farà grandi risultati con Aston Martin e solo allora la popolazione della Rossa si renderà conto di avere - ancora una volta - bruciato un campione e un pilota. Crediamo che assistere alla sua ultima gara per Ferrari doppiato da Hamilton e Albon sia l'immagine che egli stesso non avrebbe mai voluto vedere, per la squadra tutta e per se stesso.

Vittoria splendida di Verstappen che in certo senso vale come speranza per un 2021 meno noioso e prevedibile. Autore della gara perfetta, nel corso di questa stagione è maturato enormemente e così facendo il suo talento adamantino è ulteriormente emerso.  Le doti della Red Bull sono molteplici, su tutte una cultura del telaio e dell'aerodinamica che le permette di battere il miglior propulsore di sempre, quello con la Stella. La scelta di Honda mette il team in difficoltà ora, anche se pare sempre più probabile da un lato un congelamento parziale dei propulsori e forse l'acquisto delle competenze giapponesi. Le prossime settimane ci diranno di più. Da parte di Marko si attende anche la decisione su Albon e l'ingaggio di Perez, mestamente ritiratosi.

Magnussen anonimo

Ultima gara per Magnussen che esce di scena senza avere al vero lasciato particolari tracce di sè. Gara incolore di Bottas che è giunto secondo senza mai lottare, concentrato unicamente sul secondo posto del mondiale che il teorema Russell ha spiegato molto bene. Anche voi lettori su quella Mercedes-Benz fareste una discreta figura insomma.

Due note finali. Il terzo posto della McLaren, certo agevolato da un propulsore perfetto, dice quanto il duro lavoro quotidiano ripaghi di sforzi e difficoltà. Questo significa un'importante iniezione di denaro per Woking che nel 2021 che di fianco al talentuoso Norris accoglierà Ricciardo, mentre Sainz parte in direzione di Maranello certo con qualche mal di testa. Alfa Romeo Racing ha oggettivamente deluso purtroppo, lo scriviamo con sincero rammarico, ma le aspettative erano ben altre. Il team di Hinwil ha pagato molto la crisi del propulsore Ferrari che copriva difetti genetici del progetto, che così invece sono emersi in totale asprezza. Ora è tempo di meritate vacanze. Ma tra poco il mal di testa tornerà.

 

 

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