Per godere di 8 giorni di riposo prima dei sedicesimi, bisogna battere i canadesi, che hanno i nostri stessi punti ma una miglior differenza reti

Dopo il successo riparatore sulla Bosnia Erzegovina, i rossocrociati sono chiamati mercoledì sera alle 21, a Vancouver, alla sfida contro il Canada padrone di casa. La Nazionale della foglia d’acero, in classifica, ha gli stessi punti della Svizzera (4), ma a livello di differenza reti è messa meglio grazie al larghissimo margine con cui si è imposta sul Qatar (6-0).
E dunque, se Xhaka e compagni intendono chiudere il girone al comando, non resta che portarsi a casa la posta piena: un pareggio, infatti, consegnerebbe ai nordamericani la leadership definitiva.
«Vogliamo il primo posto», ha detto senza giri di parole il veterano Ricardo Rodriguez prima di imbarcarsi sul volo verso la British Columbia. «Vincere il gruppo garantirebbe infatti un riposo più lungo – cioè un’intera settimana, anzi addirittura otto giorni – prima dell’inizio della fase a eliminazione diretta. Credo che sia quanto di meglio possa capitarci, e sono certo che a pensarla coi sono pure tutti i miei compagni».
In caso di successo, dunque, gli uomini di Murat Yakin riprenderebbero a giocare, per i sedicesimi di finale, solo il 2 luglio – di nuovo a Vancouver – contro una delle migliori terze classificate, fra le quali, al momento, le più probabili sarebbero l’Iran e l’Algeria di Vladimir Petkovic, due avversari dunque più che abbordabili per la selezione elvetica. Quasi superfluo specificare, quindi, che battere i canadesi sarebbe davvero importante.
Chiudendo il nostro gruppo al secondo posto, invece, comporterebbe un tempo di recupero assai più ridotto: ai rossocrociati in quel caso toccherebbe infatti affrontare la seconda classificata del girone A (con tutta probabilità la Corea del Sud) in un match programmato già questa domenica a Los Angeles. Un’eventualità che per la Nati – che rientrerà a San Diego soltanto giovedì – creerebbe qualche problema a livello di recupero fisico ma anche mentale.
L’ormai trentaquattrenne Rodriguez (li compirà in agosto) – uomo dalle 140 presenze con la casacca della Nazionale – non vuole però guardare troppo al di là dei sedicesimi di finale, traguardo minimo ormai già raggiunto.
Va detto che, se chiudere da primi della classe il girone garantirebbe come detto tempi di recupero più dilatati, d’altra parte potrebbe anche riproporre sul cammino elvetico, allo stadio degli ottavi di finale, il Portogallo di Cristiano Ronaldo, avversario che suscita pessimi ricordi, visto che tre anni e mezzo fa in Qatar ci aveva estromesso, proprio agli ottavi, con una sonora batosta (6-1).

L’eventualità di incrociare di nuovo i lusitani, ad ogni modo, mette più paura a stampa e tifosi che ai giocatori... «Se dovremo affrontare i portoghesi», spiega il terzino del Betis Siviglia, che non pone limiti alle proprie ambizioni ,«li considereremo alla stregua di ogni altro rivale. Sfidarli agli ottavi o ancora più avanti non ha alcuna importanza: se vuoi vincere la Coppa del mondo, devi sconfiggere tutti gli avversari che incontri sul tuo cammino».
Prima di tutto però, ovviamente, ci sarà da confermare oggi a Vancouver quanto di buono visto contro la Bosnia. Imporsi non sarà comunque facile: dopo il Qatar e i balcanici – squadre tendenzialmente barricate a difesa della propria porta – per la prima volta in questo torneo avremo infatti di fronte avversari molto più votati all’attacco e capaci di sviluppare un buon pressing nella metà campo nemica.
«Dovremo semplicemente restare concentrati», racconta Rodriguez. Innanzitutto, da dietro, dovremo ripartire in modo pulito. Sarà certo un match difficile, intenso e in un ambiente che si preannuncia a noi ostile. Davanti al proprio pubblico, i canadesi giocheranno bene per forza. Anche noi comunque saremo competitivi, a prescindere da chi giocherà titolare e da chi invece entrerà a gara in corso».
Quello di stasera sarà il primo autentico test di un certo livello per la retroguardia rossocrociata, che fin qui si è mostrata piuttosto affidabile, tranne ovviamente in occasione del gol del pareggio del Qatar (1-1), giunto a tempo ormai scaduto e proprio a causa di plurime disattenzioni difensive. Nico Elvedi e Manuel Akanji dovranno tener d’occhio soprattutto lo juventino Jonathan David, autore addirittura di una tripletta proprio contro i qatarioti.

La domanda che tutti gli appassionati – e gli stessi cronisti – si pongono è comunque quella relativa all’eventuale titolarizzazione del ventenne Johan Manzambi, che subentrando dalla panchina, insieme a Ruben Vargas, ha spaccato e risolto la gara contro la Bosnia Erzegovina grazie a due gol e a un atteggiamento segnatamente votato all’attacco.
Finora, per giustificare il mancato impiego del ginevrino già nell’11 di partenza, il Ct Murat Yakin ha tirato in ballo la mancanza d’esperienza del giocatore e una sua (presunta) scarsa propensione difensiva.
Ma, come detto, dopo la sua esaltante performance di giovedì scorso, a volerlo vedere titolare non sono più soltanto alcune frange del tifo svizzero, ma buona parte del pianeta football, anche ben al di fuori dei nostri confini.