Nello sprint a due, al termine di una gara ricca di colpi di scena, il belga beffa Tadej Pogacar. Ottavo Stefan Bissegger

È Wout van Aert il re del pavé. La 123esima Parigi-Roubaix incorona il belga, al termine di una gara appassionante e segnata da continui colpi di scena. Come quello che a una novantina abbondante di chilometri dal traguardo costringe a una lunga rincorsa Mathieu van der Poel. Costretto a un doppio cambio di bicicletta lungo uno dei trenta settori di acciottolato è scivolato a oltre due minuti dai battistrada. Scarto peraltro già ridottosi a meno di mezzo minuto a meno di sessanta chilometri dal velodromo di Roubaix, ma che taglia fuori dai giochi per il successo l'olandese, vincitore delle precedenti tre edizioni. Anche perché davanti ci sono Wout van Aert e Tadej Pogacar che spingono come treni, decisi più che mai a impedire il suo rientro. E nel gruppo di testa c'è anche un generosissimo Stefan Bissegger, deciso più che mai a migliorare il settimo posto dell'anno scorso.
Nel finale, davanti restano solo i due grandi favoriti: Van Aert e Pogacar. Con quest’ultimo che entra per primo nel velodromo per i due giri che tutto decidono. Lo sloveno resta in testa fino a mezzo giro dal traguardo, quando il belga rompe gli indugi e va a prendersi un vantaggio di due lunghezze sull’avversario per chiudere braccia al cielo: la Parigi-Rubaix numero 123 è definitivamente sua. Stefan Bissegger, dal canto suo, chiude ottavo.